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Wednesday, February 24, 2016

Attenzione al pericoloso baratto fra libertà e sicurezza

Fonte:http://thefielder.net/18/11/2015/attenzione-al-pericoloso-baratto-fra-liberta-e-sicurezza/

di F. Simoncelli

Financial policy columnist

10201160-discours-de-hollande-au-congres-5000-emplois-crees-d-ici-2-ans-dans-la-police-et-la-gendarmerie L’ultima roccaforte del potere dello Stato è la politica estera. È in politica estera che lo Stato agisce nel modo più rigoroso come l’orda organizzata, che agisce nel senso più pieno del suo potere aggressivo, che agisce con l’arbitrarietà più libera. In politica estera lo Stato è veramente sé stesso. Si può dire che gli Stati, in riferimento l’uno all’altro, siano in un continuo stato di guerra latente. La “tregua armata”, una frase così familiare prima del 1914, era una descrizione accurata della normale relazione tra gli Stati quando non sono in guerra. Invero, non è esagerato dire che la normale relazione tra gli Stati sia la guerra.  

La diplomazia è una guerra mascherata in cui gli Stati cercano di guadagnare col baratto e l’intrigo, con l’astuzia degli ingegni, gli obiettivi che dovrebbero conquistare più rudemente per mezzo della guerra.» — Randolph Bourne

Tutte le lacrime di questo mondo non potrebbero colmare la tristezza per le vite spezzate a Parigi. In verità, tutte le lacrime di questo mondo non potrebbero colmare le vite che ogni giorno vengono spezzate nel mondo. L’empatia per un nostro simile nel momento della sofferenza è talmente grande che ci spinge a condividere gli stessi sentimenti. La vita è qualcosa di prezioso. La vita, soprattutto, è un processo attraverso il quale, si suppone, riusciamo ad accumulare una quantità tale di saggezza da permetterci d’evitare gli errori più banali. Perché? Perché in caso contrario saremo i primi a pagarne i costi. Le sanzioni negative si scatenerebbero come uno sciame di locuste fameliche, facendoci provare tutto il dolore derivante dal nostro errore. Gli Stati, invece, non pagano per i propri errori. Attraverso la formula “Lo Stato siamo noi”, i membri che prendono decisioni sbagliate scaricano le sanzioni negative sulla popolazione senza colpe. Sin dalla prima guerra mondiale, i campi di battaglia sono diventati le città, i paesi, le contrade. L’orrore della guerra è stato portato di casa in casa a causa della nascita e della crescita di un apparato pseudo-sociale che s’è sostituito al processo decisionale individuale. Propaganda e mistificazioni hanno caratterizzato il suo modo d’agire, riuscendo a ingannare la popolazione, che è diventata lo scudo involontario delle politiche sconsiderate degli Stati. La linfa vitale degli Stati non sono gli eserciti, ma la popolazione.
Solo quest’ultima è in grado di creare ricchezza reale, di conseguenza l’apparato statale sfrutta qualsiasi occasione per tenere vivo il suo potere incamerando la ricchezza creata dalla classe produttrice. Lo Stato è un parassita che influenza il tessuto sociale di cui si nutre affinché continui a sostenerlo. In quest’ottica, la migliore strategia che ha per avvicinare a sé la classe produttrice è la paura. Di che cosa? Invasioni, attentati, incidenti. Il modo più rapido che ha scovato l’apparato statale per istillare la paura nei suoi sottoposti è stato quello di disarmare la popolazione di cui si “prende cura”. In secondo luogo, ha sfruttato qualsiasi evento terroristico per espandere la propria area d’influenza a scapito della popolazione. Il suo obiettivo è quello di rendere quanto più prevedibili le azioni dei suoi sottoposti, e questo richiede un ambiente sociale statico. È per questo che subito dopo ogni attentato terroristico le contromisure adottate dallo Stato vanno a discapito della popolazione autoctona, che vede erodersi sempre di più le libertà individuali.
È per questo che Hollande ha colto la palla al balzo e inviato bombardieri in Siria. Non solo, ma ha annunciato una maggiore spesa statale in favore della “sicurezza”, nonché l’aggiunta di 1.000 soldati in più a pattugliare le strade di Parigi. La gente è spaventata. La gente fa finta d’aver coraggio, in realtà si rannicchia in un angolo a ogni minimo sussulto di un agente di polizia. Sono ormai 14 anni che va avanti questa fantomatica Guerra al Terrore, eppure nessuna delle due parti ha vinto. Tutti ne stanno uscendo con le ossa rotte. Tutti ne stanno uscendo più poveri. Come può questa guerra prevenire altri massacri come quello di Parigi? Come abbiamo visto, non può. Anzi, fa solo peggiorare le cose. Soprattutto in termini di persone innocenti ammazzate. Ogni bomba lanciata da Stati Uniti e Francia in territorio straniero, ogni operazione dei servizi segreti in territorio estero, non fa che creare una sequenza infinita di motivi che portano gli individui nel territorio in cui s’interviene a serbare rancore e organizzarsi per scacciare gli “invasori”, o a colpirli in patria con attacchi terroristici simbolici.

Ludwig von Mises dimostrò nelle sue opere come l’interventismo economico rappresentasse un veleno per il libero mercato. 

Murray Rothbard ebbe un’intuizione: traslò questo concetto alla geopolitica, affermando come l’interventismo estero in faccende estranee al proprio Paese fosse foriero di conseguenze impreviste. 

Una di queste, purtroppo, è stata la tragedia francese del fine settimana scorso, il cui innesco è stato il militarismo francese sul territorio siriano. Infatti, sin dal 2011 l’obiettivo d’USA e Francia è stato quello di spodestare Assad, e nel farlo si sono ritrovati a mandare in quei territori pacchi e pacchi d’armi che sono costantemente finiti nelle mani dei terroristi piuttosto che in quelle dei “ribelli moderati anti-Assad”. Ciò ha gettato i semi degli attacchi di Parigi, che a loro volta hanno gettato i semi dei recenti bombardamenti francesi sulla Siria. Un’escalation di violenza che non risparmierà nemmeno i francesi stessi, i quali si ritroveranno a vivere in uno stato di polizia a causa dell’invadenza dello Stato, che attraverso la propaganda approfitterà della situazione per opprimere ulteriormente le libertà degli individui.

Non lasciatevi ingannare, quindi, dalle proposte folli di Hollande, che nella loro veemenza centralista non toccheranno minimamente i terroristi, ma assedieranno i cittadini francesi, facendoli vivere in un costante stato di paura e annientando le loro libertà in nome di un “bene superiore”. 

Più bombe non risolveranno il problema in Medio Oriente. Riproporre una strategia fallimentare è stupido oltreché dannoso.

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