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Saturday, May 31, 2014

Passaporti, un po' di chiarezza

Fonte:http://www.stradeonline.it/diritto-e-liberta/647-passaporti-un-po-di-chiarezza

di Marianna Mascioletti
 
Pochi, maledetti e subito. Sembra sia questo il principio alla base dell'emendamento Tonini al D.L IRPEF (l'ormai famigerato "decreto degli 80 euro") che aumenta il costo iniziale del passaporto ma abolisce l'obbligo di pagare il bollo annuale.Passaporto
Sulla stampa italiana è stata grande la confusione all'annuncio di questa piccola, ma significativa riforma: alcuni gridano allo scandalo per l'aumento delle tasse, altri plaudono alla loro diminuzione, altri, infine, colgono l'occasione per lamentarsi del troppo neoliberismo, che ancora non si capisce esattamente dove sia e che cosa sia, ma ci sta sempre bene.
In realtà, per comprendere cosa sia successo, bisogna innanzitutto conoscere la normativa attuale, che però, invece, pare sconosciuta alla maggior parte degli italiani, che abbiano il passaporto o meno, che lo usino nello spazio UE o fuori, che facciano i giornalisti o che semplicemente si interessino ancora alle vicende di questo nostro Paese.
Finora, all'atto di emissione del passaporto si pagavano 42,50 di costo materiale del libretto, più il primo bollo da 40,29 euro: su una delle pagine del documento appena emesso era scritto "tassa pagata per anni uno". Dopodiché, per ogni anno in cui si fosse usato quel passaporto per uscire dallo spazio UE, si sarebbe dovuta pagare una nuova marca da bollo da 40,29 euro; in compenso, se non si usava il passaporto al di fuori dello spazio UE, non bisognava pagare nulla di aggiuntivo.
Il sistema delle marche da bollo era una delle unicità tipiche del glorioso Made in Italy: esisteva solo in Italia e l'applicazione delle norme era quanto mai incerta. Come molti dei sistemi adottati dalla burocrazia italiana, era farraginoso, ridicolo e la maggior parte dei possessori di passaporto lo eludeva, spesso per materiale ignoranza o impossibilità a procurarsi la marca.
D'altra parte, almeno secondo la vulgata dei viaggiatori, bastava fare una tappa in un Paese dello spazio UE prima di uscirne (ad esempio uno scalo a Parigi prima di un volo per gli Stati Uniti) per aggirare facilmente il balzello: il furbo viaggiatore poteva usare la carta d'identità da e per Parigi, tirando fuori il passaporto solo per la tratta estero su estero, e nessuno avrebbe potuto chiedergli conto della marca da bollo mancante. C'era anche chi sosteneva che questo escamotage non valesse, poiché se un funzionario di dogana particolarmente zelante avesse visto un passaporto senza marca ma con i timbri di Paesi extra-UE avrebbe comunque potuto comminare una sanzione piuttosto salata. Questo piccolo riassunto dello stato dell'arte può bastare a far capire quanto poco chiara e – salvo particolare sfortuna – facilmente aggirabile fosse la legge (ancora per poco, si spera) vigente.
Ora, però, le norme stanno per cambiare. Il senatore Giorgio Tonini, estensore dell'emendamento di cui parliamo, dichiara: "In analogia a quanto fanno i nostri maggiori partner internazionali, ho proposto di riformare il meccanismo di tassazione del passaporto, unificando tutti i tributi attualmente previsti in un'unica tassa pagata al momento dell'emissione (73,50 euro più il costo del libretto, lasciato invariato a 42,50 euro); rispetto all'attuale costo di emissione, l'importo è aumentato per compensare il minore introito derivante dalle tasse annuali che non saranno più dovute".
L'emendamento Tonini abroga l'articolo 18 della legge 1185/67 "Norme sui passaporti", che recitava "Per il rilascio o il rinnovo del passaporto ordinario in Italia o all'estero è dovuta la tassa di lire 6.300 per anno o frazione di anno di validità oltre al rimborso del costo del libretto. Il costo del libretto è determinato dal Ministero degli affari esteri, sentito il Ministero del tesoro [più altre specifiche che in questa sede non interessano, essendo peraltro l'articolo abrogato, NdR]", sostituendolo con "Per il rilascio del passaporto ordinario è dovuto un contributo amministrativo di euro 73,50, oltre al costo del libretto. Il contributo amministrativo è dovuto in occasione del rilascio del libretto e va corrisposto non oltre la consegna di esso all'interessato. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministro degli affari esteri, sono determinati il costo del libretto e l'aggiornamento, con cadenza biennale, del contributo di cui al primo comma".
In sostanza, questa riforma converrebbe a chi nel periodo di validità del passaporto fa due o più viaggi nello spazio extra-UE in anni diversi (e sono poi le persone che ne hanno più necessità); rappresenta invece, nei fatti, un aumento per chi il passaporto lo richiede per un viaggio solo oppure lo rinnova in prossimità delle elezioni, tanto per averlo pronto in caso di necessità subitanea di emigrare.
Perché dunque riassumere la vicenda con "pochi, maledetti e subito"? Perché ciò che, se l'emendamento fosse confermato com'è oggi, aumenterebbe è il costo del passaporto all'atto dell'emissione, un prezzo da pagare per forza, pena il non rilascio del documento. Si abolisce invece un bollo che, sebbene potenzialmente in grado, nel caso di viaggiatori abituali, di portare nelle casse dello Stato una somma maggiore, veniva comunque, nei fatti, evaso o eluso nella maggior parte dei casi.
Insomma, una misura di efficienza che serve allo Stato per avere da questo settore introiti più certi, nonché per abolire un balzello presente solo in Italia, che finora ha generato molta confusione sia nei viaggiatori, sia in chi era preposto al controllo dei passaporti: se rappresenti in effetti una riduzione o un aumento delle tasse dipende più che altro dalle ragioni per cui si richiede il passaporto e dalla frequenza con cui lo si usa.
L'unica incognita rimane la possibilità che il ministero si riserva di "aggiornare" il costo del contributo amministrativo ogni due anni: chiunque abbia vissuto per qualche tempo in Italia sa che quell' "aggiornare", in un caso del genere, è sinonimo di "aumentare" e che nel giro di una decina d'anni potremmo trovarci a pagare per il passaporto molto più di quanto si paghi ora. In ogni caso, l'impatto di questa – chiamiamola così – misura di contrasto alla deflazione lo scopriremo solo vivendo, come diceva quello, quindi è inutile lanciarsi ora in previsioni ottimiste o catastrofiste.
L'emendamento Tonini, dunque, non merita, almeno ad oggi, tutto l'allarmismo che ha sollevato: è una misura di semplificazione tutto sommato condivisibile, nella realtà di un Paese in cui la materia fiscale è ormai un sapere ermetico accessibile a pochissimi.

COMMENTO DELL'AMMINISTRATORE

BASTARDI!!! SONO CERTO CHE LO FARANNO AUMENTARE FINO A RENDERLO UN LUSSO PER POCHI... E SECONDO ME LO FARANNO ANCHE PER IMPEDIRE AGLI ITALIANI DI ANDARSENE ALL'ESTERO, COL SOLITO SISTEMA DEI TRIBUTI (ALLA MANIERA DI STALIN)...PER INTENDERCI...

PERSONALMENTE AUGURO A TONINI DI MORIRE IN QUESTO ISTANTE.

Der Spiegel, David Cameron: "Juncker presidente? Regno Unito fuori dalla Ue"

Fonte:http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/11626977/Der-Spiegel--David-Cameron-.html


David Cameron e Angela Merkel 
 
Alta tensione in Europa. Un'indiscrezione esplosiva, riportata dal settimanale tedesco Der Spiegel, che ha come protagonista il premier britannico, David Cameron, che avrebbe minacciato l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea se Jean-Claude Juncker sarà nominato presidente della Commissione europea. La minaccia di Cameron sarebbe arrivata al vertice Ue di martedì scorso, quando il premier si sarebbe rivolto in particolar modo alla cancelliera tedesca, Angela Merkel, che proprio ieri, venerdì 30 maggio, dopo qualche tentennamento ha annunciato l'appoggio suo e della Cdu a Juncker. Der Spiegel, riportando la notizia, cita delle "fonti vicine ai partecipanti". La minaccia di Cameron sarebbe dovuta al crescente euroscetticismo che avvolge la Gran Bretagna, euroscetticismo al quale non è immune: pur senza raggiungere le posizioni dell'Ukip di Nigel Farage, Cameron ha recentemente annunciato un referendum per l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea.

Rifiuti radioattivi disseminati nelle Serre. Morire per Segreto di Stato

Fonte:http://www.ilvizzarro.it/rifiuti-radioattivi-disseminati-nelle-serre-morire-per-segreto-di-stato.html





scorie-nucleariCi sono voluti oltre vent’anni per rendere ufficiale una verità in realtà già conosciuta da tempo. Nelle Serre calabre, sotto ai nostri piedi, negli scavi per i metanodotti, nelle caverne, nei terreni argillosi, la ‘ndrangheta o chi per lei, già dagli anni ’90, sversava centinaia e centinaia di fusti contenenti scorie radioattive, rifiuti tossici. Oggi, solo oggi, proprio mentre emerge la verità, si iniziano a pagare le conseguenze di quella che presto, per numero di decessi, si dimostrerà una vera e propria strage italiana.
Scorie disseminate ovunque. Nelle Serre e nell’Aspromonte. A Grotteria, Limina, Gambarie, Canolo, Locri, Montebello Jonico, Motta San Giovanni, Stilo, Gioiosa Jonica, Serra San Bruno e Fabrizia. «Le discariche presenti in Calabria sarebbero parecchie - si legge nei carteggi del Sismi e del Sisde desecretati di recente - site, oltre che in zone aspromontane, nella cosiddetta zona delle Serre (Serra San Bruno, Mongiana, ecc.) nonché nel vibonese. In quella zona la famiglia Mammoliti, competente per territorio, avrebbe occultato rifiuti tossici-radioattivi lungo gli scavi effettuati per la realizzazione del metanodotto». Lo stesso fecero i Tegano, i De Stefano, i Piromalli, abusando di una Calabria già schiava, nonostante ancora in molti luoghi, come ad esempio nei nostri luoghi, i clan preminenti non fossero ancora stati ufficialmente certificati.
Una strage per la quale, come per tutte le stragi, il principio di contraddizione non vale: non c’è niente da sapere diceva una parte di Stato che in realtà sapeva tutto. Sapeva il peggio del peggio di un territorio destinato a subire negli anni a venire una mattanza violenta.
Come i tasselli di un puzzle che ritrovi in ritardo, persi sotto un armadio, nascosti tra la polvere, punti fermi di un disegno inequivocabile di cui conosci tutto e tutto è disconosciuto, solo adesso fatti già saputi divengono ufficiali. E ci accorgiamo che sotto ai piedi abbiamo la morte, mentre sopra le nostre vite respira un sistema fatto di compromessi, di negazioni, di testimoni sottratti, di prove inquinate, di morti comprensibili e dimostrabili, di ragioni affossate per “Segreto di Stato”. Ecco perché non deve esistere, magari, un Registro Tumori, mai istituito soltanto in Calabria ed in poche altre regioni. Perché il dato non deve essere quantificato. Perché i morti per carcinoma, per malattie neoplastiche, linfomi non si possono e non si devono contare. Perché proprio i “Segreti di Stato” impongono che si debba continuare a morire senza neanche saperlo.
Le cose da conoscere sono in realtà ancora molte, moltissime. Su fatti di stragi, di eversioni e di violenze di massa. Fatti tenuti congelati per le esigenze di una “democrazia” di sottobanco. Perché mentre un territorio arranca già di suo, deve avere anche la sventura di guardarsi attorno e scrutare impotente un male nero che - adesso lo sappiamo - cresce dalla terra e divora tutti, indistintamente. Centinaia di madri, di padri, di figli, fratelli. In un angolo alla fine del mondo dove, gli oncologi spergiurarono, vi è una mortalità ed un’incidenza di cancro per almeno quattro volte la media europea.
Allora, finalmente, la grande desecretazione di Matteo Renzi e Marco Minniti è sbocciata. La più grande declassificazione di documenti della storia repubblicana. Anche se in realtà non è un regalo gioioso, né una concessione da paladini da nuovo corso. In realtà la desecretazione era già stata disposta nella Legge 124 del 3 agosto 2007 sul “Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto”. Una legge mai realizzata perché mai sono stati completati i decreti attuativi. Ma il vero problema è il seguito: basta rivelare le atrocità di un segreto non più segreto o è utile dopo tentare di prevenire il male? Merita anche la Calabria, l’Aspromonte, le Serre, i protocolli e i trattamenti come quelli riservati alla “Terra dei Fuochi” oppure no? Ci si deve adesso attivare per ottenere una mappatura dei luoghi e delle aree in cui i livelli di radioattività sono preoccupanti e nocivi? Ci si deve adesso attivare per bonificare le terre inquinate? O l’unica differenza rispetto a ieri è che un territorio muore, ma muore in piena coscienza?

IL LIBERALE CI VUOLE TUTTI QUANTI MORTI

Fonte:http://nblo.gs/XjBl6

KeynesDI MAURO GARGAGLIONE

Vorrei ricordare che Lord Keynes non ha mai avuto nulla a che vedere con le cazzate della redistribuzione e dell’equità sociale che intossicano le menti sinistrate dei sinistri.
Lord Keynes affermava che il progresso può esistere solo perchè esistono degli squilibri di prosperità. Le persone che si sbattono per colmare questi squilibri cercano di arricchire nel mercato e quindi progrediscono. In questo senso il keynesismo è una branca del liberalismo, non del socialismo.
Il liberalismo di Keynes non è tossico perchè è liberale, è tossico perchè dice che il mercato libero da solo, spesso e volentieri, “non gliela fa” e allora bisogna dargli un po’ di Viagra. La pillolina blu applicata dai governi si chiama spesa pubblica. Quando il mercato s’ammoscia, genera disoccupati i quali non consumano, quindi s’ammoscia sempre di più e i disoccupati aumentano, e l’ammosciamento si aggrava aumentando il numero dei senza lavoro, etc etc.
Il Viagra keynesiano è la spesa pubblica in investimenti. Cioè, lo Stato assume i disoccupati e li fa lavorare. Attenzione! Non dice che gli fa fare i parassiti e scaldare la sedia in un ministero, dice che li fa lavorare costruendo ponti, strade, dighe, aeroporti, anche laddove non servono. Quindi chi produce ferro, mattoni, scavatrici etc etc, riparte a produrre per lo stato e, a sua volta, assume forza lavoro. La disoccupazione diminuisce, l’ammosciamento si interrompe e l’economia si rizza nuovamente, gagliarda e vigorosa. Bingo!
Fantastico. Ma con che soldi lo Stato paga gli stipendi delle maestranze e le fiorniture di cemento e scavatrici? Facile, emette titoli di debito pubblico (BOT, CCT) e li vende garantendo ottimi interessi. Ri – fantastico, ma con che soldi vengono pagati questi titoli di stato e gli interessi che maturano? Con quelli che vengono stampati ex-novo dalla banca centrale che li dà alle banche commerciali le quali, a loro volta, li moltiplicano con la truffa più semplice e diabolica che sia mai stata inventata. Si chiama riserva frazionaria.
Le banche ricevono cento euro freschi di stampa (o lire o dollari) dalla banca centrale. Un euro (l’1%) lo vincolano a garanzia e gli altri nonvantanove li prestano. Chi li riceve li deposita nella sua banca, che ne presta novantanove meno l’un percento a riserva vincolata , chi li riceve li deposita nella sua banca che ne vincola l’un percento e presta gli altri, etc etc.
Ri-ri-fantastico. Con cento euro stampati dal nulla il sistema crea e mette in circolo migliaia e migliaia di euro che semplicemente “non esistono”. Quei soldi che non esistono sono il Viagra delle nazioni.
Gli operai che asfaltano le strade e i loro colleghi assunti dalla Compagnia Escavatori SPA che ora sono richiestissimi, vengono pagati con “soldi che non esistono”. Ora potranno fianlmente consumare, potranno comprare dello yogurt e pagarlo con soldi che non esistono, potranno acquistare un’automobile con soldi che non esistono, pagare il pranzo di nozze con soldi che non esistono e via così.
Tutto meraviglioso, senonchè un tizio alzò il ditino e osò chiedere a Lord Keynes questa semplice cosetta: – Che succederà quando, scaduto il BOT e incassato l’interesse, l’investitore vuole il capitale e non rinnova il prestito? Se per qualche motivo la gente rivorrà indietro il capitale, arriverà un momento, magari nel lungo termine, in cui la bancarotta sarà assicurata, non crede Lord Keynes? -. La risposta di Lord Keynes entrò nel libri di Storia: – Nel lungo termine saremo tutti morti! -.
Lui è morto e nel suo lungo termine, cioè ora, sono nati i nostri figli a cui toccherà lavorare per pagare quei debiti pubblici fatti da chi se li è goduti. A voi sembra giusto?

6 Responses

  1. Andrea Azzini
    Andrea Azzini 31 maggio 2014 at 11:46 | | Reply
    Questo è una sorta di schema a piramide, ma se ne deduce la più disarmante delle verità: il debito pubblico è uno schema di Ponzi. Garantisco interessi non perché creo ricchezza, ma perché qualcun altro mi presta altri soldi e con quelli pago gli interessi ai creditori.
    1. Albert1
      Albert1 31 maggio 2014 at 12:20 | | Reply
      Esatto. E non più tardi di una settimana fa gli italiani hanno, in maggioranza, espresso la volontà di andare avanti così! Chiunque abbia votato questo o quel partito ha comunque manifestato il proprio incontenibile desiderio di pasteggiare a spese altrui!
  2. Nlibertario
    Nlibertario 31 maggio 2014 at 12:14 | | Reply
    Le terze vie non esistono. O la distruzione creatrice o la statalizzazione totale.
  3. Albert Nextein
    Albert Nextein 31 maggio 2014 at 16:06 | | Reply
    Uno schema piramidale.
    Keynes forse ha conosciuto il Sig.Ponzi?
  4. CARLO BUTTI
    CARLO BUTTI 31 maggio 2014 at 21:58 | | Reply
    In mezzo a tanti principi e suggerimenti distruttivi Keynes una cosa giusta l’ha detta: in risposta alla concenzione marxiana dell’ideologia politica, in senso lato, come epifenomeno sovrastrutturale dei rapporti di forza economici, sosteneva che, al contrario, sono le idee a determinare il corso della Storia, e quindi dell’economia. Avesse avuto torto anche in questa azzeccata intuizione! Le sue teorie economiche non avrebbero contagiato il mondo accademico e infettato la politica di tutti gli Stati, nessuno escluso (per non parlare delle Banche centrali), provocando i danni di cui stiamo soffrendo.
  5. Leo
    Leo 1 giugno 2014 at 01:47 | | Reply
    Ahahahhaahhahahaha

Clamoroso broglio alle elezioni Europee 2014: le foto delle schede truccate

Fonte:http://www.ilgiornaliere.it/clamoroso-broglio-alle-elezioni-europee-2014-le-foto-delle-schede-truccate/

Beppe Grillo aveva ragione: le voci che parlavano di broglio alle elezioni Europee non sarebbero soltanto una delle tante “teorie del complotto”, ma una terribile realtà che darebbe forza alle polemiche del leader del Movimento 5 Stelle.

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Foto da: Reuters

Centinaia di migliaia di schede da tutti i seggi sarebbero state infatti manipolate da una speciale task force organizzata da dei misteriosi “militanti” del Partito Democratico, che avrebbero sottratto le urne dai seggi alterando il voto di almeno un terzo degli elettori. A rivelarlo è un’indagine condotta dalla Procura di Roma e di Milano, che avrebbero intercettato una conversazione avvenuta tra un noto esponente dei Servizi Segreti Italiani e quelli Sovietici, mentre discutevano di “manipolazione a sinistra del voto” e “necessità di impedire la salita al potere Europeo dei Grillini”.
Le schede alterate sarebbero adesso nelle mani degli investigatori, anche se alcune foto scattate durante le perquisizioni sarebbero già state diffuse dalla stampa nazionale. Secondo le prime stime almeno il 60% dei voti attribuiti al PD sarebbero da considerarsi falsi o alterati, e nella quasi totalità dei casi, a sfavore proprio del M5S, a cui sarebbero stati quindi sottratti quasi i 2/3 dei voti.


Clicca sulla foto
Una delle schede truccate. Fonte: ANSA

 Non mancano le reazioni: mentre nel PD si parla di “notizia grossolanamente esagerata” e “poche centinaia di schede malamente mascherate”, Grillo tuona invece dal suo blog chiedendo giustizia, e confermando che “la Rivoluzione è già iniziata, l’Italia è di nuovo degli Italiani onesti, via i ladri e gli imbroglioni che dai tempi della Democrazia Cristiana cambiano le politiche a suon di brogli e voti di scambio!” In attesa del proseguimento delle indagini, la Corte Europea sta vagliando l’idea di un ritorno alle urne, questa volta sotto l’occhio attento di apposite commissioni di vigilanza dell’Unione Europea, per garantirne l’imparzialità.

Friday, May 30, 2014

L'ISTAT RENDE NOTI DATI APOCALITTICI: LA DEFLAZIONE ACCELERA -1,8% TENDENZIALE, L'ITALIA E' IN AFFONDAMENTO RAPIDO.




MILANO - Ad aprile l'indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali diminuisce dello 0,3% rispetto al mese precedente e dell'1,5% rispetto ad aprile 2013. E' quanto rende noto l'Istat rilevando che i prezzi dei prodotti venduti sul mercato interno presentano variazioni negative dello 0,3% rispetto a marzo e dell'1,8% su base tendenziale per l'anno 2014.
I prezzi dei beni venduti sul mercato estero segnano una diminuzione dello 0,2% sul mese precedente (con una variazione negativa dello 0,2% sia per l'area euro sia per l'area non euro).
In termini tendenziali si registra un calo dello 0,5% (-0,5% per l'area euro e -0,4% per quella non euro).
Riguardo ai contributi settoriali alla dinamica tendenziale dell'indice generale, per il mercato interno quello piu' rilevante deriva dal comparto energetico (-1,7 punti percentuali).
Sul mercato estero i contributi piu' ampi in diminuzione derivano dai beni intermedi per l'area euro (-0,7 punti percentuali) e dall'energia e dai beni intermedi per l'area non euro (-0,2 punti percentuali). La diminuzione tendenziale dei prezzi piu' marcata, deriva per il mercato interno dal settore di attivita' economica della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-2,8%); per il mercato estero dal settore della fabbricazione di prodotti chimici (-4,2%). 
Il quadro complessivo che raduna questi dati resi noti ora dall'istat non potrebbe essere più allarmante: l'Italia è precipitata in una deflazione micidiale che sta letteralmente sbranando sia gli utili delle aziende (il calo dei prezzi produce questo) sia la diminuzione ulteriore dell'occupazione (riducendosi gli utili aumenta il costo del lavoro e quindi i licenziamenti).
Non c'è via d'uscita: il Pil del 2014 con questa deflazione sarà molto ma molto negativo. Il Paese sta precipitando verso il default. Non c'è altro da dire. Purtroppo. E neppure da fare, se l'Italia non abbandona l'euro.

Il vortice della deflazione sta inabissando l'Italia. 

Max Parisi.


L'ISTAT RENDE NOTI DATI APOCALITTICI: LA DEFLAZIONE ACCELERA -1,8% TENDENZIALE, L'ITALIA E' IN AFFONDAMENTO RAPIDO.

DALLA BANCA CENTRALE PORTOGHESE UN MISSILE CONTRO LA BCE: ''POICHE' NON GARANTISCE I DEBITI SOVRANI, E' UN DISASTRO''

Fonte:http://www.ilnord.it/index.php?id_articolo=3060#.U4h1A6GQq_8.facebook

LISBONA - La Banca centrale del Portogallo, in una nota ripresa da Jornal del Negocios, scrive come l'Unione bancaria europea potrebbe non raggiungere nessuno degli obiettivi che si è prefissata. 
Secondo la banca centrale di Lisbona, infatti, molte debolezze dell'impalcatura creata non permettono di rompere il legame tra il rischio del debito sovrano e quello delle banche, dimostratosi così pericoloso durante la crisi.  
Le banche, secondo la nota, rimarranno altamente dipendenti dalle economie nazionali, in una situazione in cui le crisi finanziarie hanno generato una concentrazione addizionale del debito pubblico dei paesi nei sistemi bancari dei paesi in difficoltà.
La Bce, infine, poichè non sarà un prestatore di ultima istanza, i rischi continueranno ad essere associati con i debiti sovrani. "L'Unione non ha i mezzi per evitare i problemi di free riding dei legislatori nazionali e permetterà a questi di emettere leggi favorevoli ai loro sistemi finanziari, facendo pagare i costi ai contribuenti o alle banche di altri paesi", ha concluso.
La presa di posizione della Banca centrale del Portogallo - che fa parte del board della BCE - è di una gravità inedita nello scenario della direzione della Banca Centrale Europea. E questa dura delegittimazione della BCE, giudicata incapace proprio da uno dei membri della direzione della stessa BCE, non a caso arriva giorni dopo la travolgente vittoria del Partito Socialista del Portogallo alle elezioni europee e alla cocente sconfitta della coalizione di partiti che sorreggono l'ormai traballante governo filo-UE e filo-Troika.
Infatti, PSP ha nel proprio programma la fine immediata della politica recessiva imposta dalla UE al Portogallo e per conseguenza la fine dell'euro. Il "segnale" è stato dato oggi dalla Banca Centrate portoghese. Ed è un segnale di guerra alla UE degli oligarchi di Bruxelles. 
Redazione Milano. Si ringrazia L'Antidiplomatico per la notizia. 

DALLA BANCA CENTRALE PORTOGHESE UN MISSILE CONTRO LA BCE: ''POICHE' NON GARANTISCE I DEBITI SOVRANI, E' UN DISASTRO''

OO7 SCORIE RADIOATTIVE SOTTERRATE NELLE GROTTE DI: Grotteria, Limina, Gambarie, Canolo, Locri, Montebello Jonico (100 fusti), Motta San Giovanni, Serra San Bruno

Fonte:http://www.telemia.it/news.php?news=2127#.U4XeAfEHPYE.facebook



OO7 <SCORIE RADIOATTIVE SOTTERRATE NELLE GROTTE DI: Grotteria, Limina, Gambarie, Canolo, Locri, Montebello Jonico (100 fusti), Motta San Giovanni, Serra San Bruno> -

Un carteggio iniziato almeno dal 1992. Tra gli atti desecretati sulle "navi dei veleni" e sull'omicidio dei giornalisti Ilaria Alpi e Miran Hrovatin ci sono anche quelle note dei Servizi Segreti con cui viene segnalato l'interesse delle cosche di 'ndrangheta nello smaltimento illecito di rifiuti tossici e radioattivi. Tra gli atti desecretati a seguito della comunicazione del Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, alla Presidente della Camera, Laura Boldrini, sono del resto ricorrenti le note di ringraziamento indirizzate ai Servizi dai magistrati di Reggio Calabria per la "proficua collaborazione". Da quelle di Franco Scuderi, a quelle di Francesco Neri e lo stesso Alberto Cisterna, nella sua audizione del 1997 (anch'essa desecretata) ne parla.

Tante le note "riservate".

La prima è del 17 novembre 1992, allorquando gli 007 del Centro di Reggio Calabria segnalano come i fratelli Cesare e Marcello Cordì, all'epoca latitanti, avrebbero gestito lo smaltimento illegale di rifiuti tossici e radioattivi provenienti da depositi del Nord e Centro Italia, sotterrandoli lungo i canali scavati per la posa in opera di tubi per metanodotti nel Comune di Serrata, in provincia di Reggio Calabria: i rifiuti – è scritto nella nota dei Servizi – "verrebbero sotterrato, grazie alla copertura dei predetti fratelli, lungo canali scavati la posa dei tubi del metanodotto in via di costruzione presso il fiume Mesima e più precisamente nella contrada Vasi" con camion del Comitato Autotrasportatori CAARM. Agli atti d'archivio, però, vi sono anche le parole messe nero su bianco dagli 007 nell'ambito delle indagini per la cattura del super latitante Giuseppe Morabito, il "Tiradritto" di Africo, paese della Locride. E' il 1994, Morabito verrà arrestato solo dieci anni dopo, ma già in quell'occasione i Servizi segnalano che il latitante, in cambio di una partita di armi, avrebbe concesso l'autorizzazione a far scaricare, nella zona di Africo, un non meglio precisato quantitativo di scorie tossiche e, presumibilmente, anche radioattive, trasportate tramite autotreni dalla Germania: "Gli accertamenti e le indagini tuttora in corso – scriveranno dai Servizi – hanno consentito di acclarare che l'area interessata allo scarico del materiale radioattivo sarebbe compresa nel territorio sito alle spalle di Africo e segnatamente nella zona di Santo Stefano-Pardesca-Fiumara La Verde". Affermazioni che verranno fatte sulla base di dati di fatto abbastanza concreti: "In contrada Pardesca è stato riscontrato un tratto di terreno argilloso rimosso di recente, verosimilmente, per l'interramento di materiale di ingombro. Nello stesso tratto è stato rinvenuto, altresì, un bidone metallico di colore rosso adagiato sul terreno". Le notizie verranno comunicate al Ros dei Carabinieri di Reggio Calabria, che nel 2004 arriverà alla cattura del "Tiradritto".

Delle scorie, invece, nessuna traccia.

Ma non finisce qui, perché alle fine del 1994 i Servizi Segreti segnalano l'esistenza di numerose discariche abusive di rifiuti tossico-radioattivi, ubicate nella zona aspromontana e nel vibonese, dove esponenti della cosca Mammoliti avrebbero occultato sostanze pericolose provenienti dall'Est Europa, via mare e via terra. Anche in questo caso, la segnalazione verrà girata al Ros.

Gli atti desecretati a marchio SISMI e SISDE parlano anche di un colloquio informale avvenuto all'inizio del 1995 con il magistrato Francesco Neri, che coordinerà le indagini sulle "navi dei veleni" e, in generale, sugli intrighi di natura ambientale: indagini che avrebbero accertato l'esistenza di un vasto traffico nazionale riguardante lo smaltimento illecito di sostanze tossiche e radioattive attraverso il conferimento in discariche abusive per conto di tre tra le famiglie storiche della 'ndrangheta reggina, i De Stefano, i Tegano e i Piromalli. Le note dei Servizi parlano addirittura di circa settemila fusti sparsi nelle discariche del Nord Italia, a opera delle cosche. Gli 007 arrivano anche a fare una mappatura: "Nella provincia di Reggio Calabria, i luoghi dove si trovano le discariche, per la maggior parte grotte, sono: Grotteria, Limina, Gambarie, Canolo, Locri, Montebello Jonico (100 fusti), Motta San Giovanni, Serra San Bruno (Cz), Stilo, Gioiosa Jonica, Fabrizia (Cz)".

Un contesto in cui, oltre a quello di scorie, vi sarebbe stato anche un traffico di uranio rosso. Segreti che vengono riemergono a distanza di vent'anni. Lo stesso non può dirsi delle scorie. E questo nonostante i Servizi Segreti parlassero di "primi incoraggianti riscontri info-operativi". Attivando le proprie fonti, infatti, gli 007 acquisiranno ulteriori dati: "Le discariche presenti in Calabria sarebbero parecchie site, oltre che in zone aspromontane, nella cosiddetta zona delle Serre (Serra San Bruno, Mongiana, ecc.) nonché nel vibonese. In quella zona la famiglia Mammoliti, competente per territorio, avrebbe occultato rifiuti tossici-radioattivi lungo gli scavi effettuati per la realizzazione del metanodotto in quell'area". Rifiuti che – stando alle note dei Servizi – sarebbero arrivati dall'Est dell'Europa per mare e per terra: "Il canale via mare prenderebbe il via da porti del Mar Nero, dove le navi interessate oltre che scorie, imbarcherebbero droga, armi e clandestini provenienti dall'India e dintorni; il trasporto gommato proverrebbe da paesi del nord Europa su tir, anch'essi utilizzati per il trasporto di droga e armi".
Fonte : il dispaccio   Claudio Cordova

Bonus Irpef, per coprire gli 80 euro tassano le pensioni

Fonte:http://www.liberoquotidiano.it/news/11625764/Bonus-Irpef--per-coprire-gli.html

 Bonus Irpef, per coprire gli 80 euro tassano le pensioni



Coperture certe, ma un po’ ballerine. Il bonus Irpef ridisegna i confini della tassazione. Sposta, diluisce, rialloca. Ma alla fine.. tassa. E se prima erano i professionisti a pagare pegno, adesso con una geniale trovata i relatori Cecilia Guerra (Pd) e Antonio D’Alì (Ncd), in commissioni Bilancio e Finanze del Senato, hanno spostato una tassa dalle casse previdenziali private ai fondi di previdenza integrativa. (...)
Come spiega Antonio Castro su Libero di venerdì 30 maggio, il bonus Irpef nasconde una (grande) beffa: per coprire gli 80 euro ci tassano le pensioni: balzello dello 0,50% sui rendimenti dei fondi pensione.

Putin sta progettando di rilasciare prove che dimostrano come l’11 settembre sia stato un lavoro interno

Fonte:http://ununiverso.altervista.org/blog/putin-sta-progettando-di-rilasciare-prove-che-dimostrano-come-l11-settembre-sia-stato-un-lavoro-interno/



Mentre le tensioni tra Stati Uniti e Russia rimangono ad un livello elevato paragonabile solo a quello della guerra fredda, sembra che Putin ne ha avuto abbastanza dei capricci di Obama. Diversi analisti hanno recentemente ipotizzato che, per mettere Obama al suo posto, una volta per tutte, Putin si è organizzato per rilasciare le prove (ad esempio immagini satellitari) nella sua posizione che riveleranno che gli attacchi terroristici dell’11 Settembre sono un lavoro interno.
Questi cosiddetti “lavori interni” sono meglio conosciuti come attacchi falsa bandiera sono attacchi appositamente e strategicamente progettati in modo tale da ingannare il pubblico e costringerlo a pensare qualcosa che non è vero. In altre parole, i funzionari americani avrebbero progettato di eseguire un attacco contro l’America e la sua gente per farlo apparire come se una certa entità nemica avesse effettuato l’atrocità.

11 Settembre

Questo è solo il caso in cui l’America ha dimostrato interesse nella patria del gruppo attribuito. Come molti hanno spiegato in precedenza, da entrambi i lati gli Stati Uniti avevano un interesse pesante sul petrolio e si pensa quello sia stato il motivo per presunti attacchi sotto falsa bandiera.
Diversi casi documentati sono stati esposti mostrando che questo non sarebbe nulla di nuovo nel regno militare dell’America nel perseguimento di interessi egoistici. Stando così le cose, sembra come se il resto del mondo sta diventando stanco dell’impatto che America sta avendo e del modo in cui svolge la sua agenda .

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Nel tentativo di esporre il governo per quello che sta facendo – di uccidere gli americani nel tentativo di invadere altrove e poi uccidendo cittadini ovunque si trovino – alcuni hanno minacciato di far trapelare dettagli militari per esporre le atrocità americane. La più recente speculazione è caduta su Putin secondo quello che ha detto di avere alcune immagini satellitari che dimostrano, senza ombra di dubbio, che l’America è stata complice di un attacco a falsa bandiera.
Presumibilmente dimostrando che gli attacchi dell’11 Settembre sono stati eseguiti da funzionari americani – bene, si possono immaginare le ripercussioni. Tutta la fede e fiducia nel governo sarebbe disintegrata, tumulti scoppierebbero per le strade e, forse, avrebbe inizio una rivolta civile.
Detto questo, immaginate come verrebbe vista l’America sulla scena mondiale. Un facile bersaglio per gli estremisti islamici o forse un cambio di gestione da parte di una superpotenza concorrente straniera? Anche se questi scenari possono essere temporanei, potete immaginare come altre forze potrebbero facilmente approfittare di una tale situazione.
Cosa ne pensate voi ragazzi – potrebbe Putin avere tali prove in suo possesso? Potrebbe essere questo il motivo per cui Obama ci è andato così morbido con Putin per tutto il mese passato – forse è stato ricattato? 

Fateci sapere cosa ne pensate di questo in un commento qui sotto.

“Il Sole 24 Ore: 80 euro non li percepirà nessuno. Ecco perchè!”

Fonte:https://infosannio.wordpress.com/2014/04/27/il-sole-24-ore-80-euro-non-li-percepira-nessuno-ecco-perche/




renzi-80-euro(http://www.giampietrozanetti.it/) – Il testo definitivo del decreto Renzi (Dl 66/14, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 95/14 di ieri) conferma quasi tutte le anticipazioni della vigilia, con alcune significative novità. Destinatari del nuovo credito introdotto dal comma 1 bis dell’articolo 13 del Tuir, sono, con riferimento alla tipologia del reddito, tutti coloro che percepiranno nel 2014 redditi di lavoro dipendente e alcune categorie di redditi assimilati al lavoratore dipendente. Ne rimangono esclusi i pensionati.
Nell’ambito dei redditi assimilati, sono esclusi, tra gli altri, i compensi per l’attività libero professionale intramuraria del personale dipendente del Servizio sanitario nazionale, le indennità, i gettoni di presenza e gli altri compensi corrisposti dallo Stato, dalle regioni, dalle province e dai comuni per l’esercizio di pubbliche funzioni e le indennità percepite dai membri del Parlamento nazionale e del Parlamento europeo.
Con riferimento alla entità del reddito (complessivo) posseduto, il credito spetta a coloro che, dopo aver scontato la detrazione di lavoro dipendente hanno comunque un’Irpef residua anche se poi dovesse essere azzerata da altre detrazioni, a condizione tuttavia che non superino i 26mila euro. Rispetto alle indicazioni precedenti restano fuori i possessori di redditi compresi tra 26mila e 28mila euro.
La precisazione più rilevante è contenuta, però, nel secondo comma, dove viene precisato che il credito va rapportato al periodo di lavoro nell’anno. Da questa precisazione si desume che il credito è “figurativamente” di 80 euro al mese. In realtà è pari a 53,33 euro.
Il testo, infatti, non indica un valore mensile, ma un valore annuo e cioè 640 euro, riferito all’intero periodo d’imposta. Questo significa che un lavoratore che lavora da gennaio a dicembre riceverà, con riferimento ciascuno dei dodici mesi in cui ha prodotto reddito di lavoro dipendente 53,33 euro (640 diviso 12). In realtà sui prossimi cedolini paga lo stesso lavoratore troverà effettivamente 80 euro, ma solo perché il riconoscimento inizierà da maggio e perché il sostituto deve riconoscere il credito sugli emolumenti corrisposti in ciascun periodo di paga, rapportandolo al periodo stesso» e quindi dovrà dividere il credito complessivo per gli otto periodi di paga residui fino a dicembre e riconoscere per ciascuno di essi 1/8 dello stesso. In questo modo si ottengono 80 euro.
Il riconoscimento del credito, essendo un importo netto, dovrebbe prescindere dalla presenza di reddito nello stesso mese. Vale a dire che dovrebbe essere corrisposto a chi ne ha diritto anche se in uno dei mesi, da maggio a dicembre, dovesse essere in aspettativa senza retribuzione.
Ma tenuto conto che il bonus deve essere rapportato al periodo di paga, il sostituto non potrà prescindere da quello che è successo prima e che succederà dopo il mese di maggio, in particolare dovrà tener conto di rapporti iniziati dopo gennaio 2014 e che cesseranno dopo maggio 2014. Se, infatti, un lavoratore è stato assunto ad esempio nel marzo 2014, non ha diritto a 80 euro, ma a 66,66 euro e cioè a dieci dodicesimi di 640 euro (533,33) diviso 8 (da maggio a dicembre ) In pratica, quello che in queste situazioni, i lavoratori troveranno sui cedolini dipenderà anche da come si organizzeranno le società di software. E possibile che continueranno a ricevere 80 euro, ma a dicembre, in sede di conguaglio bisognerà che l’importo complessivo sia pari a 53,33 per i mesi di lavoro e quindi o riceveranno di meno o potrebbero restituire qualcosa.
Il ricalcolo sarà necessario anche in caso di cessazione del rapporto dopo il mese di maggio. Per un lavoratore in forza dal primo gennaio 2014, che ha iniziato a percepire 80 euro da maggio e che cessa il rapporto di lavoro ad ottobre, occorrerà infatti fare in modo che gli venga riconosciuto il credito per tutto il periodo di lavoro e cioè a 533,33 euro (640 :12 x 10). Fino a settembre avrà ricevuto 400 euro (80 x 5 mesi). Ad ottobre, bisognerà riconoscerli, anzichè 80 euro, 133,33 euro.
La problematica dei ricalcoli si può presentare in modo ancora più complicato se si deve tener conto di redditi corrisposti da altri sostituti per i lavoratori assunti durante l’anno e che hanno più rapporti contestuali. Considerata la “mobilità” e il turn over sempre più spinto, questa situazione è molto frequente. Sarà opportuna e necessaria quanto prima una precisazione da parte dell’Agenzia finalizzata alla gestione di queste situazioni. In particolare, in presenza di più committenti o datori di lavoro, il lavoratore rischia, in assenza di precisazioni, o di non percepire quanto spettante o di percepirlo indebitamente.
Il problema non esiste per i collaboratori familiari. I datori di lavoro domestici non sono infatti sostituti di imposta e non possono anticipare il credito. Pertanto i collaboratori familiari i quali ne hanno diritto potranno ottenerlo in sede di dichiarazione che tra l’altro, proprio perché non sono soggetti ad alcuna ritenuta, sono comunque obbligati a presentare anche se hanno solo reddito di lavoro dipendente e non sono “incapienti”. In questa sede indicheranno tutti i redditi percepiti da tutti i sostituti e i diversi “periodi di lavoro”.

Dl Irpef, raddoppia la tassa per rilascio passaporto a 73,50 euro

Fonte:http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-05-30/dl-irpef-raddoppia-tassa-rilascio-passaporto-7350-euro-170823.shtml?uuid=ABxrLVMB


Il viceministro dell'Economia Enrico Morando blinda il testo del bonus Irpef per le famiglie. «Per noi il testo deve rimanere così come è» dice Morando, parlando della richiesta (in particolare dell'Ncd) di allargare il bonus Irpef anche alle famiglie monoreddito con almeno 3 figli. Morando ritiene comunque che nuove riduzioni fiscali ci potranno essere ma «nella Legge di Stabilità».
Sale la tassa per il rilascio del passaporto
Intanto la tassa per il rilascio del passaporto sale da 40,29 euro a 73,50 euro. Lo prevede un emendamento al decreto Irpef firmato da Giorgio Tonini (Pd) che è stato approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato. Contestualmente viene abolita la tassa annuale (che era anch'essa di 40,29 euro e doveva essere pagata per viaggi extra-Ue).
Al contributo per il rilascio del passaporto dovrà aggiungersi il costo del libretto che sarà stabilito ogni due anni dal ministero dell'Economia. Il ministero aggiornerà infine ogni due anni il contributo stesso.
Arriva tassa da 300 euro per poter chiedere la cittadinanza italiana
Nel testo dell'emendamento (a firma Tonini) si legge che i «diritti da riscuotere per il trattamento della domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana di persona maggiorenne» viene fissata in «300 euro».

«In America latina, in particolare in Argentina - ha spiegato il senatore - ci sono liste d'attesa molto lunghe di persone che hanno chiesto la cittadinanza poiché discendenti di italiani. Sinora la pratica era gratis e passa a 300 euro. L'intenzione è quella di utilizzare parte delle risorse per aumentare il personale a contratto in loco per smaltire le pratiche arretrate».
D'Alì: su famiglie insisteremo
«Sicuramente insisteremo»: così il relatore al dl Irpef, Antonio D'Alì (Ncd), replica alle parole del viceministro dell'Economia, Enrico Morando, che sembra chiudere la porta alla richiesta del suo gruppo di allargare alle famiglie più numerose e monoreddito il bonus di 80 euro. «C'è sicuramente un problema legato alle risorse - afferma - ma non si tratta di cifre da capogiro: secondo i nostri calcoli la misura non costerebbe più di 80-90 milioni ed abbiamo indicato anche le coperture con ulteriori tagli di spesa o attraverso le rivalutazioni societarie. Insomma insisteremo».

COMMENTO DELL'AMMINISTRATORE
 
VOTA PD E ANDREMO TUTTI A MORI'... 
 
NON VENITE IN ITALIA, RIMANETE ALL'ESTERO, E' MOLTO MEGLIO...
 
PD PARTITO DEI MASSONI... 
 

Wednesday, May 28, 2014

Evasori ed euroscettici nel mirino dei “Servizi segreti” dell’Unione europea

Fonte:http://www.lindipendenza.com/evasori-ed-euroscettici-nel-mirino-dei-servizi-segreti-dellunione-europea/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=evasori-ed-euroscettici-nel-mirino-dei-servizi-segreti-dellunione-europea

di MAURO MENEGHINI


I servizi segreti dell’Unione europea potranno perseguire i contribuenti e gli avversari dell’euro. Una delle costruzioni politiche più importanti di Wolfgang Schäuble sta per entrare in funzione: un servizio segreto che, finanziato con 230 milioni di euro dei contribuenti, controlli i cittadini europei. Con ciò si dovrebbe combattere il terrorismo. Ma anche filtrare demagoghi e euroscettici. Essenzialmente le truppe create dovrebbero esser impiegate quando gli stati indebitati decideranno di rafforzare la lotta agli evasori.
L’Unione Europea ha quasi completato la creazione dei servizi segreti preposti al controllo di tutte le attività dei cittadini europei. Uno dei padri di questo progetto è il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble e l’altro, annotatevi bene il nome, Franco Frattini. Naturalmente, il servizio segreto dovrebbero controllare esclusivamente i movimenti terroristici. Questa la tesi ufficiale.
In realtà la nuova creazione può comprendere molte più attività: da chi non ha la stessa opinione agli euroscettici agli evasori fino ai demagoghi. L’UE ha in questa maniera creato i presupposti per assicurarsi un controllo inevadibile sui cittadini. Cosa che fin ora con i servizi d’informazione nazionale era facilmente eludibile. Ora Bruxelles ha assunto 1.300 collaboratori. Messo a disposizione 230 milioni di euro per assicurarsi che il progetto venga completato.
Questo è previsto. I servizi segreti saranno suddivisi in sei dipartimenti: Europol e Frontex verranno affiancate da altre quattro unità d’informazione, Intelligence Analysis Center (INTCEN), il Satellite Center, il Intelligence Directorate e il Situation Room. Queste dipenderanno dal “ministero degli esteri” (EAD). Ma in particolare il cuore della struttura dei servizi segreti sarà l’ Intelligence Analysis Center. L’idea di questa struttura così efficiente è stata di Wolfgang Schäuble che per molti anni ha ricoperto l’incarico quale ministro degli interni del governo tedesco.
Durante la presidenza tedesca della UE nel 2007 Wolfgang Schäuble costituì il gruppo denominato Future Group. Allora, ministro degli interni propose la interconnessione e la cooperazione fra polizia, corpi militari e servizi segreti a livello europeo. Questo lo si apprende da quanto riportato da Michael Monroy/ Andrey Hunko del gruppo degli europarlamentari di sinistra sul sito netzpolitik.org. I componenti del Future Group sono l’ex vicepresidente della UE Franco Frattini, l’ex ministro degli interni portoghese, sloveno, francese, svedese e ceco oltre naturalmente a Wolfgang Schäuble. Il gruppo dovrebbe ad esempio procedere “a consigliare interventi e provvedimenti riguardante la politica interna europea dal 2010” Questo quanto reso pubblico nei comunicati stampa d’allora.
In occasione di un secondo incontro il tema fu “Fusione della sicurezza esterna ed interna”. La discussione riguardò oltre ai principi giuridici (come la riservatezza dei dati) in ambito terroristico e sicurezza un miglior coordinamento delle forze militari, di polizia e di protezione civile. Gli atti dell’incontro del Future Group vennero anche pubblicati. Al punto 46 si legge: “Concludiamo sostenendo che il gruppo necessita di migliori condizioni quadro per un migliore lavoro dei corpi di polizia da ottenersi rafforzando l’Europol, mediante lo scambio costante di dati ed informazioni ed in particolare mediante l’integrazione dei mezzi tecnologici e d’informazione dei corpi di polizia”.
Il centro di spionaggio europeo (INTCEN) ha pertanto ad oggi i seguenti compiti. “L’EU INTCEN produce delle valutazioni basandosi su tutte le fonti d’informazione. Annualmente l’EU INTCEN crea circa 200 rapporti riguardante argomenti strategici e 50 rapporti speciali oltre che a briefing. A chi siano destinati tali documenti lo decide il titolo stesso delle valutazioni a seconda si tratti di organi o paesi presi in considerazione nei vari rapporti dell’EU INTCEN. La maggior parte sarà comunque a disposizione delle più alte cariche dell’UE, oltre alla direzione della EAD, Commissione europea e i Paesi dell’Unione europea (PSK) su cui verrà riportata la dicitura “Da prendere in considerazione solo se necessario” e con la dovuta cautela.
I servizi d’informazione vengono ora ulteriormente ampliati “L’INTCEN potrebbe ora diventare un organo civile-militare permanente”, così ha risposto il Governo tedesco ad una precisa domanda, questo sempre riportato da netzpolitik.org. Fino ad ora i servizi d’informazione di Bruxelles hanno raggiunto la dimensione di uno Stato come l’Austria. Insomma devono prestarsi affinché l’integrazione dell’Unione Europea avvenga senza incidenti. E negli anni prossimi avrà un ruolo chiave per combattere l’evasione fiscale. Così hanno deciso al G20. Gli Stati dovranno scambiarsi tutti i dati fiscali.
Comunque può accadere che non tutti i dati siano riportati dai corrispondenti uffici tributi. Per gli iperindebitati Paesi dell’Unione Europea avere a disposizione dei servizi d’informazione che aiutino nel recuperare delle tasse, è certamente un ottimo investimento. Tanto vengono pagati alla fine con i soldi di coloro che vengono controllati. Ora il sistema sta mostrando il suo vero volto.

Monday, May 26, 2014

CHE FIGO, HAN VINTO GLI EREDI DI BERLINGUER

Fonte:http://www.movimentolibertario.com/2014/05/che-figo-han-vinto-gli-eredi-di-berlinguer/

europa

DI LEONARDO FACCO

Non ho seguito nulla della campagna elettorale delle “Europee”. Non ho votato, quindi - a differenza di chi lo ha fatto – oggi non avrei il diritto di lamentarmi (un “diritto” che lascio ad altri). Ad ogni buon conto, mica son qui per mugugnare. Che l’Italia (rispetto alla quale mi reputo un evaso) sia un paese senza futuro l’ho intuito un sacco di tempo fa, ma a differenza dei “libberali e libberisti” che tengono famiglia (una mutazione genetica della categoria dei piglianculo Sciasciani) non ho mai scelto di fare politica per trovare un posto al sole. Chi sa fa. Chi non sa fa politica e punta a vivere alle spalle degli altri.

Stamane, però, sono andato sul sito del Ministero dell’Interno per leggere i risultati dello scrutinio. Eccolo:



LISTE VOTI %
PARTITO DEMOCRATICO 11.163.174 40,81

MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT 5.787.312 21,16

FORZA ITALIA 4.600.379 16,82

LEGA NORD-DIE FREIHEITLICHEN-BASTA €URO 1.686.250 6,16

NUOVO CENTRO DESTRA – UDC 1.199.442 4,38

L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS 1.102.476 4,03

FRATELLI D’ITALIA – ALLEANZA NAZIONALE 1.002.935 3,66

VERDI EUROPEI-GREEN ITALIA 245.279 0,89

SCELTA EUROPEA 195.849 0,71

ITALIA DEI VALORI 179.383 0,65

SVP 137.448 0,50

IO CAMBIO – MAIE 48.363 0,17


Totale 27.348.290


Ho tratto delle conclusioni da questi risultati? Alcune:

1- Oggi abbiamo l’esatta cifra che un politico deve pagare per essere votato: 80 euro! (Ovviamente non di tasca sua).
2- Oltre il 60% degli italiani vota per chi si sente erede di Berlinguer. Il rimanente 40% circa (del 58,7% che s’è recato alle urne) vorrebbe, invece, essere governato da un fascista, da un comunista oppure da un dispensatore di dentiere “aggratis”. Lo statalismo è la filosofia politica che prevede che i padri lascino ai figli solo debiti. In Italia ha stravinto.
3- Il leghismo – come ho sempre sostenuto – non è morto, anche se dietro le percentuali ci sono i numeri assoluti da analizzare. Il partito autonomista romano passa dai 3.123.859 voti del 2009 (10.22%) a 1.686.500 voti (6,16%) di ieri. Chi vota la Lega? Lo zoccolo duro di clienti (con familiari annessi), quelli che di Lega ci vivono insomma; il solito numero di fascistelli (oggi leggermente ridotto, ma che dal 1998 spopolano ideologicamente parlando nel Carroccio); una manciata di indipendentisti convinti (perlopiù raggruppati nella “famosa” base di militanti), che non sono altro che utili idioti del centralismo. Se si analizza il voto leghista nelle regioni del Nord, (Veneto in particolare, dove oltre alla “Liga” ha spopolato Renzi), c’è da prendere atto che l’indipendentismo vero non ha davanti a sé un futuro roseo. Benché l’indipendenza dall’Italia sia l’unica soluzione!
4- A livello europeo, emerge un dato: crescono comunisti e fascisti, soprattutto in quei paesi dove imperano statalisti e parassiti.
Oggi, più di ieri, sono fiero di non aver legittimato (come scrive qua sotto Luca Fusari) la feccia burocratico-continentale. Soprattutto, sono fiero di aver quasi completato la mia delocalizzazione. Scriveva Bertrand de Jouvenel: “Una società di pecore è destinata nel tempo a dare origine ad un governo di lupi”. 


20 Responses

  1. Sigismondo di Treviri
    Sigismondo di Treviri 26 maggio 2014 at 10:07 | | Reply
    Per comprare il voto degli italiani bastano 80 Euro, per giunta falsi. Questa è la misura del valore degli italiani. Gli italiani con questo voto hanno sancito che:
    1) Vogliono più Europa.
    2) Vogliono più stato
    3) Vogliono che lo stato gestisca i loro soldi
    4) Vogliono che i politici mantengano i loro stipendi ed i loro privilegi.
    5) Vogliono più tasse.
    6) Vogliono scandali tipo MPS che finanzieranno con i loro soldi
    7) Vogliono essere governati da una classe politica corrotta.
    8) Vogliono che la Signora Merkel comandi a casa loro
    9) Vogliono la disoccupazione
    10) Vogliono un’economia in stagnazione quando non addiritura in recessione.
    11) Vogliono equitalia ed un sistema fiscale da Corea del Nord.

    Che ci si può aspettare da un popolo di questo genere? Niente. Assolutamente niente purtroppo.
    1. cristiano
      cristiano 26 maggio 2014 at 10:52 | | Reply
      ottimo riepilogo! posso copiare sula mia home di fb?
  2. Albert Nextein
    Albert Nextein 26 maggio 2014 at 12:08 | | Reply
    Non ho votato. In famiglia nessuno ha votato.
    La nausea e la ragione hanno prevalso.
    Se non mi fido di qualcuno io non gli do in mano il mio portafoglio e neppure il voto.
    Mi pare lineare, semplice.
    Quella marmaglia di furfanti politici che fa di tutto e di peggio per una manciata di voti al fine puro ed unico di ingrassare le proprie finanze a spese altrui , questo suscita in me una repulsione assoluta.
    La mancanza di onesta mi dà il vomito.
    Ho iniziato ieri una lunga stagione di non voto.
  3. Albert1
    Albert1 26 maggio 2014 at 12:12 | | Reply
    Diciamo che è facile vincere, quando l’avversario non si presenta. Alla fine della fiera, il match era statalisti (tutti, con o senza stelle&strisce) vs. nessuno. Casualmente han vinto gli statalisti.
    Beato lei, Facco, che è in rampa di lancio. Naturalmente, chi desiderasse lasciare questa valle di lacrime farebbe bene a mettere le ali ai piedi: viaggiamo speditamente – sola andata, eh! – verso la limitazione degli spostamenti non solo dei capitali, ma anche delle persone. Il percorso è obbligato, indipendentemente dall’esito di queste o di quelle elezioni: se la maggioranza della popolazione pretende di campare alle spalle degli “altri”, non può certo lasciarli andar via, gli “altri”!
  4. Liberalista
    Liberalista 26 maggio 2014 at 13:21 | | Reply
    Sono ovviamente d’accordo con Leo e con chi ha commentato.
    Però Nessuno ha convinto 21 milioni di elettori, mentre Renzi ne ha convinto 11 milioni, Grillo meno di 6 e così via… :-)
    1. Albert1
      Albert1 26 maggio 2014 at 15:15 | | Reply
      Dubito che ci siano 21 milioni di libberali, men che meno di libertari.
      Il guaio è che tutte le volte che qualcuno parte con l’idea di proporre qualcosa di potabile – per noi antistatalisti, intendo – lo annacqua subito, pensando così di poter attrarre più voti. E finisce trombato in modo imbarazzante. Basti guardare fare: al di là delle vicissitudini del pittoresco cazzaro, i dieci punti del programma erano roba nemmeno da liberaldemocratici – erano 110% socialdemocazzate tipo ascensore sociale, ammortizzatori universali, ecc. Questo denota o sfrenata megalomania, perché solo un megalomane può pensare di presentarsi anche solo da libberale e prendere, alla prima uscita poi, una fraccata di voti. Oppure rivela coglionaggine: solo un coglione può credere di smerciare bene ricette copia&incollate dai socialdemocratici, vendute peraltro nella bottega libberal-libberista. La gente preferisce il socialismo originale, made in Botteghe Oscure. Ottant’anni di redistribuzioni e perequazioni son sigilli di garanzia mica da ridere.
      Poi, in questo paese, far accettare il “verbo” è ancora più difficile – Ron Paul ottiene qualche risultato (a livello di masse) solo adesso, dopo quaranta e fischia anni di prediche ferme, mai edulcorate. Qui da noi, manco cent’anni da disco rotto riuscirebbero a smuovere alcunché. Chi può, vada via.
      1. Liberalista
        Liberalista 26 maggio 2014 at 18:48 | | Reply
        Infatti non sono tutti (ahinoi) nè liberali, nè tantomeno libertari. Sono, però, persone che non si fidano o della politica in generale (meglio) o di questa politica. Ed è già qualcosa.
        Sul discorso dell’annacquamento dei programmi e delle parole d’ordine, sfondi una breccia aperta :-) Secondo me non è vero che la gggente si spaventa a sentir dire le cose come stanno, mentre la coerenza, alla lunga (alla lunghissima) vince.
        Lo dimostrano i numeri (in piccolo, ma neanche tanto) di questo sito e di quanti oggi conoscono il libertarismo e si dicono libertari. Ron Paul ci ha messo 40 anni a far apprezzare la libertà ad una percentuale consistente di americani.
        Temo che anche qui ci vorrà tanto, ma questo non significa che tanto vale arrendersi.
        Probabilmente un commento non è la “sede” ideale per questo genere di considerazioni complesse, ma in poche parole posso provare a sostenere quanto segue: se per ognuno di noi la spinta verso la libertà è forte e genuina – e non ho motivo di dubitarne – le cose da fare sono tante, e di carattere
        - individuale: espatrio per chi può, vivere al minimo qui in Italia nel frattempo e provare a vivere il più possibile senza stato (non usufruire di servizi pubblici, non chiedere permessi e simili, non partecipare a bandi e concorsi, pagare il meno possibile tasse e imposte, rendersi meno visibili per le agenzie governative, scambiare beni e servizi in bitcoin, etc)
        - culturali: sostenere siti, blog e iniziative di carattere libertario, ma anche fare in modo di promuovere azioni che vanno a scalfire i monopolii statali (come homeschooling, bitcoin, Uber, etc)
        - politiche: qui è più difficile, lo so, ma un movimento di carattere libertario che possa raccogliere consenso finalizzato ad un progetto di lungo termine – come sta provando egregiamente a fare Liberi Comuni d’Italia – potrebbe essere il “vivaio” di un futuro Ron Paul italiano o comunque ottenere una certa visibilità necessaria a far capire che l’unica alternativa possibile allo sfascio statalista è la libertà (in più, a livello locale, si potrebbe aderire a movimenti secessionisti nella misura in cui mirino alla polverizzazione degli stati e alla loro sostituzione con qualcosa di molto più snello).
        Il “si salvi chi può” individuale ognuno se lo organizza come meglio crede; le iniziative culturali sono già in essere e posso solo sperare che continuino e aumentino; quelle di carattere politico, se escludiamo la bella provocazione di Forza Evasori, non sono mai state tentate. Oggi, come ho detto, c’è l’opzione Liberi Comuni, che necessita di gambe per iniziare a muoversi. E se lo può fare Rivo Cortonesi che non risiede in Italia, non vedo perchè non lo potremmo fare anche noi che dall’Italia ce ne vogliamo andare quanto prima ;-)
        Anche perchè, come notavate giustamente, non è che le opzioni estere siano dei paradisi libertari e in ogni casi ci troveremo a dover combattere contro altri Leviatani statali.
  5. @erasmodanarni
    @erasmodanarni 26 maggio 2014 at 15:15 | | Reply
    Il teatro dei pupi
    Sorpresona alle elezioni europee.
    Rimane il dato del non voto, 42%, vero cruccio per chi orchestra il potere in una democrazia “rappresentativa”.
    Del restante 58%, il 41%, cioè cinque italiani su venti, i benpensanti, spinti dalla propaganda orchestrata dalle élite (finanza internazionale, chiesa cattolica, grandi famiglie italiane, burocrazie statali e parastatali) dal bomba (un giovane vecchio pupazzo), dalla paura del futuro (stipendi, salute, pensioni), dal politically correct (istruzione, immigrazione, cultura) si è riunito in blocco, in fascio.
    La cervellotica visione sociale ed economica del M5S, quella di poco più di due italiani su venti, basata sulla sostituzione dei corrotti con eroi e santi, che nella storia non ha mai funzionato, non ha fatto breccia nelle menti addomesticate del popolo. Del resto la macchina della propaganda è molto potente contro chi non obbedisce alle élite.
    Forza Italia, poco meno di due italiani su venti, paga anch’essa la propaganda avversa e la non appetibilità del cacciaballe di Arcore, schierato con macerie di élite perdenti.
    La Lega, un italiano su venti, sconta le debolezze di Bossi e la mistica demenziale ottocentesca del dio Po e della padania ma si salva acchiappando i voti di chi non ne può più di magrebini, negri e romeni.
    Il resto, rottami della politica politicante, spariscono dagli schermi radar, inclusa Tsipras, fratelli d’Italia, NCD e frattaglie varie.
    Cosa succederà?
    Purtroppo la politica del governo Renzi continuerà. Più immigrati, per pagare l’Inps, più tasse, per pagare le politiche redistributive a favore delle classi sociali che sostengono il governo al potere (dipendenti pubblici, pensionati, imprenditori collusi, mondo legato al volontariato, al sociale, all’immigrazione) e degli affari delle élite (sanità pubblica e complesso farma-industriale; infrastrutture—Expo, grandi stazioni; complesso militare-industriale—F35, Finmeccanica), meno libertà, per eccesso di legiferazione influenzata dalle lobby affaristiche e necessità di controllo sociale, più inflazione, dalla banca centrale per finanziare il governo e le banche, più propaganda e politically correct per sostenere il tutto.
    Grillo verrà sputtanato a morte cercando di farlo abbandonare. Se non abbandonerà diranno che è attaccato al potere. Il M5S verrà ulteriormente marginalizzato e si proverà a spaccarlo per cannibalizzarne i rappresentanti.
    I rottami berlusconiani, per mantenere il posto a tavola, si alleeranno con il potente di turno quando sarà opportuno e, non essendo ormai necessaria un’alleanza organica col fascio per battere le confuse e fantomatiche forze anti sistema, sfrutteranno il loro ruolo di opposizione, che andrà a crescere qualora Grillo abbandonerà e il suo movimento si sfalderà, per portare avanti gli interessi dell’altra parte di élite loro ancora rappresentano.
    Tutti gli altri cercheranno di sopravvivere con gli avanzi del pasto e le briciole che cadranno dalla tavola del potere senza mancare però di sventolare le loro bandiere, non interrompendo così la recita da comprimari nel teatro dei pupi.
    P.S. Come sempre, la soluzione è individuale. Non esiste la soluzione di massa. Non rimane che sperare nel crollo del sistema sotto i colpi del denaro fiat e della legiferazione anti-naturale. Come sempre, “si salvi chi può!”
    P.P.S. Che dire degli 80 euro pre-campagna elettorale elargiti alle fasce basse della popolazione a spese delle altre? Quanto avranno influito sull’esito del voto?
    1. Sigismondo di Treviri
      Sigismondo di Treviri 26 maggio 2014 at 15:39 | | Reply
      Ribadisco la mia posizione: gli italiani si comprano con ottanta euro falsi. Il resto delgli europei ha votato contro questa europa di burocrati, parassiti e statalisti. Gli unici a volere quello che ci ha portato in rovina siamo noi abitanti della penisola. L’Italiano ha bisogno delle sculacciate. Si sente più protetto. La mamma che lo sculaccia, in fondo lo fa perchè gli vuole bene. E’ questo che non ha capito Grillo. L’italiano vuole essere maltrattato e ingannato. Darà sempre il suo voto a chi saprà ingennarlo meglio e maltrattarlo con più affetto.
  6. Claudio
    Claudio 26 maggio 2014 at 20:19 | | Reply
    Eccellente, sintetica analisi.
  7. Stefano G.
    Stefano G. 26 maggio 2014 at 22:09 | | Reply
    Vulgus vult decipi, ergo decipiatur.
    Il volgo vuol essere ingannato, dunque sia ingannato. Attribuito al cardinale Carlo Carafa, legato pontificio presso Enrico II, re di Francia.
    I demagoghi non sarebbero tanto sfrontati, se il popolo non fosse così credulone. Narra Svetonio nel capitolo settimo della Vita di Vitellio, che lui baciava i soldati incontrati per via, e si mostrava straordinariamente affabile con mulattieri e viandanti nelle taverne e nelle locande, “a tal segno che al mattino domandava a ciascuno se avesse già fatto colazione, e dava segno, ruttando, che lui l’aveva già fatta”.
    Agli inizi del secolo, circolava nel Meridione la seguente storiella. Un candidato promette agli elettori: “Se mi darete lu voto, vi farò fare nu ponte”. Una voce dal pubblico: “Nun tenimmo ‘o fiume”. E l’altro, prontissimo: “Pure ‘o fiume, pure ‘o fiume!”.
    Cesare Marchi.