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Sunday, September 21, 2014

Torna lo spettro del prelievo sulle pensioni. Ma non quelle dei deputati

Fonte:http://www.quifinanza.it/8726/tasse/torna-spettro-prelievo-sulle-pensioni-ma-non-quelle-dei-deputati.html?refresh_ce

- Il processo di stesura della prossima legge di Stabilità è nella sua fase embrionale, con tutte le incognite legate alla reale crescita del Pil nel corso di quest'anno e all'esito del negoziato con Bruxelles sui nuovi margini di flessibilità eventualmente da utilizzare. Due variabili dalle quali dipende anche il ricorso all' eventuale manovra correttiva per evitare di superare il tetto del 3% di deficit. Palazzo Chigi continua a smentire categoricamente la possibilità di un intervento, ma la strada resta tutt'altro che in discesa, e serve capire su quali ambiti sia possibile mettere le mani. Per questo, fra i vari rumors che trapelano da palazzo Chigi, filtra quello per cui potrebbe tornare d'attualità un contributo dai pensionati con assegno dai 3.000 euro in su.
 COPERTURE PER IL BONUS 80 EURO - L'esigenza è sempre quella di trovare le coperture per rendere strutturale il bonus Irpef da 80 euro in busta paga. Un'operazione nel complesso difficile da realizzare anche alla luce dei ristretti margini con cui potrebbe fare i conti il Governo se l'andamento del Pil continuasse a risultare al di sotto delle stime originarie dell'esecutivo. 

APPROFONDIMENTI

Quale spending review? Spesa aumentata di 25 Mld, manovra in arrivo

- Non è un mistero che la spending review affidata dal governo Letta al commissario straordinario Carlo Cottarelli - incarico confermato dal governo Renzi - rappresenti per l'attuale premier un capitolo importante, per non dire fondamentale, nella ricerca delle necessarie coperture per i progetti in cantiere da parte dell'esecutivo. Eppure la realtà sembra scoprirsi amara: pochi tagli alla spesa pubblica, al contrario la spesa dello Stato è aumentata di 25 miliardi nei primi 5 mesi del 2014. Lo sostiene Unimpresa, che ha reso noti i principali risultati di un'analisi condotta dal proprio centro studi. Secondo Unimpresa le uscite dello Stato sono in costante aumento: tra il 2012 e il 2013 sono cresciute di 38 miliardi.

I NUMERI - Secondo l'associazione, che definisce "un bluff" la spending review del governo, "non c'è stato alcun taglio tangibile al bilancio statale. Anzi, la macchina pubblica costa sempre di più. La spesa dello Stato nei primi 5 mesi del 2014, è aumentata di quasi 25 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente con una crescita in termini percentuali pari al 13,63%. Nello stesso arco temporale, le entrate dello Stato sono cresciute di 248 milioni, in salita dello 0,16%. Un trend in atto da tempo: tra il 2012 e il 2013 le uscite dello Stato sono aumentate di 38,5 miliardi (+7,56%) nonostante le entrate siano salite di 11,8 miliardi (+2,61%)".

Secondo l'ufficio studi di Unimpresa, tra gennaio e maggio di quest'anno, i pagamenti dello Stato - vale a dire spese correnti e spese in conto capitale, voci in cui non sono ricomprese le uscite degli enti territoriali (comuni, province, regioni) nè quelle per interessi sul servizio del debito - "hanno toccato quota 206,7 miliardi di euro; nei primi 5 mesi del 2013 l'asticella si era fermata a 181,9 miliardi. Di qui l'aumento di 24,7 miliardi di euro (+13,63%).

Quanto al gettito, il bilancio statale ha registrato, nel 2014 (gennaio-maggio), entrate complessive per 157,8 miliardi; tra gennaio e maggio del 2013 gli incassi di bilancio erano stati pari a 157,6 miliardi: l'incremento è dunque di 248 milioni (+0,16%).

"Tra il 2012 e il 2013 era stata già registrata una analoga situazione - sottolinea ancora Unimpresa - l'anno scorso le uscite complessive dalle casse dello Stato sono state pari a 548,6 miliardi di euro, ben 38,5 miliardi in più (+7,56%) rispetto ai 510,09 miliardi totali del 2012. Nel 2013 le entrate tributarie sono state pari a 464,8 miliardi, in salita di 11,8 miliardi (+2,64%) rispetto ai 452,9 miliardi dell'anno precedente". L'aumento delle uscite - continua lo studio dell'associazione - "ha inevitabilmente allargato il buco nei conti passato dai 1.944,2 miliardi di gennaio 2012 ai 2.166,3 miliardi di maggio scorso.

Nei primi cinque mesi dello scorso anno la variazione registrata è stata di 53 miliardi, pari a oltre 10 miliardi al mese; tendenza salita a quasi 15 miliardi al mese nel 2014: nei primi dieci mesi di quest'anno la variazione è stata di 74,4 miliardi. Secondo il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi i "Dati confermano il fallimento della politica del rigore: per salvare le micro, piccole e medie imprese deve essere abbattuta la pressione fiscale con interventi seri e rigorosi".

MANOVRA D'AUTUNNO PIU' VICINA - Numeri che, associati alle dichiarazioni di inizio settimana del ministro dell'Economia Padoan, fanno pensare sempre più alla possibilità di una manovra correttiva da almeno 15 miliardi il prossimo autunno. In un'informativa alla Camera dei Deputati, il ministro dell'Economia ha infatti sostanzialmente ammesso la necessità per il governo di mettere mano a una manovra correttiva dei conti pubblici per l'anno in corso, pur senza nominarla. Il ministro ha parlato del bisogno di 'rafforzare le misure di bilancio', ammettendo che i dati indicano un ritardo nella crescita, anche se ha dichiarato che i dettagli sul miglioramento dei conti pubblici italiani saranno resi noti a settembre con il Def. Al contempo, ha precisato che l'Europa non terrebbe conto di alcune misure di risparmio della spesa pubblica, che non hanno trovato ancora attuazione, così come dei maggiori introiti dovuti alle privatizzazioni. E proprio su flessibilità europea e rischio manovra correttiva (che il premier vorrebbe evitare ad ogni costo) i rapporti fra Renzi e Padoan stanno diventando sempre più tesi.

Padoan: "Bonus 80 euro diverrà stabile". Ma in autunno sarà manovra correttiva

Il ministro dell'Economia invita ad evitare scorciatoie. Scontro con Renzi?

 Di ritorno dall’Ecofin, la riunione dei ministri dell’Economia dell’Unione, Pier Carlo Padoan mette in guardia: la ripresa economica lenta che sta caratterizzando lo scenario europeo fa sì che per il Governo i margini d’azione siano "più stretti", ma ciò non “indebolisce la prospettiva di medio termine indispensabile per il salto di qualità di cui il Paese ha bisogno attraverso una decisa azione di riforme”. Tradotto: la via è stretta e le riforme per rilanciare l’economia, che hanno un costo, sono in qualche modo ostacolate dall’economia stessa: quella italiana in particolar modo è stagnante. Il ministro annuncia in compenso che il taglio del cuneo fiscale, il bonus da 80 euro, sarà reso permanente con la legge di stabilità. Tuttavia l'invito a "non cercare scorciatoie" riferito al rapporto con Bruxelles e la possibilità di una manovra correttiva in autunno rischiano di creare ulteriori frizioni nel rapporto già non eccelso col premier Matteo Renzi. Vediamo in dettaglio le ipotesi di manovra autunnale e, secondo le linee guida già emanate dall'agenzia delle Entrate e le istruzioni dell'Inps, tutto ciò che serve sapere per avere il bonus.

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CONTINUA DA SOPRA 

In alternativa le risorse del Fondo taglia-cuneo potrebbero essere utilizzate per rafforzare la copertura che dovrà essere trovata per continuare a tagliare l'Irap a carico delle imprese. I circa 14 miliardi da recuperare con la fase numero due della spending review arrivano da 5 diverse direzioni:
- tagli alle partecipate
- potenziamento dell’operazione già avviata sul terreno degli acquisti di beni e servizi della Pa
- razionalizzazione delle uscite per gli immobili
- fabbisogni standard a tappeto per gli enti locali
- dimagrimento della macchina burocratica con la chiusura di enti e sedi periferiche.
Tuttavia la stessa spending review affidata al commissario straordinario Carlo Cottarelli non sembra ancora in grado di far risparmiare soldi pubblici al Paese, motivo per cui fra le ipotesi relative ad un Piano B, oltre alla manovra correttiva da non merno di 15 miliardi , è entrata quella relativa ad un contributo dalle pensioni più alte.

IPOTESI CONTRIBUTO DALLE PENSIONI - L'ipotesi è dunque proprio una mini stangata sulle pensioni, ovviamente quelle alte, da 3mila euro al mese in più. Non si conoscono ancora i dettagli della proposta, né tantomeno dal Governo sono arrivate smentite o conferme. Certo è che si tornerà a parlare di ticket o contributo di solidarietà, col rischio di una bocciatura visto che la Corte costituzionale è già intervenuta in materia, sancendo l’illegittimità del prelievo sulle pensioni in quanto viola il principio di eguaglianza.

CONTRIBUTO PENSIONI, MA NON DAI DEPUTATI - C'è però una categoria di pensionati del tutto immune a sacrifici di questo tipo. La «previdenza» dei parlamentari rimane un caso unico di squilibrio e privilegio, in barba alla spending review e alle riforme - votate dagli stessi parlamentari - che hanno trasformato il sistema previdenziale italiano in quello più severo dell'Unione europea.

Dal bilancio interno della Camera in corso di approvazione in questi giorni, emerge ancora una volta l'anomalia delle onorevoli pensioni. Nel 2014 Montecitorio prevede di incassare tra ritenute e contributi previdenziali pagati dai deputati 25,7 milioni di euro e, nello stesso anno, di spendere per i vitalizi 156,2 milioni di euro: sette volte tanto. Il 'buco' previdenziale dei deputati, del tutto teorico perché il bilancio della Camera copre tutte le spese per vitalizi e assegni di reversibilità, è di circa 130 milioni in un solo anno. Se i normali cittadini avessero lo stesso trattamento in termini di rapporto tra contributi pagati e assegni incassati, l'Inps sarebbe in rosso di quasi 220 miliardi di euro e l'italia sarebbe in una bancarotta conclamata e irreversibile. Per dare una misura: se tutti i contribuenti e pensionati italiani fossero deputati ed ex deputati, il deficit si appesantirebbe ogni anno di un percentuale vicina al 16%; il rapporto deficit Pil sfiorerebbe il 19%.

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