Donna in un Tratto di Penna - di Antonio Attinà

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Monday, June 9, 2014

IL CAPOLAVORO DI PUTIN: MENTRE LA UE E’ DILANIATA NASCE ”L’UNIONE ECONOMICA EUROASIATICA” (170 MILIONI DI PERSONE)

Fonte:http://www.informarexresistere.fr/2014/05/31/il-capolavoro-di-putin-mentre-la-ue-e-dilaniata-nasce-lunione-economica-euroasiatica-170-milioni-di-persone/


Mentre a Bruxelles la UE annaspa, dilanianta nelle faide tra oligarchi per spartirsi il bottino di soldi (rubati ai contribuenti europei) e potere (rubato alle democrazie degliStat che formano l’Europa), tutto è pronto ad Astana al Palazzo dell’Indipendenza per realizzare il sogno di Vladimir Putin, considerato in Russia il riconquistatore o zar illuminato: ecco che nasce l’Unione economica euroasiatica.
Per qualcuno – i detrattori – è come rimettere in piedi l’Unione Sovietica, in base a un piano che Vladimir Vladimirovich persegue ormai da quindici anni, ma per i vertici dell’ufficio stampa del Cremlino è semplicemente “un evento di importanza storica nello sviluppo di processi di integrazione nello spazio eurasiatico”. E se l’Ucraina è nel mezzo di una guerra civile, dopo le proteste filoccidentali sulla Maidan e la destituzione del filorusso Viktor Yanukovich, in questo 29 maggio 2014 in Kazakistan si scrive un capitolo di segno opposto.
Il tutto mentre l’Unione europea – a cui questa nuova realtà da una parte si ispira, dall’altra si propone come controcanto – sta attraversando una crisi significativa e richiede un cambio di marcia, pena la dissoluzione entro pochi mesi.
Oltre al presidente russo, il collega bielorusso Aleksandr Lukashenko e ovviamente il padrone/leader di casa Nursultan Nazarbajev, “durante l’incontro, è prevista la firma del trattato per la creazione della Comunità Economica Eurasiatica (CEEA)” rende noto il Cremlino. Insomma il passo successivo alla Unione doganale che aveva già aperto la strada a una prima integrazione tra le tre ex repubbliche sorelle. La sigla è prevista intorno alle 10.20 di oggi ora italiana.
Il progetto apre a scenari monumentali, soprattutto per i dossier petroliferi e del gas, ma anche delle infrastrutture. “I paesi partecipanti seguiranno politiche coerenti nei settori chiave dell’economia, energia, industria, agricoltura, trasporti.
C’è un sostanziale aumento di opportunità di business per la realizzazione di investimenti congiunti e progetti di cooperazione e comunicazione”, si apprende. Si terrà inoltre “una riunione regolare del Consiglio economico eurasiatico che è l’organismo principale di questa Unione sempre più stretta tra russia, Bielorussia e Kazakistan: “è il terzo vertice dei capi di stato quest’anno”, si aggiunge da Mosca.
Ma i confini di questa Unione sembrano destinati ad allargarsi.
Si profila “l’adesione al trattato sull’Unione economica eurasiatica e la preparazione di una road map per l’adeguamento della legislazione del Kirghizistan”. E anche l’Armenia sembra aver optato per l’Eurasia e non per l’Europa, e secondo fonti già domani si renderà ancora più palese questa scelta. Per ora, in base solo con i tre stati aderenti, si parla di “uno dei raggruppamenti di integrazione regionale più grande al mondo, con una popolazione di 170 milioni di persone. Con un Pil totale degli Stati aderenti che sfiora i 2.700 miliardi di dollari (l’85% del prodotto lordo della Comunità di Stati Indipendenti)”.

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