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Saturday, May 24, 2014

"Troppi sprechi, non è più garantito un livello minimo di assistenza sanitaria"

Fonte.http://www.paralleloquarantuno.it/articoli/troppi-sprechi-non-e-piu-garantito-un-livello-minimo-di-assistenza-sanitaria.html


L'ospedale di Gioia Tauro a rischio chiusura. Il consigliere Longo: Mobilitazione generale

A breve governo e regioni potrebbero dare il via libera "all'eutanasia" dei 175 piccoli ospedali con meno di 120 posti letto. Il governatore della regione Toscana, Enrico Rossi ha reagito duramente: "Non si può fare cassa sulla salute. Dovranno passare sul mio corpo". Il consigliere provinciale di Reggio Calabria Giuseppe Longo (Rifondazione comunista) spiega a Parallelo 41 che cosa sta accadendo sul fronte sanità in Calabria. Oggi qual è la situazione nella nostra regione? "Il presidente Scopelliti, commissario per la sanità in Calabria, si è dimostrato incapace di procedere a una seria razionalizzazione del sistema regionale e il fallimento del piano di rientro dai debiti ne è rappresentazione concreta. Tanto che la nostra regione ha subito un aumento per il 2014 sia dell'Irpef che dell'Irap. Oggi, la situazione in Calabria è gravissima e l'incessante turn over dei direttori generali, amministrativi e sanitari rappresenta una delle principali cause di inefficienza del sistema". Quali sono i tagli subiti in Calabria? "In Calabria il parametro standard nazionale di 4 posti letto ogni 1000 abitanti è un miraggio, basti pensare che con la chiusura degli ospedali di Palmi, Oppido e Taurianova, nella Piana di Gioia Tauro nei reparti di Medicina si è passati da 81 posti letto ai soli attuali 42, di cui 30 a Polistena e 12 a Gioia Tauro. Realizzando il nuovo ospedale della Piana, si hanno in previsione 352 posti letto, suddivisi in 314 di degenza e 38 in posti letto tecnici, numeri che anche sommati ai 120 posti letto di Polistena sarebbero insufficienti rispetto ai 720 che dovrebbero essere garantiti secondo gli standard nazionali". I rappresentanti della Piana di Gioia Tauro hanno più volte chiesto un incontro a Scopelliti proprio per scongiurare lo smantellamento dell'ospedale Giovanni XXIII, ma il governatore non li ha mai ricevuti. Perché secondo lei si insiste sulla linea dei tagli? "Il depotenziamento dell'ospedale di Gioia Tauro, che recentemente ha registrato la chiusura dei reparti di cardiologia e nefrologia, si legge in un'ottica di politica sanitaria regionale che non garantisce più un livello minimo di assistenza sanitaria pubblica a fronte dell'incapacità di ridurre gli enormi sprechi che ne hanno determinato il default. L'entità della migrazione extra regionale di pazienti calabresi ne è ampia testimonianza. Purtroppo, tali decisioni tanto assurde quanto gravi sono frutto di una logica che non risponde alle reali esigenze dei pazienti del territorio ma a quelle degli equilibri politici, di correnti e di clientele. Di fronte a questi atteggiamenti della politica regionale si nascondono i tanti perché, con la conseguenza che ogni sforzo del territorio rischia di essere vano". La Regione Calabria motiva la chiusura dell'ospedale di Gioia Tauro con la prospettiva della realizzazione di un nuovo ospedale a Palmi. Ma quest'ultimo sarà realmente un'isola "della salute" come oggi viene ipotizzato? "L'auspicata realizzazione del nuovo ospedale della Piana, i cui lavori nella migliore delle ipotesi avranno inizio a metà 2014, non possono giustificare questi tagli, in quanto si procede a ridurre da subito l'offerta sanitaria della Piana a fronte di nessuna certezza presente e futura per l'utenza, che come sempre è l'anello debole del sistema e ne subisce le ripercussioni. Per queste ragioni, ribadendo pieno sostegno al comitato di lotta cittadino, insisto nel chiedere la riformulazione del decreto 106 del 2011 D.P.G.R. che prevede 4 ospedali con funzioni di base, 2 per il centro e 2 per nell'area sud. La proposta è quella di prevedere per l'area sud 3 ospedali Spoke (centri ospedalieri periferici) anziché 2, in quanto la Piana di Gioia Tauro ha una popolazione di 180 mila abitanti e il diritto alla salute può essere garantito solo se i livelli standard sanitari vengono rispettati a prescindere da qualunque speculazione politica o campanilismo di sorta". L'ospedale di Gioia Tauro depotenziato e ridotto a livelli bassi, l'ospedale di Polistena è a rischio collasso per esubero ricoveri e il suo piazzale ricoperto di spazzatura. Sembra quasi che si voglia arrivare a una privatizzazione della sanità… "Quando si parla di privatizzazioni nel settore della sanità, come in quello dell'istruzione, rabbrividisco. Diritti elementari come la salute non possono essere appaltati ai privati secondo logiche clientelari e interessi lobbistici, con l'unica conseguenza di favorire le fasce sociali più agiate, bensì devono essere assicurati dal governo in maniera universale e indifferenziata. A fronte di tagli irrazionali ai danni dei pochi presidi ancora attivi sul nostro territorio (ricordiamo i recenti, scandalosi smantellamenti dei reparti di Endoscopia, Gastroenterologia e Otorinolaringoiatria dell'ospedale di Polistena), e di un sistema sanitario regionale sovraccarico e sempre sull'orlo del collasso, la tassazione aumenta anno dopo anno". Secondo lei qual è una possibile alternativa? "Se invece di finanziare le strutture private, governo e regione destinassero maggiori investimenti alla sanità pubblica, questa potrebbe offrire un servizio di maggiore qualità ai cittadini, i quali sarebbero in questo modo disposti a pagare tasse leggermente più alte". Cosa accadrà se governo e regioni decideranno per la chiusura dell'ospedale di Gioia Tauro? "Ci auguriamo che la Regione, a differenza di quanto fatto finora, faccia finalmente valere al tavolo ministeriale le ragioni del territorio. Se malauguratamente si dovesse procedere alla totale chiusura dell'ospedale di Gioia Tauro, sarà necessaria una mobilitazione generale, alla quale credo sia opportuna la partecipazione attiva dei sindacati, il cui importante ruolo di rappresentanza reale pare sia venuto molto meno negli ultimi anni. A oggi siamo costretti soltanto a registrare che, a causa del mancato rientro del debito, i calabresi saranno costretti a subire un ulteriore aumento della tassazione, così come disposto dal ministero delle finanze. Al depauperamento del sistema sanitario si affianca dunque, paradossalmente, l'incontrollato aumento del carico fiscale. La situazione in cui ci troviamo è ben oltre il limite di sopportazione, oltre il quale diventa pericolosamente precaria la tenuta stessa del tessuto sociale".

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