Donna in un Tratto di Penna - di Antonio Attinà

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Monday, May 26, 2014

CHE FIGO, HAN VINTO GLI EREDI DI BERLINGUER

Fonte:http://www.movimentolibertario.com/2014/05/che-figo-han-vinto-gli-eredi-di-berlinguer/

europa

DI LEONARDO FACCO

Non ho seguito nulla della campagna elettorale delle “Europee”. Non ho votato, quindi - a differenza di chi lo ha fatto – oggi non avrei il diritto di lamentarmi (un “diritto” che lascio ad altri). Ad ogni buon conto, mica son qui per mugugnare. Che l’Italia (rispetto alla quale mi reputo un evaso) sia un paese senza futuro l’ho intuito un sacco di tempo fa, ma a differenza dei “libberali e libberisti” che tengono famiglia (una mutazione genetica della categoria dei piglianculo Sciasciani) non ho mai scelto di fare politica per trovare un posto al sole. Chi sa fa. Chi non sa fa politica e punta a vivere alle spalle degli altri.

Stamane, però, sono andato sul sito del Ministero dell’Interno per leggere i risultati dello scrutinio. Eccolo:



LISTE VOTI %
PARTITO DEMOCRATICO 11.163.174 40,81

MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT 5.787.312 21,16

FORZA ITALIA 4.600.379 16,82

LEGA NORD-DIE FREIHEITLICHEN-BASTA €URO 1.686.250 6,16

NUOVO CENTRO DESTRA – UDC 1.199.442 4,38

L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS 1.102.476 4,03

FRATELLI D’ITALIA – ALLEANZA NAZIONALE 1.002.935 3,66

VERDI EUROPEI-GREEN ITALIA 245.279 0,89

SCELTA EUROPEA 195.849 0,71

ITALIA DEI VALORI 179.383 0,65

SVP 137.448 0,50

IO CAMBIO – MAIE 48.363 0,17


Totale 27.348.290


Ho tratto delle conclusioni da questi risultati? Alcune:

1- Oggi abbiamo l’esatta cifra che un politico deve pagare per essere votato: 80 euro! (Ovviamente non di tasca sua).
2- Oltre il 60% degli italiani vota per chi si sente erede di Berlinguer. Il rimanente 40% circa (del 58,7% che s’è recato alle urne) vorrebbe, invece, essere governato da un fascista, da un comunista oppure da un dispensatore di dentiere “aggratis”. Lo statalismo è la filosofia politica che prevede che i padri lascino ai figli solo debiti. In Italia ha stravinto.
3- Il leghismo – come ho sempre sostenuto – non è morto, anche se dietro le percentuali ci sono i numeri assoluti da analizzare. Il partito autonomista romano passa dai 3.123.859 voti del 2009 (10.22%) a 1.686.500 voti (6,16%) di ieri. Chi vota la Lega? Lo zoccolo duro di clienti (con familiari annessi), quelli che di Lega ci vivono insomma; il solito numero di fascistelli (oggi leggermente ridotto, ma che dal 1998 spopolano ideologicamente parlando nel Carroccio); una manciata di indipendentisti convinti (perlopiù raggruppati nella “famosa” base di militanti), che non sono altro che utili idioti del centralismo. Se si analizza il voto leghista nelle regioni del Nord, (Veneto in particolare, dove oltre alla “Liga” ha spopolato Renzi), c’è da prendere atto che l’indipendentismo vero non ha davanti a sé un futuro roseo. Benché l’indipendenza dall’Italia sia l’unica soluzione!
4- A livello europeo, emerge un dato: crescono comunisti e fascisti, soprattutto in quei paesi dove imperano statalisti e parassiti.
Oggi, più di ieri, sono fiero di non aver legittimato (come scrive qua sotto Luca Fusari) la feccia burocratico-continentale. Soprattutto, sono fiero di aver quasi completato la mia delocalizzazione. Scriveva Bertrand de Jouvenel: “Una società di pecore è destinata nel tempo a dare origine ad un governo di lupi”. 


20 Responses

  1. Sigismondo di Treviri
    Sigismondo di Treviri 26 maggio 2014 at 10:07 | | Reply
    Per comprare il voto degli italiani bastano 80 Euro, per giunta falsi. Questa è la misura del valore degli italiani. Gli italiani con questo voto hanno sancito che:
    1) Vogliono più Europa.
    2) Vogliono più stato
    3) Vogliono che lo stato gestisca i loro soldi
    4) Vogliono che i politici mantengano i loro stipendi ed i loro privilegi.
    5) Vogliono più tasse.
    6) Vogliono scandali tipo MPS che finanzieranno con i loro soldi
    7) Vogliono essere governati da una classe politica corrotta.
    8) Vogliono che la Signora Merkel comandi a casa loro
    9) Vogliono la disoccupazione
    10) Vogliono un’economia in stagnazione quando non addiritura in recessione.
    11) Vogliono equitalia ed un sistema fiscale da Corea del Nord.

    Che ci si può aspettare da un popolo di questo genere? Niente. Assolutamente niente purtroppo.
    1. cristiano
      cristiano 26 maggio 2014 at 10:52 | | Reply
      ottimo riepilogo! posso copiare sula mia home di fb?
  2. Albert Nextein
    Albert Nextein 26 maggio 2014 at 12:08 | | Reply
    Non ho votato. In famiglia nessuno ha votato.
    La nausea e la ragione hanno prevalso.
    Se non mi fido di qualcuno io non gli do in mano il mio portafoglio e neppure il voto.
    Mi pare lineare, semplice.
    Quella marmaglia di furfanti politici che fa di tutto e di peggio per una manciata di voti al fine puro ed unico di ingrassare le proprie finanze a spese altrui , questo suscita in me una repulsione assoluta.
    La mancanza di onesta mi dà il vomito.
    Ho iniziato ieri una lunga stagione di non voto.
  3. Albert1
    Albert1 26 maggio 2014 at 12:12 | | Reply
    Diciamo che è facile vincere, quando l’avversario non si presenta. Alla fine della fiera, il match era statalisti (tutti, con o senza stelle&strisce) vs. nessuno. Casualmente han vinto gli statalisti.
    Beato lei, Facco, che è in rampa di lancio. Naturalmente, chi desiderasse lasciare questa valle di lacrime farebbe bene a mettere le ali ai piedi: viaggiamo speditamente – sola andata, eh! – verso la limitazione degli spostamenti non solo dei capitali, ma anche delle persone. Il percorso è obbligato, indipendentemente dall’esito di queste o di quelle elezioni: se la maggioranza della popolazione pretende di campare alle spalle degli “altri”, non può certo lasciarli andar via, gli “altri”!
  4. Liberalista
    Liberalista 26 maggio 2014 at 13:21 | | Reply
    Sono ovviamente d’accordo con Leo e con chi ha commentato.
    Però Nessuno ha convinto 21 milioni di elettori, mentre Renzi ne ha convinto 11 milioni, Grillo meno di 6 e così via… :-)
    1. Albert1
      Albert1 26 maggio 2014 at 15:15 | | Reply
      Dubito che ci siano 21 milioni di libberali, men che meno di libertari.
      Il guaio è che tutte le volte che qualcuno parte con l’idea di proporre qualcosa di potabile – per noi antistatalisti, intendo – lo annacqua subito, pensando così di poter attrarre più voti. E finisce trombato in modo imbarazzante. Basti guardare fare: al di là delle vicissitudini del pittoresco cazzaro, i dieci punti del programma erano roba nemmeno da liberaldemocratici – erano 110% socialdemocazzate tipo ascensore sociale, ammortizzatori universali, ecc. Questo denota o sfrenata megalomania, perché solo un megalomane può pensare di presentarsi anche solo da libberale e prendere, alla prima uscita poi, una fraccata di voti. Oppure rivela coglionaggine: solo un coglione può credere di smerciare bene ricette copia&incollate dai socialdemocratici, vendute peraltro nella bottega libberal-libberista. La gente preferisce il socialismo originale, made in Botteghe Oscure. Ottant’anni di redistribuzioni e perequazioni son sigilli di garanzia mica da ridere.
      Poi, in questo paese, far accettare il “verbo” è ancora più difficile – Ron Paul ottiene qualche risultato (a livello di masse) solo adesso, dopo quaranta e fischia anni di prediche ferme, mai edulcorate. Qui da noi, manco cent’anni da disco rotto riuscirebbero a smuovere alcunché. Chi può, vada via.
      1. Liberalista
        Liberalista 26 maggio 2014 at 18:48 | | Reply
        Infatti non sono tutti (ahinoi) nè liberali, nè tantomeno libertari. Sono, però, persone che non si fidano o della politica in generale (meglio) o di questa politica. Ed è già qualcosa.
        Sul discorso dell’annacquamento dei programmi e delle parole d’ordine, sfondi una breccia aperta :-) Secondo me non è vero che la gggente si spaventa a sentir dire le cose come stanno, mentre la coerenza, alla lunga (alla lunghissima) vince.
        Lo dimostrano i numeri (in piccolo, ma neanche tanto) di questo sito e di quanti oggi conoscono il libertarismo e si dicono libertari. Ron Paul ci ha messo 40 anni a far apprezzare la libertà ad una percentuale consistente di americani.
        Temo che anche qui ci vorrà tanto, ma questo non significa che tanto vale arrendersi.
        Probabilmente un commento non è la “sede” ideale per questo genere di considerazioni complesse, ma in poche parole posso provare a sostenere quanto segue: se per ognuno di noi la spinta verso la libertà è forte e genuina – e non ho motivo di dubitarne – le cose da fare sono tante, e di carattere
        - individuale: espatrio per chi può, vivere al minimo qui in Italia nel frattempo e provare a vivere il più possibile senza stato (non usufruire di servizi pubblici, non chiedere permessi e simili, non partecipare a bandi e concorsi, pagare il meno possibile tasse e imposte, rendersi meno visibili per le agenzie governative, scambiare beni e servizi in bitcoin, etc)
        - culturali: sostenere siti, blog e iniziative di carattere libertario, ma anche fare in modo di promuovere azioni che vanno a scalfire i monopolii statali (come homeschooling, bitcoin, Uber, etc)
        - politiche: qui è più difficile, lo so, ma un movimento di carattere libertario che possa raccogliere consenso finalizzato ad un progetto di lungo termine – come sta provando egregiamente a fare Liberi Comuni d’Italia – potrebbe essere il “vivaio” di un futuro Ron Paul italiano o comunque ottenere una certa visibilità necessaria a far capire che l’unica alternativa possibile allo sfascio statalista è la libertà (in più, a livello locale, si potrebbe aderire a movimenti secessionisti nella misura in cui mirino alla polverizzazione degli stati e alla loro sostituzione con qualcosa di molto più snello).
        Il “si salvi chi può” individuale ognuno se lo organizza come meglio crede; le iniziative culturali sono già in essere e posso solo sperare che continuino e aumentino; quelle di carattere politico, se escludiamo la bella provocazione di Forza Evasori, non sono mai state tentate. Oggi, come ho detto, c’è l’opzione Liberi Comuni, che necessita di gambe per iniziare a muoversi. E se lo può fare Rivo Cortonesi che non risiede in Italia, non vedo perchè non lo potremmo fare anche noi che dall’Italia ce ne vogliamo andare quanto prima ;-)
        Anche perchè, come notavate giustamente, non è che le opzioni estere siano dei paradisi libertari e in ogni casi ci troveremo a dover combattere contro altri Leviatani statali.
  5. @erasmodanarni
    @erasmodanarni 26 maggio 2014 at 15:15 | | Reply
    Il teatro dei pupi
    Sorpresona alle elezioni europee.
    Rimane il dato del non voto, 42%, vero cruccio per chi orchestra il potere in una democrazia “rappresentativa”.
    Del restante 58%, il 41%, cioè cinque italiani su venti, i benpensanti, spinti dalla propaganda orchestrata dalle élite (finanza internazionale, chiesa cattolica, grandi famiglie italiane, burocrazie statali e parastatali) dal bomba (un giovane vecchio pupazzo), dalla paura del futuro (stipendi, salute, pensioni), dal politically correct (istruzione, immigrazione, cultura) si è riunito in blocco, in fascio.
    La cervellotica visione sociale ed economica del M5S, quella di poco più di due italiani su venti, basata sulla sostituzione dei corrotti con eroi e santi, che nella storia non ha mai funzionato, non ha fatto breccia nelle menti addomesticate del popolo. Del resto la macchina della propaganda è molto potente contro chi non obbedisce alle élite.
    Forza Italia, poco meno di due italiani su venti, paga anch’essa la propaganda avversa e la non appetibilità del cacciaballe di Arcore, schierato con macerie di élite perdenti.
    La Lega, un italiano su venti, sconta le debolezze di Bossi e la mistica demenziale ottocentesca del dio Po e della padania ma si salva acchiappando i voti di chi non ne può più di magrebini, negri e romeni.
    Il resto, rottami della politica politicante, spariscono dagli schermi radar, inclusa Tsipras, fratelli d’Italia, NCD e frattaglie varie.
    Cosa succederà?
    Purtroppo la politica del governo Renzi continuerà. Più immigrati, per pagare l’Inps, più tasse, per pagare le politiche redistributive a favore delle classi sociali che sostengono il governo al potere (dipendenti pubblici, pensionati, imprenditori collusi, mondo legato al volontariato, al sociale, all’immigrazione) e degli affari delle élite (sanità pubblica e complesso farma-industriale; infrastrutture—Expo, grandi stazioni; complesso militare-industriale—F35, Finmeccanica), meno libertà, per eccesso di legiferazione influenzata dalle lobby affaristiche e necessità di controllo sociale, più inflazione, dalla banca centrale per finanziare il governo e le banche, più propaganda e politically correct per sostenere il tutto.
    Grillo verrà sputtanato a morte cercando di farlo abbandonare. Se non abbandonerà diranno che è attaccato al potere. Il M5S verrà ulteriormente marginalizzato e si proverà a spaccarlo per cannibalizzarne i rappresentanti.
    I rottami berlusconiani, per mantenere il posto a tavola, si alleeranno con il potente di turno quando sarà opportuno e, non essendo ormai necessaria un’alleanza organica col fascio per battere le confuse e fantomatiche forze anti sistema, sfrutteranno il loro ruolo di opposizione, che andrà a crescere qualora Grillo abbandonerà e il suo movimento si sfalderà, per portare avanti gli interessi dell’altra parte di élite loro ancora rappresentano.
    Tutti gli altri cercheranno di sopravvivere con gli avanzi del pasto e le briciole che cadranno dalla tavola del potere senza mancare però di sventolare le loro bandiere, non interrompendo così la recita da comprimari nel teatro dei pupi.
    P.S. Come sempre, la soluzione è individuale. Non esiste la soluzione di massa. Non rimane che sperare nel crollo del sistema sotto i colpi del denaro fiat e della legiferazione anti-naturale. Come sempre, “si salvi chi può!”
    P.P.S. Che dire degli 80 euro pre-campagna elettorale elargiti alle fasce basse della popolazione a spese delle altre? Quanto avranno influito sull’esito del voto?
    1. Sigismondo di Treviri
      Sigismondo di Treviri 26 maggio 2014 at 15:39 | | Reply
      Ribadisco la mia posizione: gli italiani si comprano con ottanta euro falsi. Il resto delgli europei ha votato contro questa europa di burocrati, parassiti e statalisti. Gli unici a volere quello che ci ha portato in rovina siamo noi abitanti della penisola. L’Italiano ha bisogno delle sculacciate. Si sente più protetto. La mamma che lo sculaccia, in fondo lo fa perchè gli vuole bene. E’ questo che non ha capito Grillo. L’italiano vuole essere maltrattato e ingannato. Darà sempre il suo voto a chi saprà ingennarlo meglio e maltrattarlo con più affetto.
  6. Claudio
    Claudio 26 maggio 2014 at 20:19 | | Reply
    Eccellente, sintetica analisi.
  7. Stefano G.
    Stefano G. 26 maggio 2014 at 22:09 | | Reply
    Vulgus vult decipi, ergo decipiatur.
    Il volgo vuol essere ingannato, dunque sia ingannato. Attribuito al cardinale Carlo Carafa, legato pontificio presso Enrico II, re di Francia.
    I demagoghi non sarebbero tanto sfrontati, se il popolo non fosse così credulone. Narra Svetonio nel capitolo settimo della Vita di Vitellio, che lui baciava i soldati incontrati per via, e si mostrava straordinariamente affabile con mulattieri e viandanti nelle taverne e nelle locande, “a tal segno che al mattino domandava a ciascuno se avesse già fatto colazione, e dava segno, ruttando, che lui l’aveva già fatta”.
    Agli inizi del secolo, circolava nel Meridione la seguente storiella. Un candidato promette agli elettori: “Se mi darete lu voto, vi farò fare nu ponte”. Una voce dal pubblico: “Nun tenimmo ‘o fiume”. E l’altro, prontissimo: “Pure ‘o fiume, pure ‘o fiume!”.
    Cesare Marchi.

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