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Wednesday, April 16, 2014

SENTENZA STORICA: Banche, i correntisti non devono pagare se vanno in rosso

SENTENZA STORICA: Banche, i correntisti non devono pagare se vanno in rosso

sentenzastorica

RIVOLUZIONE SUI CONTI CORRENTI “Non deve pagare chi va in rosso”
Valanga di ricorsi: ecco come fare

“La commissione di massimo scoperto è stata vietata per legge nel 2009, ma molte banche, inclusa Banca Intesa, l’hanno reintrodotta anche sui conti senza fido, chiamandola in altro modo: commissione per scoperto di conto. Il Tribunale di Torino ha confermato che questa clausola è nulla e che nessuna commissione poteva essere richiesta ai consumatori in questi casi. La commissione illegittimamente addebitata deve essere restituita ai correntisti”. Così l’associazione Altroconsumo annuncia la decisione del Tribunale di Torino in merito a una class action promossa in nome di 104 consumatori, proprio contro Ca’ de Sass, colpevole di aver fatto pagare una commissione ai correntisti che sono andati “in rosso” sul proprio c/c.
La sentenza – Insomma la sentenza avrà effetti rivoluzionari nel rapporto tra banche e consumatori. Per il Tribunale torinese sei degli aderenti hanno diritto a un rimborso, una minima parte rispetto ai sottoscrittori: l’adesione della stragrande maggioranza non è stata ritenuta valida perché le firme relative non sono state autenticate da un notaio. Motivo per cui Altroconsumo parla di “vittoria amara”. Ma di fatto il verdetto è già una vittoria per i consumatori. Per il presidente dell’associazione, Paolo Martinello, si tratta comunque di “una sentenza che nel merito stabilisce un precedente importante”. E’ la “prima pronuncia sulle nuove commissioni, quelle reintrodotte da alcuni istituti dopo che una legge del 2009 le aveva abolite”.
Pioggia di richieste - Per Martinello si aprono dunque possibilità importanti per i consumatori che si sono visti addebitare questi costi illegittimi, anche se i limiti alla normativa della class action italiana non la rendono immediatamente eseguibile per tutti. “I 98 esclusi da questo provvedimento, ma anche tutti gli altri consumatori che si trovano in situazioni simili, la potranno comunque invocare nei loro casi personali, sia contro Intesa Sanpaolo che contro altri istituti che si siano comportati in maniera simile, e richiedere la restituzione delle commissioni pagate”.
Come chiedere il risarcimento – Altroconsumo invita infatti “i risparmiatori a utilizzare lo strumento che il Giudice mette a disposizione, avendo ammesso che la clausola in oggetto (quella sul pagamento delle commissioni per scoperto di conto o simili, a seconda delle denominazioni, ndr) è nulla: tutti i potenziali consumatori interessati presentino richiesta di rimborso con un reclamo scritto; se la risposta non è soddisfacente o non arriva entro 30 giorni far seguire un ricorso all’Arbitro bancario finanziario”. E’ facile prevedere una pioggia di richieste di risarcimento. E ora le banche tremano..


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