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Sunday, March 24, 2013

LO STATO PIETOSO DELL'UNIVERSITA' ITALIANA

di Antonio Attinà

Ho saputo di recente che hanno aumentato il corso di laurea in Odontoiatria di un anno, portandolo a 6 anni. Questo per limitare l'accesso ancora di più a questa professione, che già è a numero chiuso. Chi secondo voi per logica potrebbe avere interesse a restringere progressivamente l'accesso a tale professione?

Ve lo dico io. L'ordine dei medici, perchè quelli che controllano l'ordine NON AMANO UN MERCATO DELLE PROFESSIONI LIBERO E SOPRATTUTTO NON SOPPORTANO LA CONCORRENZA...E poi hanno anche l'ipocrisia di parlare di mercato del lavoro aperto e di libera concorrenza in tutti i campi (tranne ovviamente che nel loro).

SI DOVREBBERO SOLAMENTE VERGOGNARE E SE FOSSERO UOMINI, MA DI QUELLI CON LE PALLE, DOVREBBERO ANCHE SPARIRE PER SEMPRE DALLA CIRCOLAZIONE.MA CI TROVIAMO DI FRONTE A DEI MISERABILI INGORDI, DI FRONTE A GENTE INFAME CHE NON SA COS'E' IL PUDORE, SI CREDONO POTENTI E, PURTROPPO, GLI VA BENE.

Il medico e in genere chi svolge una professione, HA TRA LE ALTRE COSE IL COMPITO DI PROMUOVERE E VALORIZZARE IL TALENTO UMANO E NON DI AFFOSSARLO E REPRIMERLO COME FANNO IN ITALIA.

GLI ORDINI PROFESSIONALI ESISTONO SOLAMENTE IN ITALIA E IN UGANDA.


FANNO BENE I GIOVANI CHE VANNO ALL'UNIVERSITA' ALL'ESTERO.


VUOL DIRE CHE IL SISTEMA SCOLASTICO ITALIANO, PIENO DI REGOLE, DI TESTS E DI CONCORSI FATTI AD HOC PER ELIMINARE I CONCORRENTI SCOMODI, E' FALLIMENTARE ED HA FALLITO.


SE NON FOSSE COSI' ALLORA COME MAI IN ITALIA IL 70% DEGLI STUDENTI ITALIANI NON GIUNGE ALLA LAUREA? COME MAI IL 20% SI LAUREA FUORI CORSO DI PARECCHI ANNI? COME MAI ALL'ESTERO GLI STUDI UNIVERSITARI DURANO MENO ANNI RISPETTO ALL'ITALIA E I LAUREATI STRANIERI SONO MOLTO PIU' PREPARATI E GIOVANI RISPETTO A QUELLI CHE ESCONO DALLE UNIVERSITA' ITALIANE? COME MAI ALL'ESTERO SI STUDIA SOLO L'ESSENZIALE E POI SI FA MOLTA PRATICA DURANTE IL CORSO DI STUDI, MENTRE IN ITALIA SI STUDIANO ANCHE UN SACCO DI COSE CHE NON SERVONO SI FA ZERO PRATICA DURANTE IL CORSO DI STUDI E POI SI DEVE FARE ALTRA PRATICA DOPO LA LAUREA PER POTER ABILITARSI, UTILIZZANDO IL NOZIONISMO, ESASPERATO AD ARTE FINO A UN' IPER ERUDIZIONE FORZATA AD UN MEGA PERFEZIONISMO ILLOGICO CHE NON SERVE A NULLA, COME ULTERIORE SISTEMA PER EMARGINARE ED ESCLUDERE CHI NON HA APPOGGI?

QUESTA PURTROPPO E' L'UNIVERSITA' ITALIANA...

Traete voi le dovute conclusioni.

Antonio Attinà - Filosofo e pensatore libertario cosmopolita

Monday, March 18, 2013

E adesso si prendono l'ENI


E adesso si prendono l'ENI.

 

Vultures.jpg Qualcuno dubitava ancora? Lo vado scrivendo da anni. L'ENI è destinata ad uscire dalle mani dello Stato Italiano. Stato che, a quanto pare, non esiste più: ormai siamo un Paese in amministrazione controllata, come confermano i diktat del nuovo governo Trichet-Draghi, l'uomo che a sinistra considerano tutti persona taanto seria e affidabile. Probabilmente lo è, ma non certo per gli interessi italiani, altrimenti avrebbe chiesto di tagliare anche i costi della politica oltre che le pensioni e il lavoro precario.
Lo scippo di ENI, ENEL, Poste e Finmeccanica servirà a ridurre di un centinaio di miliardi il debito pubblico (un 5%?), poi in teoria per coprire anche tutto il resto dovremmo venderci la Sardegna, Venezia e la Fontana di Trevi. Ma probabilmente non servirà, una volta che i Paesi nostri amici avranno avuto ciò a cui puntavano fin dall'inizio. Inutile dire che svendere ENI e le altre aziende produttive ci porterà ad un ulteriore impoverimento, rendendo di fatto ancora più difficile una ripresa del Paese in tempi non geologici. Ma è così che funziona: gli affari arrivano da chi è in difficoltà, e gli avvoltoi spolpano i cadaveri.
 l nonno di mio figlio, trent'anni fa, era nei deserti libici e in quelli sauditi a trivellare per il cane a sei zampe. E' tutta roba nostra, pur con i mille difetti che ben conosciamo. Roba nostra, dei nostri genitori, dei nostri nonni. Io me la lego al dito, stavolta.


Snam e Terna, il controllo dell'energia e i traditori


Snam e Terna, il controllo dell'energia e i traditori

 

So che lo sapete da soli, che qui non si sta parlando davvero solo di Snam e Terna. C'è l'elefante nella stanza, c'è il vero premio su cui vogliono mettere le mani da tempo.
enricomattei8.jpg

Chiamatemi reazionaria. Chiamatemi statalista. Chiamatemi come vi pare. Però prima trovate qualche nome anche per chi scrive cose del genere:

Per riuscire a tutelare la nostra indipendenza economica e politica ci vuole un piano.
E subito dopo:
Si cominci a vendere qualche società pubblica, ad esempio quote di Terna e Snam Rete Gas. i prezzi di Borsa sono depressi, ma anche i rendimenti dei Btp sono straordinariamente elevati.
Ecco, secondo costoro per tutelare la nostra indipendenza economica occorre SVENDERE (a prezzi depressi) ampi pezzi strategici del Paese, ossia gli assets energetici che sono tasselli chiave dell'indipendenza e soprattutto della ricchezza nazionale. Svenderli agli stranieri, e col misero ricavato fare cosa? Comprare BTP, che rendono un sacco di soldi. In pratica dovremmo dar via roba buona, per speculare in Borsa sul nostro Paese che sta sull'orlo del dafault.
Io lo trovo orrido. Non solo: provate ad immaginare che il Paese alla fine esca dall'euro. O che finisca al default. Mica è impossibile. Ebbene: in una situazione simile, ci ritroveremmo a doverci riprendere SENZA i gioielli dell'energia, che staranno invece saldamente in mano a chi vorrà orientare la direzione che prenderà il Paese. Lo dico senza tema di smentita: chiunque creda di ritrovare indipendenza, autonomia e un futuro migliore uscendo dall'euro, è meglio che si rimbocchi le maniche e combatta con tutte le sue forze affinché conserviamo il controllo sull'energia. Altrimenti saremo servi per sempre, chiunque vada a "comandare" (si fa per dire, a quel punto).
E so che lo sapete da soli, che qui non si sta parlando davvero solo di Snam e Terna. C'è l'elefante nella stanza, c'è il vero premio su cui vogliono mettere le mani da tempo (ci hanno fatto persino una guerra in Libia). C'è la più grande risorsa nazionale, l'unica che -fatele tutte le critiche che volete- ci ha consentito finora di avere una politica estera e di contare ancora un minimo in giro per il pianeta.
Si chiama ENI.
E io mi riduco a pregare il mio santo personale, un uomo di quelli che non ne fanno più. Un servo sì, ma solo del suo Paese: l'attività più nobile che un uomo possa esercitare. No, non ne fanno davvero più.

Foto - Enrico Mattei, archivio ENI

Guerre 2012: attacco al Mediterraneo


Guerre 2012: attacco al Mediterraneo

 

Un film di fantascienza: attacco al Mediterraneo. La sponda sud, guerre e sangue; la sponda nord, distruzione dell'economia. A chi fa davvero paura il Mare Nostrum?
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Sì, è un film di fantascienza.
Antefatto: comincia tutto nei primi anni '90, con la destabilizzazione dei Balcani e la guerra seguente, la prima guerra europea dal 1945. Affaccio: mar Mediterraneo.
La storia prosegue poi ai giorni nostri. Guerre in Libano. Rivolte e cambio di regime in Tunisia ed Egitto. Guerra sanguinosa e distruzione della Libia. Preparazione della guerra in Siria.
Distruzione economica della Grecia e riduzione della popolazione alla miseria.
Attacco all'economia ed impoverimento della Spagna.
Attacco all'economia ed impoverimento dell'Italia.
Fine primo tempo.

Durante l'intervallo, possiamo fermarci a guardare la cartina del Mediterraneo. La parte sud, e la parte nord. Un pensiero sovviene improvviso: che forse si tratti di una comunità unica, una comunità storicamente più intrecciata di quanto non sia l'artificiale "Unione Europea". Una comunità potenzialmente perfino più potente:  sulle coste nord le industrie, le infrastrutture e la creatività, sulle coste sud le risorse, il petrolio, il sole e le braccia vogliose di riscatto economico e sociale.
Se per un attimo proviamo a sentirci come un piccolo granello nell'immenso flusso della Storia, anziché preda delle nostre presunzioni di superiorità con i fittizi miti dell'"Occidente", ci appare lampante come noi, i greci e gli spagnoli siamo molto più fratelli a un libanese, a un siriano, a un libico che parenti di un finlandese o un olandese. Cosa diamine ci facciamo, in realtà, con questa gente? Chi ci ha ficcato in testa che quei barbari con le corna siano superiori ad un raffinato fenicio, e che dobbiamo sottoporci a qualsiasi sacrificio pur di restare a tutti i costi nella loro deleteria compagnia?
Comincia il secondo tempo. E nel secondo tempo, c'è qualcuno che come noi sta guardando la medesima cartina. Non vede un mare, vede un lago: il lago Mediterraneo, e tanti Paesi ricchi di tutto che vi si affacciano. Tanti Paesi che, se per ipotesi si unissero e facessero fronte comune, sarebbero un osso durissimo da sgranocchiare persino per dei barbari. Tutto ciò non deve accadere, e per questo vengono sistematicamente destabilizzati e distrutti uno alla volta. Il lago diventerà una fetente pozzanghera, in cui imperversare, saccheggiare, depredare e massacrare alla maniera barbara. Il terzo tempo si preannuncia interessante.
Ma naturalmente, per fortuna è solo un film di fantascienza, un'invenzione. Quando usciremo dal cinema, ci troveremo senza stipendio, senza pensione, senza lavoro, senza casa. Senza più il Mare Nostrum, l'unica via d'uscita da questo disastro economico. Ma ancora stabilmente dalla parte della "gente civile occidentale": vuoi mettere la soddisfazione.

Crisi Grecia: e ora l'ignobile Europa pretende che lavorino 6 giorni su 7


Crisi Grecia: e ora l'ignobile Europa pretende che lavorino 6 giorni su 7

 

Beh, sapete che c'è? Io non voglio più far parte di questo disgustoso consesso di nazisti. Mi fa schifo l'idea di "stare in Europa", non è il mio Paese.
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Non hanno fine le torture che vengono inflitte alla popolazione greca. Sono continuamente al lavoro le migliori menti criminali d'Europa per escogitare il prossimo tormento a cui sottoporre quell'infelice Paese. L'ultima ce la racconta il Guardian (foto:infophoto):

L'Eurozona chiede la settimana di sei giorni per i greci. I creditori vogliono che il governo ateniese introduca la settimana lavorativa di sei giorni come condizione per il secondo bailout. La richiesta è contenuta in una lettera della troika dei prestatori, ossia la Commissione Europea, La BCE e il Fondo Monetario. Nella lettera, si chiede l'adesione al pacchetto di austerity imposto, e si insiste sulla necessità di riforme radicali del lavoro, dai salari minimi agli straordinari all'orario flessibile.
Non è chiaro perché mai si pretenda che lavorino così tanto, se una buona parte dei greci è disoccupata, gli altri hanno perso gran parte del salario, e oltretutto nel Paese non c'è più praticamente un accidente da produrre. E' solo tortura.
E il sospetto, accusatemi di complottismo, un pochino viene: che la Grecia sia il Guinea pig del massacro europeo e che, piccola e poco potente, sia stata scelta per sperimentare gli effetti concreti delle politiche di distruzione degli Stati. Ci si spinge ogni giorno un pochino più avanti, si tira ogni giorno un pochino la corda, per poi studiare col microscopio le conseguenze sulle formichine impazzite e disperate. 
Beh, sapete che c'è? Io non voglio più far parte di questo disgustoso consesso di nazisti. Mi fa schifo l'idea di "stare in Europa", non è il mio Paese. Non mi interessa continuare nella finzione di far parte del tavolo dei ricchi, se il prezzo da pagare è la lordura della nostra coscienza.
Cos'è l'Europa, un posto dove si tortura il membro più debole per punirlo della sua debolezza? Sono questi i "valori europei" che devo insegnare a mio figlio? Siete sicuri che volete credere ancora in questa ignobile sozzura?
Io no. Io non voglio "stare in Europa" a queste condizioni. Alle prossime elezioni, qualsiasi partito ritenga l'Europa un "valore" non avrà il mio voto.
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Crisi Grecia: Zona Economica Speciale, fabbriche stile cinese


Crisi Grecia: Zona Economica Speciale, fabbriche stile cinese

 

L'orrore si avvicina alla Grecia: la Germania chiede la Zona Economica Speciale, lavoro schiavo. A favore di industrie e manager tedeschi.
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Qualcuno ricorderà "No Logo", il libro di Naomi Klein che rivelò al mondo la realtà della globalizzazione ormai 12 anni fa. La Klein scopriva ed esplorava le "Zone Economiche Speciali" cinesi, indocinesi, filippine, quelle fabbriche monstre dove lavoratori schiavizzati producono per pochi cents prodotti di marca destinati al mercato occidentale. Oggi sono ancora di scandalo, come per il caso Foxconn iPhone.

Cassandre e profeti di sventura hanno per molto tempo pronosticato un futuro analogo anche per i Paesi occidentali, vedendo un preciso disegno in questo senso sia in una crisi finanziaria in qualche modo gestita all'uopo, sia nell'avvento dell'euro strangolatore. Adesso ci siamo: la Germania chiede alla Grecia di diventare una Zona Economica Speciale all'interno dell'Europa, per essere colonizzata dalle industrie nordiche e, colmo dell'insulto, impiegare come dirigenti e funzionari dei lavoratori tedeschi.
Prima le fonti: via Voci dalla Germania, fonte originale di Der Spiegel (qua la solita googlesca traduzione in italiano), così i troll si tacciono.
Gli interessati tedeschi saranno favoriti attraverso la creazione di zone economiche speciali da parte del governo greco, come da tempo il mondo economico tedesco sta chiedendo. Secondo i piani attuali le aziende riceveranno agevolazioni fiscali  - dove possibile fino ad una imposizione dello 0% - inoltre, saranno previste anche sovvenzioni. (...) Non solo alcune zone dell'economia greca, ma "l'intero paese dovrebbe diventare una sorta di zona economica speciale nella zona Euro". La gestione della "zona economica speciale greca" dovrebbe essere realizzata "con personale straniero della EU".
E i greci? Ma che domande: saranno semplicemente la manodopera schiava, a mò di cinesi. D'altronde, ora che sono ridotti alla fame, accoglieranno con gioia la possibilità di lavorare 12 ore al giorno per 3 o 400 euro al mese. Meglio che niente, come sostengono spesso certi perdenti italiani già pronti alla stessa sorte.
Ora, non so se tutto questo accadrà davvero alla fine. Mi sembra francamente impossibile, come un incubo in slow motion che muove verso una conclusione da sempre temuta ma mai davvero creduta. Mi tocca pensare che Arbeit Macht Frei non sia mai passato di moda, che quell'orrore in bianco e nero abbia solo fatto finta di sbiadire. Oppure, più semplicemente, che ci sono Paesi con l'imperialismo nel DNA, che non riescono a perdere il vizio, è più forte di loro.
Un destino manifesto insomma, come lo chiamano altri che se ne intendono.
Foto - Photopin
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Grecia: dalla crisi alla catastrofe sociale

Fonte:http://sostenibile.blogosfere.it/2011/12/grecia-dalla-crisi-alla-catastrofe-sociale.html

Grecia: dalla crisi alla catastrofe sociale

 

La crisi non dà tregua ai greci. Mentre lo Stato insegue vanamento un debito pubblico ingestibile, crescono disoccupazione e povertà.
Grecia crisi

La gravissima crisi economica della Grecia, con la moltitudine di nuove tasse imposte dal governo nella disperata rincorsa ad un debito pubblico quasi impossibile da risanare, potrebbe essere solo la prima fase di una catastrofe sociale che minaccia tutta Europa.
Le cronache di questi giorni raccontano una Grecia in ginocchio, con una moltitudine di imprese che falliscono quotidianamente, l'impennata della disoccupazione al 20% ed il dramma di tanti lavoratori che non percepiscono più lo stipendio o devono accettare di riceverlo a rate.
Molte famiglie sono costrette a rinunciare al riscaldamento delle abitazioni, mentre un gran numero di negozi del centro di Atene, o hanno chiuso, o stanno liquidando tutto a prezzi stracciati.
Tra i greci, non si capisce se prevalga più un senso d'incredulità per una catastrofe che fino a pochi anni fa ritenevano inimmaginabile, o la disperazione per un presente difficilissimo ed un futuro probabilmente ancora peggiore.
Nel 2004, solo sette anni fa, il mondo guardava con ammirazione gli atleti sfidarsi tra i monumenti di Atene nella XXVIII edizione dei Giochi Olimpici estivi.
Oggi, molti ateniesi si affannano sui cassonetti della spazzatura, contendendo ai profughi gli scarti dei più fortunati.
Sui motivi della crisi della Grecia, sarà ben difficile si arrivi ad una risposta completamente convincente. C'è chi la imputa all'aver vissuto al di sopra delle proprie possibilità grazie ad un circolo vizioso tra indebitamento e regalie generalizzate della politica e chi punta il dito contro la speculazione dei grandi gruppi finanziari e contro la Germania. C'è chi parla di una crisi fisiologica dovuta alla globalizzazione ed al riequilibrio delle ricchezze con i nuovi colossi Cina e India, e c'è chi se la prende soprattutto col ruolo determinante svolto da clientelismo e corruzione dei politici greci.
Quali che siano le cause, la Grecia oggi ha un debito pubblico che il governo tenta di inseguire senza mai acciuffare.
Entro un mese, il governo dovrà recuperare un nuovo, ennesimo buco di bilancio: tre miliardi di euro. E su pressione di Unione Europea e FMI, il governo sarà obbligato a licenziare, d'un colpo, altri 150'000 dipendenti pubblici ed a ridurre gli stipendi a tutti gli altri.

Stanno uccidendo i greci

Fonte:http://crisis.blogosfere.it/2011/12/stanno-uccidendo-i-greci.html

Stanno uccidendo i greci

 

In Grecia ci sono già bambini che hanno fame, e malati che non hanno medicine. A pochi mesi dall'inizio della crisi, a pochi chilometri dalle nostre coste.
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Quando ho letto questa notizia pensavo fosse l'esagerazione di qualche blog catastrofista, tanto mi sembrava incredibile.
Invece è l'ANSA. Vi riporto qualche estratto:
Parlando con il sito online Newsit.gr, la donna ha affermato che nelle ultime settimane "sono stati registrati circa 200 casi di neonati denutriti perche' i loro genitori non sono in grado di alimentarli come si deve", mentre gli insegnanti delle scuole intorno all'istituto da lei diretto fanno la fila per prendere un piatto di cibo per i loro alunni che non hanno da mangiare. Il ministero della Pubblica Istruzione, che in un primo momento aveva definito la denuncia come "propaganda", si e' visto costretto a riconoscere la gravita' del problema.
Come hanno detto alcuni insegnanti al quotidiano To Vima, il problema di denutrizione esiste e viene individuato piu' facilmente nelle scuole a pieno tempo: "Molti ragazzi vengono in classe senza il pranzo e dicono di averlo dimenticato a casa perche' si vergognano di dire la verita'". E non mancano nemmeno i casi di pazienti che, dopo essere guariti, non vogliono lasciare l'ospedale perche' non hanno dove andare a dormire.
Stanno uccidendo i greci, e non solo con la fame. L'Unità, qualche settimana fa:
I ricoveri nelle strutture private sono crollati del 30% tra il 2009 e il 2010, mente quelli negli ospedali pubblici sono aumentati del 24%. Contemporaneamente, gli ospedali pubblici hanno subito tagli per il 40% del loro budget, molti lavoratori sono stati licenziati e quindi il personale è carente. Le code per una visita o per un ricovero sono diventate lunghissime, tanto da scoraggiare i pazienti e da alimentare il sistema delle bustarelle elargite a medici e infermieri.
Inoltre, cominciano a scarseggiare alcuni medicinali. Molte ditte farmaceutiche hanno infatti deciso di sospendere l'approvvigionamento di farmaci agli ospedali greci perché le fatture non venivano pagate da anni. Un esponente della Roche ha dichiarato sempre al Wall Street Journal che il gruppo svizzero ha interrotto la fornitura di alcuni farmaci anticancro, Novo Nordisk ha smesso di mandare insulina e Leo Pharma non spedisce più un farmaco anticoagulante e uno contro la psoriasi.
Questo blog si occupa di Grecia da tempo. Nel dicembre 2008, tre anni fa, sapevamo già che i greci sarebbero stati "i primi". E Pietro cominciò a seguire da vicino la Grecia nel gennaio 2010, due anni fa. Malgrado ciò, sono stupita dalla rapidità con cui la situazione si sta deteriorando. Non possiamo fare altro che assistere inorriditi alla tragedia che si consuma a poche ore di navigazione dalle nostre coste, con la sempre più ineluttabile consapevolezza che i prossimi saremo noi.

Crisi Grecia: criminali, ci vuole un'altra Norimberga

Fonte:http://crisis.blogosfere.it/2012/02/crisi-grecia-criminali-ci-vuole-unaltra-norimberga.html

Crisi Grecia: criminali, ci vuole un'altra Norimberga

 

Io invoco un'altra Norimberga per i responsabili di questo crimine contro l'umanità. Tutti sotto processo: banchieri, finanza, politici corrotti, il Fondo Monetario, la UE, la BCE, e gli psicopatici che "ancora non basta".
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Non posso credere che costoro la passeranno liscia.
Quello che sta succedendo alla Grecia, anzi quello che le stanno facendo, è un crimine contro l'umanità. No, non voglio sentire dotte disquisizioni sul debito, sulle leggi della comunità europea, sulle speculazioni sui debiti sovrani e altre chiacchiere che andiamo facendo da mesi.
Stavolta voglio solo esprimere lo sgomento che provo, e che tanti altri come me provano, nell'assistere al deliberato e cinico massacro di una nazione. Manovre su manovre, tagli su tagli, e non basta ancora. Non basta mai. I giovani sono tutti disoccupati, i vecchi con tre dracme di pensione, i padri di famiglia sbattuti in mezzo alla strada, la gente in fila alla Caritas, e non basta, non basta. Devono tirar fuori altri quattrini, devono pagare pagare pagare ancora.

C'è un limite a questo obbrobrio? Cosa vogliono d'altro? Il Partenone, le isole, il figlio primogenito, cos'altro devono cedere?
Il mondo intero assiste con orrore a tale scempio, i cittadini europei anche, seppur frugandosi le parti basse e augurandosi che dopo non tocchi a loro. C'è la sensazione che si stia verificando un sacrificio umano, con la speranza di riuscire a placare la fame degli dei.
Non si placano mica, però. Difficilmente lo faranno: il buco che devono riempire è più profondo di quanto noi tutti abbiamo da dare, anche raschiando il fondo del barile. Non trascorrerà molto tempo che vedremo i greci cominciare a morire di fame o per mancanza di cure mediche, o per delinquenza e rivolte, e chi sarà ad averli sulla coscienza?
Io invoco un'altra Norimberga per i responsabili di questo crimine contro l'umanità. Voglio che siano portati tutti sotto processo: banchieri, finanza, politici corrotti, il Fondo Monetario, la UE, la BCE, e tutti gli psicopatici che almeno una volta hanno detto della Grecia "ancora non basta".
E noi smettiamola di giustificare ogni nefandezza col "così semparano". Cosa siamo diventati? Erano riusciti a convincere la gente che anche gli ebrei se lo meritavano, sapete. Anche i pellerossa. Anche gli africani deportati sulle navi negriere. La mentalità dell'epoca pensava che "se lo meritassero". Vogliamo anche per noi il medesimo implacabile giudizio della Storia?

Finiranno alla sbarra, ne sono sicura. Non sarà oggi o domani, ma prima o poi la pagheranno per quel che stanno facendo. Non appena il mondo rinsavirà, non appena tutti noi finalmente rinsaviremo.

Foto - Wikipedia (Processo di Norimberga)


Crisi Grecia: le banche scappano con camion di contante

Fonte:http://crisis.blogosfere.it/2012/09/crisi-grecia-le-banche-scappano-con-camion-di-contante.html

Crisi Grecia: le banche scappano con camion di contante

La Grecia è sull'orlo dell'uscita dall'euro, e le banche scappano portando via tonnellate di contante. Intanto in Alaska...

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Sembra una di quelle notizie catastrofiste, allarmiste, con scarso fondamento, che ispirano i commentatori ad invocare "Le fonti? Le fonti?". Beh, la fonte stavolta è RaiNews24 che cita il New York Times. Ecco qua:

Le aziende americane si stanno preparando per quello che tempo fa era impensabile: al fatto che la Grecia possa essere presto costretta a lasciare l'eurozona. (...) Le filiali di Bank America e  Merrill Lynch stanno preparando piani per riempiere camion di contante da mandare fuori da confini della Grecia.
Heirner Leistein, della Boston Consulting Group di Colonia che, come altre societa' di analisti, ha stimato che l'annuncio di un eventuale uscita dall'euro di Atene potrebbe avvenire di venerdì notte, quando i mercati globali sono
chiusi.
Uh beh. Le banche scappano dalla Grecia portandosi via camion pieni di contante (si, quello che noi invece non possiamo usare perché è peccaminoso), e probabilmente lasciando sguarniti di contante gli sportelli greci e di conseguenza i cittadini del Paese. A cui toccherà un corralito, ovvero la limitazione dei prelievi: d'altronde voci di corridoio narrano che già quest'estate i cittadini greci riscontravano grosse difficoltà a prelevare contanti dai bancomat.  (foto:infophoto)
Insomma, malgrado i proclami dei leader europei, si stanno preparando tutti all'uscita della Grecia dall'euro e al ritorno alla dracma o quel che sarà. D'altronde, noi fessi preferiamo credere alle tranquillizzanti promesse, ma banche e imprese internazionali non sono così sprovvedute da aspettare e lasciarsi cogliere impreparate.
Intanto, sempre per la serie "notizie catastrofiche incredibili", ne arriva un'altra dall'Alaska. La fonte è Bloomberg-Business Week, quindi non prendetevela con me. Il governatore dello Stato USA più a nord ha deciso di creare enormi capannoni per lo stoccaggio di cibo per la popolazione. Lo stoccaggio comincerà a dicembre, e l'obiettivo è avere alimenti di scorta per sfamare almeno 40 mila persone. Il motivo? Potrebbero accadere catastrofi quali terremoti o eruzioni vulcaniche, e l'Alaska si trova in una posizione fragile in quanto lontana dai rifornimenti.
Chissà come mai il governatore se ne è accorto solo ora. Eppure, la cartina geografica è la stessa da diverse migliaia di anni.
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Europa: sì, è questo il nome del nostro nemico

Fonte:http://crisis.blogosfere.it/2012/11/europa-si-e-questo-il-nome-del-nostro-nemico.html

Europa: sì, è questo il nome del nostro nemico

 L'Europa mette lo stop al governo spagnolo, che vuole salvare i suoi cittadini da un destino da homeless voluto da banche ed EU. Ora sappiamo chi è il nemico.

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 Leggo con piacere il titolone sul Fatto Quotidiano:
Spagna, Rajoy interviene sui senzatetto. A loro le case delle banche nazionalizzate.


Il colpo di coda di uno dei governi succubi e sottomessi. 400 mila sono finora le famiglie spagnole sbattute in mezzo alla strada dalle banche perché non riescono più a pagare il mutuo, storie che avevamo già visto accadere in Argentina e negli Stati Uniti nel 2008-2010. Ma il governo spagnolo ha intenzione di non lasciar cadere i propri cittadini nel buco nero dell'indigenza e del dormire in macchina, e così ecco il felice provvedimento.
Letto l'articolo, clicco poi sul racconto di una giornalista spagnola che descrive ai lettori la sua odissea di sfrattata. Un pezzo "di colore", da cui mi aspetto uno sguardo sulla società spagnola, insomma non certo la brutale notizia che arriva nell'ultimo paragrafo:
Il governo ha annunciato inoltre la creazione di un fondo sociale di abitazioni - immobili pignorati dalle banche per insolvenza - da affittare a prezzi bassi per cittadini senza fissa dimora. Ma subito dopo l'annuncio è arrivato l'altolà da Bruxelles: per qualsiasi nuova regolamentazione nel settore finanziario bisogna consultare i tecnici della Commissione e la Banca centrale europea. (Conferma su ElMundo qui)
Non appena gli avvoltoi si sono accorti che in uno dei Paesi controllati si sta disobbedendo, ovvero prendendo provvedimenti che tamponano l'impoverimento generalizzato della popolazione, ecco arrivare l'altolà. Oltretutto lo stop ha anche poco senso nel difendere gli interessi delle banche, visto che gli appartamenti pignorati restano chiusi e invenduti perché non li compra nessuno.
E' un intervento vòlto quindi esclusivamente a schiacciare la sovranità della Spagna, e la capacità del suo governo di difendere i cittadini dalla completa disperazione.

Ne concludo quindi che l'Europa è il nostro nemico. Chiunque sostenga ancora che l'Europa "è un sogno", "una comunità", e che "vada difesa", sta lavorando per il nemico, e per mettere in ginocchio me, la mia famiglia e il mio Paese. Ricordatevelo anche voi, quando fessi e contenti vi guardate i bei faccia a faccia per le primarie.
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Economia reale: ora i soldi degli italiani bypassano le banche

Fonte:http://crisis.blogosfere.it/2012/08/economia-reale-ora-i-soldi-degli-italiani-bypassano-le-banche.html

Economia reale: ora i soldi degli italiani bypassano le banche

 

Novità: i risparmiatori italiani tolgono i soldi dalle banche, e li riversano nelle piccole aziende di amici e parenti. E le banche? Per niente contente.
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Altre rivelazioni sconcertanti, ma in un certo senso molto positive, mi arrivano da insider di istituti finanziari (no, non il cuggino che fa il cassiere in filiale).
Sembra che i soldi degli italiani stiano bypassando gli istituti bancari. I risparmiatori tolgono i loro risparmi dagli investimenti tradizionali -mercato borsistico, immobili, o bond di qualsiasi Paese- e... li prestano direttamente alle aziende italiane in difficoltà.   (foto:infophoto)
Funziona così: l'amico con la piccola impresa o il laboratorio artigiano si lamenta delle difficoltà ad ottenere fiducia dalla banca, anche se la sua azienda è produttiva e ha ordinativi. L'amico col gruzzoletto da parte, che non sa più dove diamine investire i suoi soldi, si convince della bontà delle argomentazioni e si offre di intervenire al posto della banca.
Siccome è vietata ai privati l'attività finanziaria, i due si recano dal notaio ed il primo cede al secondo una piccola quota dell'azienda, l'1 o il 2%, in cambio dell'investimento.
Attenzione: non si tratta di usurai o mafiosi che cercano di impadronirsi delle aziende, ma a quel che mi dicono di accordi onesti fatti tra parenti, amici e conoscenti. Entrambe le parti hanno da guadagnare: le aziende ricevono l'agognato denaro liquido, e i risparmiatori rischiano volentieri per un'attività "concreta", invece che in fumose e oggi ancora più rischiose operazioni finanziarie. La scarsa simpatia (eufemismo) di tutti verso le banche contribuisce a convincerli.
Sembra che la cosa si stia diffondendo a macchia d'olio. Enormi quantità di denaro, frutto degli ancora consistenti risparmi degli italiani, si stanno riversando nelle piccole imprese di amici e parenti senza che le banche siano minimamente coinvolte: economia reale che aiuta economia reale.
L'insider finanziario con cui ho parlato, era invece per niente contento della piega che sta prendendo la faccenda.
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Cipro bank run: cliente si presenta allo sportello col bulldozer (video)

Fonte:http://crisis.blogosfere.it/2013/03/cipro-banche-assalto-allo-sportello-col-bulldozer.html

Cipro bank run: cliente si presenta allo sportello col bulldozer (video)

Corsa ai prelievi, sportelli che chiudono: ciprioti, greci e passanti cercano di sfuggire alla morsa implacabile delle sanguisughe europee.

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Brutta storia quella che sta accadendo a Cipro. Avrebbe meritato titoloni ma la nostra imparziale stampa (quella delle "domande scomode") ha preferito mettere la solita sordina. Forse avete sentito qualcosa: il governo cipriota ha annunciato un prelievo forzoso sui conti correnti dei cittadini, pari a circa 10% per chi ha un saldo superiore ai 100mila euro e quasi il 7% per chi ha un saldo inferiore. Tutto ciò è frutto di un accordo dei soliti generosi Ministri delle Finanze UE, che prestano 10 miliardi a patto che i ciprioti ne regàlino, nolenti, altri 5.

Ciprioti, e non solo: nelle banche di Cipro giacciono un sacco di soldi russi, ed è proprio a loro che pare indirizzata la parte più sostanziosa dello scherzetto. Cipro è da tempo crocevia di business per facoltosi russi e milionari arabi, e sia mai che l'Europa si lasci scappare l'occasione di rapinare anche i passanti. E tra i passanti pare ci siano pure molti sfigatissimi greci, che avevano trasferito qualche risparmio proprio a Cipro nella speranza di sfangarla, ma che ora sono stati inseguiti fin qui dall'implacabile idrovora europea.
In ogni caso, tale annuncio ha causato una corsa ai prelievi ai bancomat, e una corsa agli sportelli presso le banche cooperative che sono aperte anche di sabato. Inutile dire che davanti a tale assalto le banche sono state costrette a compiere la manovra più temuta da tutti i mercati: chiudere gli sportelli in faccia ai clienti. Le proteste si sono fatte sentire, le lunghe code in strada anche, come accadeva 12 anni fa in Argentina ai tempi del corralito (il limite ai prelievi). Un cittadino, particolarmente infuriato, si è presentato davanti alle porte chiuse alla guida del suo bulldozer.



La paura è che la situazione degeneri. La paura maggiore, è ancora quella del contagio. Ci si affretta a rassicurare i cittadini europei (oltre a cercare di tenerli all'oscuro) sostenendo che Cipro è un"caso speciale" proprio per il suo sistema bancario ipertrofico, ma la verità non si può nascondere: in Europa stiamo assistendo al primo bank run. E non è facile credere che sarà l'ultimo.
(Grazie ad A. Mazzalai per la segnalazione)
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Cipro "sequestra" i conti in vista del prelievo. Meglio il mattone

Fonte:http://www.mainfatti.it/UE/Cipro-sequestra-i-conti-in-vista-del-prelievo-Meglio-il-mattone_048707033.htm

Cipro "sequestra" i conti in vista del prelievo. Meglio il mattone

Cipro blocca i conti correnti in vista del prelievo forzoso stabilito in cambio del salvataggio dell'isola. Ma tale decisione comincia a far preoccupare diversi osservatori, visto che crea un pericoloso precedente. Tanto che qualcuno comincia già a riscoprire la bellezza del mattone.

Cipro blocca tutti i conti correnti delle banche dell'isola, comprese le transazioni, in vista del prelievo forzoso del 6,75% per i depositi inferiori a 100.000 euro e del 9,9% per quelli oltre tale cifra . Il dibattito e la votazione sul prelievo dai depositi bancari delle banche cipriote verrà discusso lunedì pomeriggio. Il prelievo dai conti correnti arriva a monte dell'approvazione, da parte della "troika" UE - BCE - FMI, del piano di salvataggio di Cipro, che ammonta a 10 miliardi di euro. I soldi che Cipro preleverà direttamente dai depositi bancari dovrebbe servire per la ricapitalizzazione delle banche nazionali, in crisi dopo aver appoggiato il piano di aiuti per la Grecia. "Ci sono due scelte: la prima è un voto a favore del prelievo dai conti correnti che consentirà al Paese di evitare un default disordinato; oppure c'è il rifiuto, che ci farà affrontare una bancarotta disordinata con tutto ciò che questo comporta" ha affermato Averof Neophytou, del Democratic Rally of Cyprus (DISY). Naturalmente, dopo che la notizia si è diffusa, c'è stata una corsa agli sportelli delle banche di Cipro per cercare di ritirare quanti più soldi possibili oppure chiudere direttamente il conto corrente. Ma i soldi dei correntisti sono temporaneamente "sequestrati", visto che la Banca Centrale di Cipro ha dato disposizione a tutti gli istituti di credito dell'isola di bloccare i trasferimenti di denaro e i pagamenti dei loro clienti. Le banche, inoltre, non solo rimarranno chiuse lunedì 18 marzo per una festività (l'equivalente ortodosso del Mercoledì delle Ceneri cattolico) ma a quanto pare non apriranno i battenti nemmeno martedì 19 marzo, giorno in cui dovrebbe avvenire "l'esproprio". Non solo i depositanti ciprioti sono in agitazione. Le banche di Cipro, infatti, sono "ricche" di correntisti stranieri, soprattutto russi, tanto che qualcuno stima che le banche cipriote custodiscano un patrimonio pari otto volte a quello del Paese. Situazione che spinge molti Paesi dell'Europa, ed in particolare la Germania, a pensare che la banche di Cipro siano come delle "lavanderie per ripulire il denaro sporco russo", come scrive la CBS News. "Ora la fiducia verso Cipro come un luogo in cui è conveniente mantenere il proprio denaro sarà compromessa" riflette infatti Anatoly Aksakov, presidente dell'Association of Regional Banks of Russia, come riporta l'agenzia di stampa Interfax. Diversi commentatori osservano che questa è la prima volta che si decide di prelevare forzosamente dei soldi dai conti correnti per finanziare un piano di salvataggio, facendo notare come la risposta dell'UE a tale decisione non sia affatto soddisfacente. L'Unione Europea assicura infatti che questa è "una situazione unica", ma già qualche analista ricorda come fosse unico anche il salvataggio della Grecia, e poi il salvataggio dell'Irlanda e del Portogallo, ed infine come fosse unico anche il piano di salvataggio delle banche spagnole. La mossa di andare ad "attaccare" i conti correnti rischia infatti di mettere a repentaglio la già fragile economia europea, perché la situazione che si sta creando a Cipro è un pericoloso precedente. Precendete che oltretutto l'Italia ha già sperimentato nel 1992 (quando si dice essere dei precursori), quando il governo Amato approvò un decreto-legge che sanciva il prelievo forzoso del 6 per mille dai conti correnti bancari per un "interesse di straordinario rilievo" in relazione a "una situazione di drammatica emergenza della finanza pubblica". Ecco perché, nonostante lo spauracchio della patrimoniale, c'è chi ultimamente sta rispolverando l'investimento sul mattone, visto che difficilmente un qualsiasi governo verrà a "congelare" il muro portante di una casa. 

Friday, March 8, 2013

La ribellione ad Equitalia aumenta ed i banchieri si “cautelano”

La ribellione ad Equitalia aumenta ed i banchieri si “cautelano”

mercoledì, maggio 16, 2012

Fonte: http://cogitoergo.it/?p=14494



Mentre spuntano qua e là scritte “violente” (scrivere su un bandone è considerato violento dalla stampa, sbattere la gente fuori casa per debiti irrisori gravati da tassi usurai no), attacchi con petardi e molotov, “pacchi bomba” che non graffiano nemmeno il marciapiede alle sedi di Equitalia, la protesta si alza contro i vampiri di stato (ecco come operano gli strozzini di stato due esempi su Free Onda Revolution).
Strumentalizzando l’innoqua forma di protesta, gli impiegati si sono lagnati di una mancanza di protezione nei loro confronti, dimenticando che le sagome impiccate si riferiscono ai morti che loro causano, in quanto esecutori dell’usura.
Mestre murano una sede di Equitalia, vediamo se gli impiegati comprendono cosa significhi non avere più un luogo dove andare (anche se lì svolgerebbero il loro pregiato lavoro).
A Napoli le forze del disordine si scatenano contro il gruppo Realtà che ha bloccato a lungo l’attività degli aguzzini di stato.
Proseguono i suicidi, Arcangelo Arpino, 63 anni,  in una lettera accusa pesantemente Equitalia, a Viterbo un imprenditore di 70 anni minaccia di uccidersi e di portare all’altro mondo con se qualche impiegato delle “Agenzie delle Entrate”, è stato arrestato.
Forse anche lui, come l’insegnante precario di Ravenna che accoltella un passante a caso, ha visto nelle patrie galere l’unica chance per sopravvivere. Forse l’insegnante era un viziato abbiente insoddisfatto della sua lauta pensione di 450 euri mensili.
Giovanni Vancheri, idraulico di 54 anni non lavorava ma le bollette
arrivavano lo stesso, non si fermano se sei disoccupato, lo stato è con gli aguzzini e se non “servi” più al mantenimento dei parassiti politici e bancari è meglio che ti levi di mezzo, questo è il messaggio delle nostre civili istituzioni che chiedono rispetto.
Due tentati suicidi, un uomo di 50 anni a Porto Torres, disoccupato con moglie e tre figli, ed un altroimprenditore di 73 anni a Torino è in fin di vita dopo essersi sparato.
Negozianti che scendono in strada contro i tecnici a Torino, a Roma un corteo contro la modifica dell’art 18, ormai inutile vista la riforma approvata, ma comodo per far campagna elettorale.
Qual’è la risposta di questo civile stato che chiede tanto rispetto, sacrifici e comprensione?
La Cgil esprime solidarietà verso i lavoratori di Equitalia, che considera veri servitori dello Stato. Che ne è dei lavoratori, precari, disoccupati ed imprenditori vessati i cui beni vengono coattivamente liquidati per “servire” lo stato?
E’ evidente che la Cgil intende fomentare una guerra tra poveri, tra lavoratori “utili” ed altri da spremere e poi buttare.
Di fronte  a tanta insofferenza, come Bersani (che è preoccupato per il sistema non per i cittadini), Monti  e Passera stessi riconoscono, l’intenzione è quella di proseguire indomiti nella macelleria sociale. Consci che questo intendimento potrebbe esasperare un popolo allo stremo, tirano fuori la strategia della tensione, nominando De Gennaro ai servizi (per l’usura?).
Monti parla stizzito di chi ci ha condotto a questa crisi, riferendosi ai governi precedenti, escludendo però il ruolo delle banche, della Ue, dell’euro, delle privatizzazioni e liberalizzazioni fatte per il Mercato. E’ solo colpa dei governi, il che è vero, ma proprio perché con i propri comitati d’affari hanno obbedito, essendo loro fantocci, a quella finanza ed a quei poteri forti che Monti rappresenta. Si sente offeso da questa mancanza di fiducia nella sua opera di risanamento, insomma dobbiamo continuare a spogliarci dei nostri averi, del nostro futuro suicidarci e zitti.
Iceberg Finanza, in questo lucido articolo, è stato l’unico blog a considerare colpevole la finanza di aver strozzato l’economia.
Equitalia chiede di non scaricare la colpa su di loro, bene, ci dicano come e con chi esattamente dovremmo prendercela quando, senza avvisare, mettono la nostra casa all’asta o pignorano d’ufficio la pensione o il reddito.
Troppo comodo fare i picciotti e dire di prendersela con il boss.


I golpisti banchieri al governo ora giocano due carte:
- la sempre comoda e funzionale strategia della tensione
- la negazione dei suicidi, operazione per la quale si trovano sempre esperti in statistica che rimescolano dati al fine di decretare quanto vuole il padrone e sociologi pronti a svolgere il ruolo di pompieri  per non aumentare l’antipatia verso gli esattori...


Lo abbiamo visto tutti, il Rettore in crisi. 
  Mr. Monti, da qualche settimana in qua, non è più “l’uomo sobrio”, l’algido Inviato dal Cielo, il Delegato dei Signori del denaro “sicuro di far uscire l’Italia dalla bancarotta” a colpi di fame e miseria per i sudditi e di ricchi profitti per gli usurai.
Si aggira con il naso in giù, sussurra ridicole teorie all’acqua calda con qualche, mormora con i suoi pari il suo sconforto sullo “stato dell’opera” in panne.
Sentendo tremare la terra ai suoi piedi, gli unici sussulti di decisionismo riguardano ormai improbabili negoziati con la Merkel per ottenere una qualche modifica a quel patto leonino di cessione della sovranità nazionale a Bruxelles da lui già sottoscritto e che condanna l’Italia al perpetuo sottosviluppo. E, naturalmente, le obbligatorie assicurazioni, ai padroni d’Occidente, sul ruolo italiano di ascari al servizio delle guerre di conquista atlantiche: contro Serbia, Afghanistan, Iraq, Libano, Libia e, in fieri, Siria.
Per il resto, si sente trascinato verso quella terra di nessuno che di solito è l’ultima ridotta dei governanti in crisi.
E’ un fatto. Quotidianamente è lo stesso consenso dell’oligarchia a perdere i pezzi. I partiti che lo sorreggono sono in palese fibrillazione: la recente bastonatura elettorale ha fatto loro capire che è tempo di prendere le distanze da un Rettore imposto dalla finanza internazionale, dall’Europa delle banche e dei bund.
La montante protesta popolare contro lo strangolamento da tasse, contro i tagli allo stato sociale, al lavoro, alle pensioni, all’assistenza e ai servizi di tutti, contro la cessione dei residui beni strategici fondamentali a predatori e speculatori (dall’acqua al gas, al petrolio, all’elettricità, alla meccanica di precisione), crescita esponenziale dei suicidi di imprenditori, lo preoccupano.
E lo preoccupano anche i “populisti” – così ci taccia – come noi: le tante voci di protesta che pesano e denunciano un nefasto governo della miseria paravento del sistema affamatore dei popoli.


Molto. E’ evidente. Gli si legge sulla sua stessa faccia.


Ecco allora, come per incanto, sorgere “spontaneamente” in Italia, un revival di terrorismo. Una gambizzazione a Genova, desueti comunicati delle Brigate Rosse qui, “attentati” non firmati (ma “rivendicati” da sempre-pronti anonimi anarchici), grida e vesti stracciate – dal Quirinale giù giù fino ai gabinetti pubblici di ogni città – sul “dilagare del fascismo” (così tanto per irreggimentare anche Grillo &?C.).
Ecco, allora, il varo di misure di contrasto. Le uniche “felicemente” testate (anche in Italia, con l’atroce strategia della tensione e della guerra civile tra giovani degli Anni Settanta). Su più direttrici. Far tacere la protesta, o istituzionalizzarla, come riuscito in parte con i “Forconi” e già di massima con i “grillini” o – nel caso che ci riguarda come quotidiano di battaglia – esorcizzarla, tagliarne le possibilità di vita. Silenziarla con la grancassa dei mezzi di (dis)informazione di massa alzati a tutto volume.
Il tutto delegando, toh, Giuseppe De Gennaro, il Questurino per antonomasia, alla guida, come sottosegretario alla (sua) Presidenza a quella che nella lingua dei suoi padroni si chiama “intelligence”. Un uomo della “Sicurezza” gradito bipartigianamente: da D’Alema a Maroni, a Berlusconi e allo stesso premier.
Da ieri è di De Gennaro – quello del G8 di Genova, per intenderci – ogni responsabilità diretta dei servizi segreti per l’estero e per l’interno, (Dis, Aise e Aisi): con un mandato eccezionale, da Stato Totalitario, da Kgb a Sichereit Dienst. Riferirà le cose “vere” soltanto al presidente del Consiglio, a Monti, e, su proprio progetto o su indicazione di questi, metterà in moto le azioni dei servizi. L’unico impegno “formale” sarà quello di partecipare – e non certo quello di riferire l’irriferibile! – alla scatola vuota del Cisr, il Comitato Interministeriale per la Sicurezza della Repubblica.
Astuto, Mr. Monti, vero? Poco e anti democratico di sicuro, ma ideatore di una mossa “efficiente”.
Un’altra stagione di sangue per l’Italia per acquetare la protesta contro il governo della miseria? E’ il nostro sospetto.

Ugo Gaudenzi

EL IMPERIO DEL VATICANO

EL IMPERIO DEL VATICANO  

El Banco del Vaticano es el principal accionista de la mayor industria de armamentos en el mundo 



 
  Tal vez pocas personas saben que la fábrica de armas Pietro Beretta Ltda. (la mayor industria de armamentos en el mundo) y que es controlada por el Holding SpA Beretta y el accionista mayoritario de la Beretta Holding SpA después de Gussalli Ugo Beretta, es el IOR (Instituto para las Obras de Religión [comúnmente conocido como Banco del Vaticano]) institución privada, fundada en 1942 por El Papa Pío XII y con sede en la Ciudad del Vaticano.
La historia es la siguiente, detrás de todo esto es la siguiente:
Roma no se hizo en un día, el Vaticano tampoco, y menos su actual opulencia. Tiene sus raíces en el siglo IV de la era cristiana, que es cuando el emperador Constantino se convirtió al cristianismo y puso a disposición del Papa Silvestre I una colosal fortuna, de hecho lo transformo en el 1er Papa rico de la historia. 


La iglesia católica es la única organización religiosa del mundo que tiene como cuartel general un estado independiente: La ciudad del Vaticano. Con sus 2 Km2 de superficie el Vaticano es mucho mas pequeño que muchos campos de golf del mundo; Y para recorrerlo sin prisa no se necesita mucho mas de una hora; Contar sus riquezas, sin embargo, llevaría bastante mas tiempo.
La moderna opulencia del Vaticano se basa en la generosidad de Benito Mussolini, quien gracias a la firma del tratado de Letran entre su gobierno y el del Vaticano, otorgo a la iglesia católica una serie de garantías y medidas de protección. La “Santa Sede” consiguió que la reconocieran como un estado soberano, se beneficio de la exención impositiva de sus bienes como en beneficio de sus ciudadanos, tampoco tenían que pagar derechos arancelarios por lo que importaran del extranjero. Se le concedió la inmunidad diplomática y sus diplomáticos empezaron a gozar de pos-privilegios de la profesión, al igual que los diplomáticos extranjeros acreditados ante la Santa Sede. Mussolini se comprometió a introducir la enseñanza de la religión católica en todas las escuelas del país y dejo la institución del matrimonio bajo el patronazgo de las leyes canónicas, que no admitían el divorcio. Los beneficios que recibió el vaticano fueron enormes entre ellos los beneficios fiscales, fueron preponderantes.
En 1933, el Vaticano volvió a demostrar su habilidad al entablar lucrativos negocios con los gobiernos fascistas. Al concordato de 1929, firmado con Mussolini, le siguió otro entre la Santa Sede y el 3er Reich de Hitler. El gestor Francesco Pacelli fue una de las figuras clave del pacto con Mussolini; Su hermano el cardenal Eugenio Pacelli, futuro Papa Pio XII fue el encargado de negociar como Secretario de Estado Vaticano, la firma del tratado con la Alemania de Hitler. Pío XII conocía bien Alemania. Fue nuncio en Berlín durante la Primera Guerra Mundial y, luego, como Secretario de Estado de Pío XI, tuvo numerosas intervenciones ante el rumbo que estaba tomando la política alemana. En calidad de tal, intervino decisivamente en la encíclica de Pío XI, conocida como «Mit brennender Sorge»(que puede traducirse «Con ardiente preocupación»). La iniciativa de la encíclica partió, contrariamente a lo que se cree, de los obispos alemanes, el primer borrador fue redactado en Roma por el Cardenal Faulhaber. El entonces Cardenal Pacelli, que dominaba el alemán, le dio forma definitiva, presentada a Pío XI, fue firmada y publicada.A pesar de la constante y gran presión mundial, el Papa Pio XII siempre se negó a excomulgar a Hitler y a Mussolini, su pontificado se caracterizo por adoptar una falsa pose de neutralidad. Cuando los Nazis invadieron Polonia, Pio XII se negó a condenar la invasión; Una de las mayores ventajas que obtendría el Vaticano del muy lucrativo acuerdo que mantenía con Hitler era la confirmación del Kirchensteuer, o sea un impuesto eclesiástico; Se trata de un impuesto estatal que aun hoy día deben pagar los creyentes alemanes, y que solo pueden eludir si renuncian a su religión. En la práctica, son muy pocos los que renuncian a ella. Este impuesto representa por si solo entre el 8 y el 10 % del total impositivo que recauda el gobierno Alemán.  



FINANCIACIÓN DE LA IGLESIA: DISTINTOS MODELOS 

 
- Pueden explicarme, de modo sencillo, ¿cómo se financia la Iglesia nuestra en EE.UU, en relación con el Estado naturalmente? ¿Cómo en Francia? de igual modo, y, si es posible, la relación con España, referente no al cuanto sino al cómo.

En todo el mundo existen diferentes soluciones nacionales a la financiación de la iglesia. En Finlandia, Suecia, Dinamarca, Alemania y Suiza, los miembros de cada una de las confesiones pagan una parte de sus impuestos a iglesia. Sin embargo, en países como Noruega, Luxemburgo y Bélgica, la iglesia es financiada por el presupuesto estatal. En Austria, las iglesias católica y luterana tienen un sistema basado en aportaciones de sus miembros. En los países ortodoxos de Europa del Este la Iglesia se financia mediante la recaudación de las tasas por los servicios a sus fieles. En los EE.UU. por las donaciones de particulares que les dan el derecho a la deducción de impuestos personales.
La financiación de las iglesias varía en función de cómo es la relación entre el Estado y la Iglesia y según la relación establecida entre ambos se establecen distintas opciones. Esto supone desde una financiación completa por parte del Estado hasta la separación completa de ambos. Así, hay diferentes relaciones entre la Iglesia y el Estado y por tanto diferentes formas de financiación existentes.
Algunos ejemplos de diferentes formas de financiación son:
- Directamente por el Estado se financia la Iglesia en países como Noruega, Grecia, Italia. Luxemburgo, Bélgica.

- Impuesto eclesiástico es un impuesto que grava a los miembros de algunas congregaciones religiosas en Alemania, Dinamarca, Finlandia, Alemania, Islandia, Suecia y algunas partes de Suiza. Es distinto a nuestro porcentaje en la declaración de la renta.

- Mediante un sistema de aportaciones de los propios fieles de la iglesia en Austria.

- Se mantiene mediante las tasas por los servicios en los países del Este.
- Los rendimientos de la iglesia (sus propios recursos, obras, etc.) se utilizan en Portugal y Gran Bretaña.

- Mediante donaciones se basa la financiación en los EE.UU., los Países Bajos, Francia y Rusia. Dichas donaciones a la Iglesia dan derecho a la deducción en el impuesto personal (nuestra declaración anual de la renta).   
 

Las cuentas de la iglesia católica en entredicho 

El Banco del Vaticano, acusado de lavar dinero ilícito  

 El Instituto para las Obras Religiosas (IOR), conocido popularmente como el Banco del Vaticano, está siendo investigado por la Justicia italiana por presunto lavado de dinero ilícito.
IOR, que administra las cuentas de varias órdenes religiosas así como de asociaciones católicas, es una institución de la Iglesia Católica que se beneficia de la extraterritorialidad, ya que se encuentra en la Ciudad del Vaticano y no se rige por las normas financieras vigentes en Italia.
El Instituto estuvo implicado en un escándalo político-financiero en los años 80, por la quiebra en 1982 del Banco Ambrosiano (del cual el Vaticano era un accionista importante) por el peso de una deuda de unos 3.500 millones de dólares (2.853 millones de euros) y un agujero fiscal de 1.400 millones de
dólares (1.141 millones de euros).

Según el diario La Repubblica, diez bancos italianos, entre ellos los poderosos Intesa San Paolo y Unicredit (Milan: UCG.MI - noticias) , están involucrados en el caso.
 El Banco del Vaticano administre a través de cuentas anónimas,identificadas sólo con la sigla IOR, importantes sumas de dinero de oscura procedencia.

Según el diario, en el 2004, "cerca de 180 millones de euros circularon en unos dos años" sin que hayas suministrado la identidad de los autores de la transacción, como exige la ley italiana.
"Se indaga acerca de la posibilidad de que personas con residencia fiscal en Italia utilicen el IOR para esconder delitos como fraude y evasión fiscal", precisa el diario.
"Se trata de cuentas sospechosas", según los fiscales de Roma citados por el diario, quienes podrían solicitar una rogatoria internacional para identificar a las instituciones y personas que se han beneficiado de las operaciones y si a través de ellas se introdujo dinero ilícitamente en Italia. 

Hace menos de un año, IOR designó como presidente a Ettore Gotti Tedeschi, representante entonces en Italia del grupo Santander (Madrid: SAN.MC - noticias) , para remplazar a Angelo Caloia. El banquero Caloia había sido encargado por Juan Pablo II en 1989 de la primera limpieza en el manejo
de las cuentas papales tras el escándalo del Banco Ambrosiano, lo que permitió descubrir las acciones del tristemente célebre monseñor estadounidense Paul Marcinkus, el llamado 'banquero de Dios', fallecido en febrero del 2006.
Cuentas millonarias de fundaciones fantasma, transferencias de dinero sin control y vínculos con mafiosos son algunas de las revelaciones del reciente libro sobre las finanzas de la Santa Sede, escrito por el italiano Gianluigi Nuzzi, con el título 'Vaticano Spa'. - El libro denuncia el 'período post- Marcinkus', la década iniciada tras el escándalo por los negocios turbios entre IOR y el Banco Ambrosiano. 


 LA AUTORIDAD MORAL DE LA IGLESIA CATÓLICA  

 Cultura clerical y pedofilia 




   
Los escándalos vinculados a la pedofilia en la iglesia católica, en un espectacular efecto dominó: el fallecido fundador de la poderosa orden de Los Legionarios de Cristo, Marcel Maciel, en México, que abusaba sexualmente de sus seminaristas; el sacerdote italiano Ruggero Conti, procesado y arrestado por prostitución de menores y violencia sexual continuada sobre siete jóvenes, además de sospechoso de otros delitos sexuales que se remontan a 30 años atrás; el sacerdote Lawrence Murphy, quien abusó sexualmente de 200 niños sordos a su cuidado; el padre Peter Hullerman, que practicaba la pedofilia en Alemania.

Lo que agrava estos dos últimos casos, publicados por The New York Times, es que involucran al Papa actual, Benedicto XVI, quien los habría silenciado. Al punto que, en febrero del 2005, la corte norteamericana envió una orden de comparecencia al prefecto de la congregación para la doctrina de la fe, el entonces cardenal Joseph Ratzinger, por obstrucción de la justicia. Tres meses después fue elegido Papa y las gestiones diplomáticas del Vaticano permitieron que se le otorgara inmunidad diplomática, dado que el Gobierno de Bush no quería hacerse de semejante papa caliente, por así decirlo. Tan importante es no caer en generalizaciones apresuradas, como detenerse a pensar qué significa esta nueva cascada de revelaciones.
La pedofilia es una patología individual, no institucional. Es la historia y el inconsciente de una persona, compelida a pasar al acto, a menudo de manera repetitiva, lo que determina ese comportamiento abusivo y depredador. Pero lo que sí constituye una patología institucional es la recurrencia de actos de encubrimiento que, impunidad mediante, perpetúan violaciones gravísimas de los derechos de los niños. Una organización que se pretende guardiana de la moral, intentando imponernos sus mandatos en cuestiones tan personales como la sexualidad y decisiones tan complejas como el aborto o la anticoncepción, alberga cantidades desproporcionadas de pedófilos que actúan resguardados por la imagen –cada día más resquebrajada– de la superioridad ética de los religiosos.
Por otro lado, es legítimo preguntarse por la recurrencia de casos de pedofilia en el seno de la iglesia, presumiblemente en una proporción mayor a la del resto de la población. A saber que personas que se debaten con esas tendencias que viven como inaceptables, acaso buscan en el celibato de la ordenación un refugio contra conflictos inmanejables.
Pero la pulsión insiste, implacable, y cuando lo reprimido retorna y la trasgresión comienza, se instaura la compulsión de la repetición, que Freud enlazaba con la pulsión de muerte. Luego, cuando la institución se niega a reconocer y sancionar esos crímenes –pecados sería lo de menos– el círculo vicioso comienza a rodar, hipotecando el futuro de tantos niños cuyos gritos de auxilio fueron desoídos. Concluyo citando al padre Thomas Doyle, especialista en abusos sexuales cometidos en el clero:
La cultura clerical debe ser examinada y desmantelada sin temor alguno. Ha causado demasiada destrucción y matado demasiadas almas para ser todavía tolerada por otra generación”.
 




 

EL REINO DE DIOS DENTRO NOSOTROS ESTA 



 
 Hemos sido creados para la búsqueda constante y exploración permanente de nosotros mismos, que no es otra cosa que la búsqueda del Padre Celestial y Arquitecto. La religión no es un compromiso social y colectivo en el que la mayoría acata con sumisión lo que otros pocos deciden como bueno o malo. La verdadera religión es siempre, por definición un hallazgo individual, fruto de mil caídas, errores y éxitos. No acomodéis en la falsa seguridad de las iglesias humanas. Pensemos por nosotros mismos.

Preguntaras con razón: ¿Qué pruebas hay que soy hijo de Dios? ¿Cómo saber que esa chispa divina mora en mí? Tres señales se te darán. La primera se llama Amor. Los animales se hacen gregarios, ciertamente, protegiéndose así de los peligros. Pero, dime, ¿Son altruistas? Sólo un espíritu habitado por la chispa divina puede concebir el altruismo. Sólo un espíritu habitado por el propio Padre Universal es capaz de amar incondicionalmente.
   
La segunda señal se llama sabiduría. Al descubrir que el espíritu se halla tocada por el dedo de Dios, el intelecto humano está en condiciones de aceptar que la naturaleza es siempre bondadosa.
  
 La tercera prueba reside en esa permanente e insaciable necesidad del hombre del hombre de colmar su insatisfacción espiritual. Mirad a los animales. ¿Alguno ha sido capaz de postrarse ante la Divinidad? Sólo el espíritu que ha recibido la chispa puede aspirar a Dios.

Lleváis a Dios en vuestro espíritu y eso os hace inmortales. Estáis obligados a evolucionar y a ser felices. Pero no te engañes: esa experiencia es individual. Sera a través de esa luz divina que Habita en cada uno de nosotros como llegaremos a amar generosamente y espiritualmente. Será por ese don del Padre por el que reconoceréis los valores y la bondad del universo. Sólo de la mano del Padre – a través de ese mensajero que habita en nosotros  –podréis distinguir el bien del mal, lo humano de lo divino, el tiempo de la eternidad y la verdad del error. Los hombres, las religiones humanas y las falsas teologías pueden hacer olvidar temporalmente que esa chispa divina habita en nosotros. Sin embargo, tarde o temprano, el aliento del Padre movilizará nuestras conciencias, haciendo posible el gran descubrimiento. Miremos hacia nuestro interior. Escuchemos la voz sutil del mensajero que se ha instalado en todos nosotros. Él aguarda que despertéis .

Él espera nuestras preguntas. Él es Él es la revelación ¿De qué nos sirve escuchar discursos sobre el amor, la lealtad, la justicia...ect,..? Si no hemos aprendido primero a dialogar con el mensajero celestial que nos habita y que es nuestro por derecho inalienable. Ahí está el gran tesoro. Buscad el mensajero del Padre y el resto se nos dará por añadidura.