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Friday, November 30, 2012

Contro i ladroni di Stato l’evasione fiscale è un dovere morale


FONTE:http://www.lindipendenza.com/ladroni-stato-evasione-fiscale/


Contro i ladroni di Stato l’evasione fiscale è un dovere morale
 
 
 
     di LEONARDO FACCO
 
 
Tre notizie, ieri, mi hanno infastidito: la prima, è che i capigruppo delle varie “gang” politiche che affollano la Camera hanno l’abitudine di bruciare i loro conti, onde evitare che le prove delle loro malefatte possano finire sotto la lente di qualche controllore; la seconda, è che tra i parassiti che imperversano in Parlamento, ce n’è sempre qualcuno che infila un qualche emendamento tra le leggi in discussione per mantenere intatti i privilegi che essi stessi si sono concessi. Stavolta è toccato ai vitalizi dei consiglieri regionali; terzo, che l’inutile “Garante della privacy” (l’ennesimo boiardo di Stato mantenuto coi soldi dei contribuenti) ha dato il via libera all’Agenzia delle Entrate affinché possa ficcanasare a suo piacere i nostri conti correnti.
Nonostante questo, più tutto il pregresso del caso, siamo ancora costretti a subire le prediche di trinariciuti del calibro della Gabanelli e di Santoro, che non perdono occasione per mettere sotto inchiesta l’evasione fiscale, ovvero l’ultimo baluardo di resistenza pacifica – per dirla con le parole di Charles Adams – che rimane ai vessati di questa penisola, sottoposti ad un’infernale pressione contributiva che rasenta, ormai, l’esproprio totale. In Italia, ahimè, lo Stato tassatore e canaglia gode di grandi consensi ed ha assoldato un esercito di locuste improduttive, quelle che – non casualmente – ritengono doveroso ed opportuno aumentare i controlli tributari. Vi sono scherani del Leviatano dappertutto: nelle università, nella “società incivile e clientelare”, nei media, tra le caste varie della politica e della sotto-politica, ma finanche tra quelli che si son messi in testa di fermare il declino. Tutti odiano gli evasori, ma tutti lo sono (seppur in modi differenti), per il semplice fatto che a nessuno piace vedersi espropriare gran parte del frutto del proprio lavoro.
Nonostante non vi sia politico, o un suo lacché, che non dica che le imposte vanno abbassate (slogan ritriti di cui abusa pure Monti), la lezione di Laffer che con aliquote più basse si aumenta il gettito fiscale, in questa landa libico-mediterranea non è mai stata applicata, perché non è mai stata imparata, dato che il taglio delle spese pubbliche non è gradito ai frequentatori dei Palazzi. Al contrario, i diritti del contribuente italiano sono violati vergognosamente e di continuo, persino quando sono stati promulgati dallo Stato stesso sotto forma di leggi e statuti. Inoltre, Equitalia è il braccio armato di chi ha in animo solo di distruggere la ricchezza, anziché produrla.
Accettare passivamente la violenza dello Stato tassatore significa legittimare una condizione di schiavitù a cui sono sottoposti i cittadini, troppo spesso condizionati da slogan – falsi e tendenziosi – tipo quell’infame “pagare tutti per pagare meno”. Vi ricordo, senza timor di smentita, cosa insegna la prassi: se tutti pagassero il dovuto, è certezza matematica che il maggior gettito si tradurrebbe in maggiori spese da parte degli apparati pubblici, sempre pronti a sprecare denari per alimentare consenso e clientele. La cura del governo dei tecnici ne è la riprova: nonostante un aumento ferale delle gabelle, il debito pubblico è cresciuto di 90 miliardi di euro in un anno! Se analizzate la serie storica relativa all’aumento della spesa pubblica, e la confrontate con quella afferente la pressione fiscale, ve ne convincerete.
Lo Stato massimo ha indottrinato ben bene i suoi sudditi ad odiare l’evasore fiscale, i paradisi fiscali, gli esportatori di capitali, facendoli passare per dei furfantelli che rubano a qualcun altro. A me non pare che chi vuol tenere per sé ciò che ha onestamente guadagnato sia un mariuolo. Semmai, il malfattore è chi pretende da lui i tre quarti del suo fatturato, per poi andarselo a spendere in videopoker o a puttane. E’, insomma, doveroso coltivare nell’opinione pubblica un senso di avversione all’invadenza governativa e all’interventismo (finalmente non regge più nemmeno la balla che senza tasse i servizi non esisterebbero), nonché il rifiuto dell’esercizio indiscriminato e irresponsabile del potere fiscale. Anche perché – e questo forse non è ancora ben chiaro a tutti – il 99% delle rivoluzioni ha preso avvio da una rivolta fiscale.
Rassegnatevi però o voi che votate e sperate nell’urna: qui da noi, non aspettatevi alcun ribaltamento per via elettorale. Bisogna fare da soli. Quanti più saremo a difendere i diritti del nostro portafoglio tanto più avremo davanti un futuro roseo. La Catalogna ha accelerato la sua rivoluzione secessionista perché la crisi ha fatto da detonatore e la resistenza fiscale – oltre all’appartenenza ad una comunità – è qualcosa di più che una minaccia. Anche i fiamminghi, che anelano l’indipendenza, ne han piene le tasche di mantenere i valloni. Gianni Rodari non sbaglia quando sostiene “che è inutile parlare di libertà ad uno schiavo che pensa di essere un uomo libero”, e che non sa che l’alternativa alla ribellione è pagare in silenzio, senza lamentarsi troppo della corda che si stringe al nostro collo. Lo ribadirò fino alla noia: “Non esiste alcuna libertà politica senza libertà economica”. Se non la pensate così, mettetevi in fila fin dal 30 novembre prossimo, dato che c’è da versare il 96% dell’acconto Irpef del 2013.
Come diceva Barry Goldwater “l’estremismo, nella difesa della libertà, non è un vizio. La moderazione, nel perseguimento della giustizia, non è una virtù”. Per chi ti punta una pistola in faccia intimandoti “o la borsa o la vita” non può esserci rispetto. Senza la convinzione e il coraggio di resistere al Fisco (come insegnava anche quel buon uomo di Gandhi), senza l’orgoglio di dire sul muso ai ladroni di Stato che “evadere le tasse è un dovere morale” , non resta – per chi rimarrà in Italia – che la sopraffazione, l’agonia, la decadenza e l’umiliazione.

Tuesday, November 27, 2012

LIBERATI DALLE CATENE: NON PAGARE LE TASSE!





LIBERATI DALLE CATENE: NON PAGARE LE TASSE!



Negli ultimi tempi, vi è una spropositata campagna governativa e pubblicitaria per convincerci a pagare le tasse e ad accettarne docilmente l’ aumento.

In breve siamo arrivati al punto di essere il paese più tassato al mondo, con servizi pubblici fra i più scadenti.Se da un lato paghiamo tasse elevatissime, dall’ altro paghiamo per servizi che dovrebbero essere
pubblici.
Concretamente, lo Stato ci prende i soldi senza darci niente in cambio. Allora non è vero che pagando le tasse otteniamo in cambio servizi.

Ci dicono che dobbiamo pagare maggiori tasse per risolvere il debito pubblico.

Ma chi ha contratto questo debito, se i cittadini non hanno ricevuto nulla?

Quindi è chiaro che il debito pubblico non appartiene alla popolazione, la quale non è giusto che lo paghi
Il debito pubblico è stato contratto con banche internazionali, alle quali vengono regalate vagonate di denaro, sotto forma di interessi. Altro che benessere e crescita. Le tasse vengono fatte pagare al popolo esclusivamente per foraggiare i capitalisti, i poteri forti, i grandi industriali, gli speculatori
Ci dicono che l’ aumento delle tasse è dovuto all’ evasione fiscale.
E ci invitano a fare i delatori, gli infami, a chiedere scontrini e fatture, a diventare poliziotti, come se fosse colpa nostra. Non è così! E’ l’aumento delle tasse, al punto che si lavora quasi solo per lo stato, che porta ad evadere.

Nè è giustificabile l’ operato vessatorio dell’ agenzia delle entrate, di equitalia, e delle varie concessionarie di riscossione.

Gli evasori, quelli veri, sono i grandi capitalisti, gli industriali, i finanzieri, i banchieri, i politici, i dirigenti dei sindacati e le compagnie assicurative. Tuttavia, sono legittimati ad evadere dallo stesso Stato, il quale ha disposto che non le debbano pagare.
Vi sono varie leggi in base alle quali i potenti sono esclusi dal pagamento delle tasse, oppure godono di esenzioni e rimborsi a vario titolo.

Ad esempio, la legge delle delocalizzazioni (TPP: Traffico Perfezionato Passivo) prevede che l’ industriale italiano che delocalizza la fabbrica in altri paesi non debba pagare tasse sui profitti di produzione. Tale industriale, dunque, non è tecnicamente un evasore, e seppur arricchitosi a dismisura senza pagare un centesimo di tasse, non verrà mai colpito dalla lotta all’ evasione. In sostanza, se la legge prevede che a pagare le tasse debba essere solo il ceto medio e non i potenti, è chiaro che la lotta all’evasione fiscale sia diretta solo contro il popolo. Detto in soldoni: io Stato tartasso te, povero stronzo che sgobbi per quattro soldi in croce, ma guai se ti permetti a saltare un solo centesimo degli ulteriori balzelli che ti impongo! Non cadiamo, quindi, nella trappola: la lotta all’ evasione è contro noi stessi!

Ci dicono infine, che dobbiamo pagare le tasse, perchè lo stato non ha soldi. Falso!

Ogni anno il gettito fiscale conseguito è superiore a quello previsto, anche di decine di miliardi di euro, pari ad intere manovre finanziarie.In pratica, lo Stato registra entrate fiscali di gran lunga superiori a quelle previste. Tali entrate sono chiamate TESORO e TESORETTO. E si tratta solo di una parte che viene confessata dallo Stato, in quanto il popolo non ha facoltà nè possibilità di controllare. Per non parlare di quanto lo Stato incamera con benzina e sigarette: una incredibile ricchezza pulita, in quanto conseguita senza alcuna controprestazione.

Insomma, allo Stato i soldi escono dal culo! Quindi non è vera neanche la scusa della carenza finanziaria.

Non vi è dunque alcun motivo per cui i lavoratori debbano pagare le tasse.
Questo dovrebbe essere un problema dei potenti. 
Siano loro a pagarle! 
Per i lavoratori, è importante liberarsene, non pagarle. Per non rimanere schiavi.


Tuesday, November 20, 2012

Obiettivo finale: svendere l’Italia


Fonte:http://www.infiltrato.it/notizie/italia/bilderberg-roma-ecco-i-nomi-di-chi-ha-partecipato-e-perche-obiettivo-finale-svendere-l-italia

BILDERBERG ROMA/ Ecco i nomi di chi ha partecipato e perché. Obiettivo finale: svendere l’Italia.



Notizie - Italia
Scritto da Viviana Pizzi
Lunedì 19 Novembre 2012 15:05

I centrotrenta potenti del mondo, coloro che decidono le sorti dell’economia (e non solo) mondiale, si sono incontrati a Roma il tredici novembre scorso. Si tratta del cosiddetto Gruppo Bilderberg le cui riunioni sono sempre avvolte dal massimo della segretezza. L’incontro doveva tenersi all’Hotel Russie ma, per maggiore riservatezza - data la concomitanza con il festival del Cinema - è stato spostato in Campidoglio. I beneinformati pensavano che il meeting si dovesse tenere alle 18 ma è stato invece spostato a un’ora dopo quando gli ospiti stranieri si sono riversati in piazza del Campidoglio.


di Viviana Pizzi
bilderberg_romaI PARTECIPANTI ITALIANI E STRANIERI
Alle 19.45 è stato visto entrare Ignazio Visco, governatore della Banca Centrale; un quarto d’ora dopo il ministro del Lavoro Elsa Fornero, seguito dal presidente del Consiglio Mario Monti, avvistato intorno alle 20.30. Tra i ministri del governo tecnico erano presenti anche Corrado Passera (delega allo Sviluppo Economico) e Francesco Profumo titolare del dicastero all’Istruzione
Tra gli altri invitati Mauro Moretti, ex sindacalista della Cgil; Angelo Cardani, presidente di Agcom; Fulvio Conti dell’Enel; Anna Maria Tarantola presidente della Rai; Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit; Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni; Franco Barnabè di Telecom Italia, Alberto Nagel ad di Mediobanca, Enrico Cucchiani di Mediaintesa e Rodolfo de Benedetti del Gruppo Cir.
Dall’estero sono invece arrivati Tom Enders, Ceo della Eads, Marcus Agius di Barclays, il canadese Edmund Clark boss della Td Bank, Kenneth Jacobs numero uno di Lazard e l'americano capo dell'Alcoa Klaus Kleinfeld.
C’erano anche il francese Henri Castries presidente del gruppo Axa, il tedesco Josef Ackermann presidente del consiglio di amministrazione del Gruppo Executive Committee Deutsche Bank, lo statunitense Keith Alexander comandante dell’Us Cyber Command e direttore dell’Agenzia di Sicurezza Nazionale, lo spagnolo Joaquin Almunia vicepresidente Commissario per la concorrenza Commissione Europea, lo statunitense Roger Altman presidente della Evercore Partners, il portoghese Luis Amado presidente del Banco Internacional do Funchal, il norvegese Johan Andresent proprietario e amministratore delegato della Ferd, il finlandese Matti Apunen direttore Finnish Businness and Policy Forum Eva, il turco Ali Babacan vice primo ministro per gli affari economici e finanziari, il portoghese Francisco Pinto Balsemao presidente e Ceo di Impresa ed ex primo ministro, il francese Nicolas Baverez Partener della Gibson Dunn & Crutcher LLP, il francese Christophe Béchu senatore e presidente del Consiglio Generale del Maine et Loire, e il turco Enis Berberoglu editore del quotidiano Hurriyet.
Tutti i nomi presenti sono personaggi abitualmente chiamati a partecipare agli incontri del Bilderberg anche quando si tengono in altre nazioni. A questi se ne aggiungono altri che restano segreti nonostante gli insiders provino in tutti i modi a stanarli.

I TEMI DELLA DISCUSSIONE
Di cosa si è discusso in questo vertice mondiale di governanti e banchieri di tutte le specie? Dell’andamento economico del globo, questo è certo nonostante non arrivino conferme ufficiali. E tenendosi in Italia, nel vertice si sarà discusso molto probabilmente di eurozona e degli andamenti economici di nazioni che non ce la fanno a stare al passo con la tabella di marcia imposta dai mercati.
Indiscrezioni raccontano però che, oltre a euro-questioni, durante l’incontro siano state affrontate anche tematiche legate alla politica italiana.
E infatti la domanda che si pongono gli italiani è che cosa ci facesse il premier Mario Monti a questo incontro insieme alla sua squadra di governo, praticamente al completo salvo rare eccezioni. Monti è un habitué del Bilderberg, tanto è vero che in passato ha già preso parte ad altri incontri insieme a Paolo Scaroni di Eni e Franco Barnabè di Telecom Italia.
Da fonti interne a Palazzo Chigi arrivano però soltanto dei rumours: Mario Monti avrebbe presentato una relazione su come far uscire l’Italia dalla crisi economica in cui è sprofondata. Manovre finalizzate a perseguire gli scopi dei vertici più alti delle banche mondiali, che coincidono però con le tanto agognate misure di impoverimento del Paese Italia messe in campo negli ultimi dodici mesi. Sempre secondo indiscrezioni emerge che si è parlato anche di un eventuale commissariamento dell’economia dei paesi più deboli della zona euro tra i quali oltre alla Grecia e alla Spagna guarda caso figura proprio l’Italia.
Perché mai l’incontro è stato previsto proprio a Roma e come mai alcuni ministri del Governo sono stati invitati alla mensa del Re? Probabilmente – e siamo nel campo delle ipotesi, perché di conferme ufficiali non ne arriveranno mai - i potenti del mondo hanno chiesto garanzie politiche ed economiche proprio ai banchieri di casa nostra, sempre disponibili e asserviti nei confronti delle lobby mondiali.

LE CONSEGUENZE PER L’ITALIA: ACCELERATA SUL MONTI BIS
Gli osservatori più attenti ritengono che si sia chiesto all’Italia di rispettare i patti e garantire, quindi, con il risanamento del debito pubblico attraverso la tassazione ai cittadini, la stabilità economica che le banche pretengono. Non per nulla la maggior parte degli appartenenti al Bilderberg rappresentano i più potenti istituti di credito del mondo. Tutto questo però potrebbe portare al disastro per l’Italia.
Una tesi portata avanti anche dal giornalista russo Daniel Estulin, specialista delle influenze del Bilderberg sull’economia mondiale, che parlando di Mario Monti, ha svelato il piano per la distruzione dell’Italia, risultante dal rispetto dei patti con il Bilderberg.
Qualunque governo che cercherà di ripagare questo debito distruggerà il proprio paese, tutto quello che finora si è fatto è stato obbligare i cittadini a pagare il debito pubblico gonfiato dagli interessi usurai della finanza internazionale e aggravato nell’eurozona, dall’impossibilità di ricorrere, a costo zero, all’ossigeno della moneta sovrana. Dal momento che non possiamo pagare e non può farlo nemmeno il governo, allora ci si rivolge alle istituzioni finanziarie internazionali. Chiunque tenta di farlo distruggerà il proprio paese”.
Con molta probabilità a Mario Monti è stato chiesto di impegnarsi ancora personalmente nella politica italiana per permettere che il sistema bancario continui ad avere la meglio sulla nostra economia. E questo, con qualsiasi altro premier, non sarebbe stato possibile come con il Professore.

IL DOPO BILDERBERG E LE DICHIARAZIONI IN KUWAIT
Solo in questa chiave è possibile spiegare le dichiarazioni che lo stesso Mario Monti ha rilasciato nella sua recente visita in Kuwait dove ai petrolieri asiatici si è presentato come l’unico in grado di poter fornire garanzie in vista di futuri investimenti in Italia.
"Non posso garantire per il futuro – questo ha dichiarato Mario Monti a chi gli chiede se abbia fornito in Kuwait garanzie sull'affidabilità dell'Italia dopo il suo mandato - chi governerà deve avere come obiettivo quello di continuare a garantire crescita, giustizia, lotta a corruzione e evasione. Le valutazioni sono ai minimi e servono capitali per la crescita. Abbiamo illustrato a potenziali investitori che è il momento in cui i titoli a reddito fisso e le valutazione delle imprese in Italia sono bassi”. Tradotto: venite a comprare che vendiamo a prezzi stracciati.
Dopo la riunione del Bildeberg lo stesso Monti ha assicurato però che “i conti pubblici stanno avviando un percorso di risanamento e le riforme sono sulla strada giusta: questo permetterà ai paesi euro, nel loro insieme e individualmente, di diventare più solidi e stabili".
Il premier ha anche ricordato che l'Italia ha adottato tutti gli strumenti necessari per rendere il paese più attraente agli investitori del Golfo.
Appena il mio governo si è insediato – ha anche sostenuto - abbiamo avviato una politica di risanamento dei conti basata su rigore ed equità, che ci permetterà di raggiungere nel 2013 il pareggio di bilancio”. Lo ha fatto citando anche le riforme strutturali adottate dal suo governo: quella del sistema pensionistico che rende sostenibile il sistema previdenziale per i conti pubblici, la riforma del mercato del lavoro e tutta una serie di provvedimenti per aumentare la concorrenza e favorire la liberalizzazione dei servizi e delle professioni.
Una serie di passaggi che fanno intuire quello che molte forze politiche vorrebbero che fosse reso pubblico. Il Bilderberg ordina a Monti di continuare a governare per la stabilità del sistema nel nostro Paese. A danno di chi? Dei cittadini che continueranno a vedersi impoveriti ogni giorno di più mentre i soldi pagati con le loro tasse andranno a colmare - in maniera insufficiente - il debito pubblico. Creando però disoccupazione, povertà e disperazione. E ricchezza per le banche, ça va sans dire.








Wednesday, November 14, 2012

Il Signoraggio Monetario


Mercoledì, 14 Novembre 2012 23:47  

Il Signoraggio Monetario, la Soluzione e la Proposta Di Veientefurente

Scritto da 

Il Signoraggio Monetario, la Soluzione e la Proposta

Di Veientefurente

Quando si parte per La realizzazione di un progetto “Originario” occorrono un sacco di elementi… Primo fra tutti la fantasia e secondo la mente scevra da preconcetti…

Per ricostruire una vicenda lunga secoli e cercarla di comprenderla occorre anche tanta conoscenza delle umane miserie…

Proviamo a partire cercando di usare la logica e tutte le sue possibili utilizzazioni. Esaminiamo quindi per sommi capi cosa succede nella gestione della moneta/denaro.

Esistono due scuole di pensiero e relativi paradigmi del tutto inconciliabili fra loro:

1)   è inconcepibile che il proprietario di un bene si indebiti per averlo; Io la penso così!
2)   è inaccettabile che venga creato del denaro libero da debito; ne deriverebbe, se venisse violato questo principio, che l'inflazione non sarebbe controllabile (versione accademica), ma il secondo paradigma viene smontato dall’evidenza del fatto che negli USA di Lincoln l'inflazione non c'era e neppure nell'isola di Guernsey e neanche nel North Dakota odierno, dove il denaro era emesso a “Credito” e non a “Debito”..

Esistono due tipi di uomini : quelli che hanno il cervello e lo usano, e coloro che pur avendolo non sanno usarlo (e ovviamente sono la maggioranza).
Quelli del  primo tipo quando  riscontrando una “stortura”, una criticità, cercano di risolverla con i mezzi che hanno; gli altri (la maggioranza) pur riscontrando l’inefficienza, la stortura, la criticità… ne negano inizialmente l’esistenza ….e la difendono a spada tratta per il solo fatto che rilevando che questa esiste …. Perché già per ciò stesso, deve avere un valido motivo per esistere,,,, pure se non ne comprendono la ragione e la motivazione…. Ed è qui la somma iniuria alla logica.
.
Da decenni (e più) è pienamente manifesta ed indiscutibile una  truffa che internazionalmente  viene definita “rete del debito” (http://www.webofdebt.com/) o “spirale del debito” e qui da noi definita "Signoraggio".

Wikipedia ci dice :

Il signoraggio è la differenza fra il valore nominale di una banconota (o moneta) ed il costo della sua produzione. L'insieme dei redditi derivante dall'emissione di moneta prende il nome di reddito da signoraggio.(1)

Altre fonti affermano che la creazione di base monetaria in condizioni di monopolio dia la possibilità alla banca centrale di ottenere redditi pari alla differenza tra i ricavi ottenibili dagli investimenti in attività finanziarie e reali e i relativi costi di produzione. Poiché questi redditi derivano dalla condizione di privilegio concessa dallo Stato, i profitti sono in genere incamerati in misura prevalente da quest'ultimo, sotto forma di imposte. …. Non ora.

Cerchiamo di capire bene la questione.

Esistono essenzialmente due modelli di pensiero economico-monetario :
1.   Economia monetaria pura - non esiste credito, soltanto moneta circolante.
2.   Economia creditizia pura - le transazioni sono svolte attraverso apertura di crediti contabili.
Il sistema attuale è una via di mezzo fra questi due con netta prevalenza della parte creditizia, anche qui senza che i cittadini ne siano consapevoli e senza mai essere interpellati a  scegliere democraticamente, e decidere, …… anche qui sempre la stessa storia.

In tema di bilancio e di tassazione potrebbe in qualche modo concedere che sia corretto che la BdI ponga al passivo del bilancio le banconote in circolazione, perchè pone contemporaneamente all'attivo dello stato Patrimoniale una congrua riserva, ma non è corretto che al popolo sovrano vengano sottratti gli interessi sulla moneta creditizia, che come abbiamo visto sono la parte preponderante – all’incirca 12 volte la moneta circolante.
Lo Stato ha ceduto tutti i suoi Diritti di emissione “monetaria” alle banche  e viceversa noi cittadini dobbiamo adorare e credere nelle banche per poi accorgerci che è stata mostrata premura dalla Banca d’Italia nel sollecitare il condono fiscale, per sé e per tutte le altre banche. E lo Stato contemporaneamente all’evasione fiscale bancaria…. paga interessi alle stesse per circa 90 miliardi di euro all’anno ed incassa per il (finto) “signoraggio”, comprese le imposte, meno di 1 miliardo di euro all’anno. La situazione mi sembra un po’ troppo sperequata in favore delle banche.

In estrema sintesi al 31 dicembre 2006 la Massa Monetaria circolante era circa 113 miliardi di euro, dei quali 105 cartacei e 8 metallici.

L’aggregato monetario :
-     M1 (circolante + depositi a vista) era 667 miliardi di euro,
-     M2 (M1 + depositi con scadenza fissa fino a 2 anni + depositi rimborsabili con preavviso fino a
      3 mesi) era 941 miliardi di euro
-     M3 (M2 + pronti contro termine + quote di fondi di investimento monetario e titoli di mercato
      monetario + obbligazioni con scadenza fino a 2 anni) era 1.124 miliardi di euro.,

La corruzione logica, legale, giuridica ha portato a che i proprietari del Diritto di emettere la moneta e cioè i Cittadini, che a loro volta (tacitamente) avevano delegato lo Stato, siano ora nella condizione capestro, senza alcuna via di uscita,  di indebitarsi sempre di più per pagare gli interessi sul debito e percepiscano gli interessi  solo di una minima parte delle monete in gioco. Mentre il Signoraggio (quello vero) è diventato di pertinenza insottraibile delle banche (misteri giuridici, il denaro compra la Legge).

Insomma viene commessa ai danni dello Stato (sotto gli occhi di tutti quelli che dovrebbero vigilare e denunciare ) una truffa immensa. A questo punto la proposta di Ron Paul di eliminare le banche centrali sembrerebbe la più logica, la più assennata. L’alternativa opposta sarebbe la nazionalizzazione delle banche sotto il controllo diretto dei Cittadini.
.
Ma chi dovrebbe denunciare tutto ciò? A mio modesto avviso dovrebbero essere gli uomini della cultura e della politica, i religiosi, i grandi Commis di Stato perché è la loro funzione …. con la precedenza dei primi e dei religiosi, volendo concedere ai politici l'alibi dell'ignoranza, del resto per legge basta aver frequentato la terza media per diventare senatore. Nulla di questo è stato mai fatto…… Io, vista la scleroticità e  stasicità   del sistema ho provveduto personalmente a presentare molte denunce a questo proposito. Ad oggi tuttavia apparentemente inascoltate.

Che fare in questo marasma monetario e l’interesse, il debito… il capitale mai restituibile e quant’alltro???  Contrariamente alle apparenze tutto è facilmente risolvibile ….. ad esempio  collocando tutto il sistema in una economia monetaria pura (solo massa monetaria circolante) in modo che tutti gli interessi sulla moneta (a questo punto soltanto pubblica) giungano allo Stato.

Così facendo si rimarrebbe entro i confini dell’attuale paradigma (moneta in cambio di debito - per paura dell'inflazione, a dar retta agli ”accademici”), ma si eviterebbe (secondo questi, non secondo me) di alimentare l’attuale spirale irraggiungibile ed ineliminabile del Debito Pubblico. Ovviamente il sistema finanziario dovrebbe trovare un nuovo equilibrio perchè avrebbe minori entrate rispetto ad oggi, ma è un’opzione gestibile, lasciando inalterate le vigenti condizioni generali.

Così facendo da calcoli stimati ritornerebbe agli italiani ogni anno, se si prendesse questa via fra costo opportunità ed imposte, almeno fra gli 700 ed i 900 miliardi di euro all’anno (20/30 volte una finanziaria), più che sufficiente per ridurre o annullare drasticamente l’imposizione fiscale oggi e contemporaneamente cancellare in pochissimi anni l’incancrenito Debito Pubblico statale.

Sia che si prenda la strada dell’emissione monetaria diretta da parte dello Stato senza indebitamento, sia che si rimanga entro i confini attuali di una BCE, o altra banca emettitrice (moneta in cambio di debito) è possibile moralizzare la Società nella quale lo Stato sarebbe libero dal debito. È solo una questione politica, di scelta. Si tratta di deciderlo, metterlo per iscritto e farlo rispettare. Incredibile????? Ma assolutamente vero!!! Provare per credere…..

E per evitare in futuro il ripetersi della “crisi” attuale … che crisi non è (ma questo è altro e troppo lungo discorso) … basterebbe una semplicissima soluzione… e cioè il doppio corso monetario..

Siccome sappiamo da Camp David in poi e da Auriti che la moneta è l’unità di misura del valore e contemporaneamente il valore della misura…. In pratica nel momento della transazione negoziale quando si va a comprare una nuova lavatrice il compratore integra il valore dell’elettrodomestico nella banconota … la consegna al venditore… e solo in qual momento la banconota, che fino a d un attimo prima era solo un pezzo di carta,… in quell’istante assume in sé il valore della lavatrice … per il prezzo che si è stabilito nella trattativa… Da quel momento in poi il valore della lavatrice viaggia all’interno del circuito economico ….. Se non ci fosse stata sul mercato la lavatrice … la banconota sarebbe rimasta nella sua originaria essenza di pezzo di carta … al massimo utile per giocarci a monopoli… Questo per quanto riguarda il mercato reale….

Invece per quanto concerne il mercato dei titoli, delle azioni, e tutto l’eterogeneo mondo del virtuale … al contrario… siccome un valore reale fra i due contraenti il negozio giuridico ci deve essere …. Nella compravendita di elementi volatili… occorre avere denaro pesante … e cioè denaro garantito da convertibilità oro… senza del denaro “Vero” non si compra nulla di virtuale…

Così si eviterebbe facilmente di emettere transatlantici di moneta virtuale… ormai tutta drenata dal mercato reale per destinarla unicamente al mercato virtuale… e viceversa obbligando gli operatori del mercato virtuale si farebbe altissima selezione … e potrebbe acquistare soltanto chi ha i soldi veri convertibili in oro… evitando sfacciate e truculente vicende di acquisto di società da parte di nullatenenti.

Insomma pari dignità delle due monete… ma ognuna con una sua specifica destinazione…  tenendo separati i due circuiti di circolazione si risolverebbe il problema che ha condotto alla situazione attuale.

Quindi non basta, come da molte parti si è sempre proposto di separare le banche d’affari da quelle commerciali e di gestione del risparmio, ma proprio tenere in vita due diversi tipi di moneta convertibile in oro per il mercato virtuale .. e moneta virtuale per il mercato dei beni concreti, reali…

 …. E la semplice equazione deve essere questa :

bene/prodotto/servizio reale : moneta virtuale = prodotto virtuale : moneta convertibile in oro

Orazio Fergnani – AlbaMediterranea.
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ORAZIO

AlbaMediterranea : il movimento degli uomini col cuore a destra e la mente a sinistra. Il passato nel cuore, il futuro nella mente.....
Il sogno è il più puro atto rivoluzionario.

Sito web: albamediterranea.com

LE EUROTASSE STANNO GETTANDO L’ITALIA IN UNA RECESSIONE IRREVERSIBILE


FONTE : http://cromwell.ilcannocchiale.it/2011/11/23/le_eurotasse_stanno_gettando_l.html

23 novembre 2011


LE EUROTASSE STANNO GETTANDO L’ITALIA IN UNA RECESSIONE IRREVERSIBILE





LE EUROTASSE STANNO GETTANDO L’ITALIA IN UNA RECESSIONE IRREVERSIBILE

George Orwell: “Se la libertà significa qualcosa, allora significa il diritto di dire alla gente cose che non vuole sentire”.

Wolfgang Goethe: “In politica, come sul letto di malattia, molta gente si gira da una parte e dall’altra, pensando di trovare una posizione più comoda”.

John Stuart Mill: “Non possiamo mai essere certi che l’opinione che tentiamo di soffocare sia falsa; e se ne fossimo certi, soffocarla sarebbe ancora un male”.

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ELEZIONI POLITICHE 2013 : UN VOTO A FUTURA MEMORIA 


Il Prof. Monti vuol mettere al centro della sua politica l’Europa. Ma siamo tanto sicuri che rimanere nell’Unione Europea e nell’euro in particolare sia l’interesse del popolo italiano? Già l’euro ci ha dimezzato il potere d’acquisto e il valore dei risparmi. Ora Germania (col rifiuto egoistico e testardo degli eurobond) e Francia, per difendere il LORO euro vogliono farci ripagare in pochi anni il nostro debito pubblico, accumulato in oltre mezzo secolo. Questo vuol dire per noi gente comune SEMPRE PIU’ TASSE, ci ammazzeranno di tasse, gettando la nostra economia in una recessione IRREVERSIBILE. Quando c’era la lira si era creato un equilibrio di sopravvivenza: gli Italiani prestavano i soldi allo stato comprando BOT e CCT e ricevendone in cambio un buon interesse, soldi che spendevano in consumi, trainando l’economia. Al grosso debito pubblico si rimediava ogni tanto con una svalutazione della lira, che faceva respirare le nostre industrie esportatrici. Tutti sopravvivevamo. Allora dobbiamo chiederci: tutte queste tasse pazzesche per rimanere nell’euro sono nell’interesse del popolo o nell’interesse di oscuri poteri forti nostrani e internazionali, forse anti-italiani? Chi ci governa, indipendentemente dal colore politico o da una non dimostrata tecnicità, rappresenta il popolo o quei poteri forti antipopolari?
Un suggerimento: prendete la vostra agendina portatile, o l’agenda di casa, o fatevi un file sul pc, o prendete un foglio qualunque da conservare nella scheda elettorale, e SEGNATEVI I NOMI E COGNOMI DI TUTTI QUEI PARLAMENTARI DI PDL E LEGA favorevoli alle nuove tasse: quelli favorevoli AL RITORNO DELL’ICI SULLA PRIMA CASA e/o ALLA PATRIMONIALE ,... nonché i traditori che hanno fatto cadere Berlusconi.
Alle prossime elezioni elettorali che si terranno al più tardi nel 2013, riandate a vedere i loro nomi E NON VOTATELI, NON VOTATELI MAI PIU’.
Gli elettori del centrodestra non vogliono una destra alla Sarkozy o alla Merkel o alla Cameron, non vogliono una destra asservita a oscuri poteri forti internazionali e anti-italiani, non vogliono una destra statalista, dirigista, antidemocratica e tassaiola come la sinistra.
Gli elettori del centrodestra vogliono un Reagan o una Thatcher, e non un Sarkozy o una Merkel.


LE MISURE FISCALI IMPOPOLARI SONO QUELLE PRESE CONTRO IL POPOLO
Il popolo sa riconoscere i suoi nemici. Il popolo percepisce le cose come realmente sono. Vi ricordate la bufala dell’inflazione “percepita” come maggiore dell’inflazione reale? No, il popolo “percepiva” l’inflazione vera, non quella ufficiale e fasulla. Ugualmente adesso vogliono farci sembrare serio, responsabile, quasi eroico chi adotta misure fiscali IMPOPOLARI. No, chi adotta misure fiscali impopolari è uno che ruba al popolo, alle famiglie, ai lavoratori, ai risparmiatori, per dare ai ricchi, alla grande industria succhiasoldipubblici, al politburò, ai ceti parassitari, a sindacati e corporazioni, alle parti “sociali” che non rappresentano nessuno e che più antisociali non si può.
Ad ammazzare il popolo e l’economia di tasse qualsiasi tiranno e predone è buono, non ci volevano tanti professoroni e manager... Un’ulteriore tassazione affosserebbe in una recessione irreversibile un paese che invece ha bisogno di uno sviluppo selettivo e velocemente arricchente. Occorrono idee nuove che propongano uno sviluppo intelligente, basato su ciò che l’Italia già ha di competitivo, senza guardare in faccia a nessuno, tanto meno all’euro e all’Europa o ai padroni nostrani succhiasoldipubblici; anzi, proprio questi ultimi sono stati e sono tuttora i principali beneficiari della spesa pubblica grandemente finanziata con quel debito statale accumulato in mezzo secolo che ora vogliono criminalmente far ripagare a noi contribuenti sans pouvoir in cinque anni.
Una buona idea, da me proposta da anni, è quella di RIPAGARE SENZA SACRIFICI IL DEBITO PUBBLICO TRASFORMANDO L’ITALIA IN UN PARADISO FISCALE e turistico. Abbiamo TUTTO per farlo: storia, arte, clima, gastronomia, cultura, bellezze ambientali, nonché le migliori banche, i migliori intermediari finanziari d’Europa e del mondo, per divenire la residenza stabile e/o la meta turistica dei ricchi e dei benestanti del mondo, e ciò può portarci ben più ricchezza di qualsiasi altra tipologia di sviluppo economico. Per la crescita della ricchezza di ciascun Italiano e dell’Italia tutta non è necessario che “qualcun altro” paghi più tasse. Occorrono soluzioni tanto intelligenti quanto ovvie e praticabili, come questa da me avanzata, e meno spesa pubblica, meno sprechi, e non più tasse a questo o a quello.
Nel frattempo dobbiamo tutelare le nostre famiglie, i nostri figli, i nostri risparmi, le nostre proprietà, dallo stato e dalle famiglie padrone dello stato. La protezione individuale è la prima giustissima difesa, ma dobbiamo anche unirci, coalizzarci, organizzarci... LORO sono uniti, coalizzati, ORGANIZZATISSIMI e molto furbi... e vogliono tenerci divisi, atomizzati, senza la protezione della nostra proprietà, della nostra famiglia, del nostro clan parentale, delle nostre piccole comunità locali. Comportiamoci correttamente, probamente, cortesemente con la gente comune, coi senza potere come noi. Non lasciamo che i nostri figli vengano rincoglioniti da mode e abitudini attentamente studiate fin nei minimi particolari per dividere e distruggere le nostre famiglie. Non litighiamo coi nostri parenti, ma stiamo con loro in stretto contatto e aiutiamoci reciprocamente. Famiglie divise sono famiglie deboli, facilmente derubabili dei loro averi dallo stato e dalle famiglie padrone. Non litighiamo col nostro vicino di casa, ma uniamoci a lui per controllare il condominio, invece di lasciarlo nelle mani di qualche amministratore, magari di dubbia onestà. Non deleghiamo, non lasciamoci amministrare...
Un vecchio slogan di sinistra, eppure valido: el pueblo unido jamas sera vencido, neanche dai governi (non eletti, non da noi votati) dei baroni universitari ovviamente keynesiani, statalisti e tassaioli. 


EQUITA’ FISCALE?  MA QUANDO MAI... 

Ma fatemi il piacere! Il fisco è iniquo per sua natura. 
Una mia amica mi ha richiesto di dar voce alla sua protesta, paragonando la sua situazione economica e (non) lavorativa a quella di una delle categorie superprotette e sussidiate. Lascio parlare lei:
“Ho quasi 50 anni e dopo 19 anni di studio (comprese laurea e SSIS) sono una professoressa precaria disoccupata, totalmente disoccupata da quando la Gelmini ha obbligato i 30 alunni e più per classe, senza poter io più avere quelle supplenze temporanee o part time che mi davano un minimo di speranza. Non ho soldi né reddito, ho solo un appartamento lasciatomi in eredità dai genitori. Ora questo Monti, che non ho votato, vuole farmi pagare l’ICI sul mio unico bene, per giunta calcolato sulla base di rendite catastali urbane raddoppiate. Chi mi dà i soldi per pagare tale nuova ulteriore tassa? Me li dà il Prof. Monti, mio collega, lui sì ben retribuito? Ovviamente da questa nuova mazzata fiscale sugli immobili verranno esentati i proprietari agricoli, come sempre. Costoro da decenni hanno sempre beneficiato di sussidi, esenzioni fiscali quasi totali, crediti agevolati o a fondo perduto. Ricordo quando l’UMA (Utenti Motori Agricoli) elargiva loro la nafta per i trattori quasi gratis, e loro ci mandavano il riscaldamento e le loro Mercedes. A me chi ha mai pagato la benzina per recarmi a far scuola? Le rendite dominicali e agrarie dei catasti terreni sono ridicole: grazie ad esse loro pagano, quando e se le pagano, IRPEF e ICI ridottissime.  In Umbria e nelle Marche con la scusa del terremoto del ’97 hanno avuto ricostruiti a nuovo, GRATIS (coi soldi miei!) abitazioni e annessi crollati 40 anni prima del terremoto. Per non parlare delle quote PAC, una rendita di circa 300 euro per ettaro, che l’Europa paga agli agricoltori prendendo i soldi da noi contribuenti, a SOSTEGNO del reddito degli agricoltori stessi, come se ne avessero bisogno! Chi mai ha sostenuto il MIO reddito? Hanno case – ville pluripiano , finanziate con crediti agevolati e a fondo perduto, e sulle quali non hanno mai pagato una lira di tasse in quanto “rurali”, hanno belle auto e trattori air conditioned, vanno sempre a caccia e a ballare, e se ti accosti alle loro proprietà per fare un pic-nic in campagna, non ti fanno nemmeno avvicinare, minacciandoti di qualche fucilata o di bucarti le ruote (mi è capitato!). Non provate poi ad acquistare un pezzetto di terra, magari per farci l’orto.  Ti si avventano contro come vampiri con insulti e diritti di prelazione gli agricoltori confinanti, la terra deve essere tutta e solo loro. La stessa coldiretti, cui mi ero rivolta per informazioni sull’inizio di un’attività agricola (non sapendo più io disoccupata cosa fare per vivere) mi ha dato in malo modo una risposta riassumibile in ‘se non vieni da una famiglia di agricoltori che cosa vieni a rompere?’ 
Allora emerito remuneratissimo collega Prof. Monti, questa sarà la tua tanto conclamata EQUITA’? Perché fai pagare l’ICI a me che non ho un soldo, e invece non togli la rendita delle quote PAC ai SIGNORI agricoltori, che sono stati fin troppo agevolati?”
Questo è quanto domanda la mia amica Prof precaria disoccupata. E la sua obiezione è giustissima, sacrosanta. Non dico di far pagare più tasse a qualcuno, agli agricoltori, ma di ELIMINARE QUALSISI SUSSIDIO DI STATO questo sì, comprese le scandalose quote PAC. Quanto sarebbe meglio se lo stato si occupasse, cosa che non fa, di giustizia, ordine pubblico, difesa dei confini e di una sanità non omicida, E BASTA, chiedendo in cambio poche e giuste tasse, invece di intervenire nell’economia con provvedimenti distorsivi che tolgono ai poveri per dare ai ricchi, foraggiando con sussidi, magari per comprare consenso, settori clientelari, obsoleti e parassitari? L’intervento dello stato in economia, con tasse, inflazione, spesa pubblica e debito pubblico, è sempre il contrario dell’equità.
MENO STATO, MENO TASSE, PIU’ EQUITA’, PIU’ LIBERTA’, PIU’ RICCHEZZA.


IN ARRIVO L’EUROBOLLO ECOLOGICO SULLE AUTO DEI POVERI. 

Dal 2014.  L’ecologia, con la bufala del riscaldamento globale, sta diventando uno dei principali pretesti per imporci ed estorcerci ulteriori tasse.
Pensate che gli Inglesi non hanno neanche più la libertà di accendersi un fuoco nel camino, perché il camino rende la casa più inquinante e quindi soggetta a maggiori tasse! Sono stati costretti a sostituire i camini con dei finti camini elettrici.
Ora vogliono tartassare le auto vecchie, cioè le auto dei poveri, degli anziani, degli immigrati, di chi non ha i soldi per arricchire ulteriormente gli AgnelliElkann e soci... Ma cosa diavolo aspetta la gente a ribellarsi?!? 


NO AL RITORNO DELL’ICI SULLA PRIMA CASA
NO ALLA PATRIMONIALE
NO AL PRELIEVO – FURTO SUI CONTI CORRENTI
SI A TAGLI DECISI E MASSICCI ALLA SPESA PUBBLICA

L’esenzione ICI sulla prima casa un’ANOMALIA? A me pare un’anomalia che io debba pagare ancora tasse sulla mia abitazione comprata con i risparmi (tassati) e i sacrifici (tassati) di una vita.
Caro Monti, ma chi sei, ma chi ti ha votato?
Per ammazzare il popolo e l’economia di tasse qualsiasi tiranno e predone è buono, non ci volevano tanti professoroni e manager...
Il grosso della spesa pubblica va a finire nelle tasche dei ricchi e dei ricchissimi, dei padroni dello stato e dei loro lacchè, e di chi vende loro il consenso per qualche briciola o elemosina di assistenzialismo.
La spesa pubblica va nelle tasche delle famiglie padrone, dei ceti parassitari, delle categorie iperprotette, di corporazioni e sindacati che rappresentano solo se stessi, che non sono “parti sociali” ma organizzazioni parassitarie e antipopolari.
Siamo stufi di mantenere coi NOSTRI soldi parassiti di ogni genere, dalla grande industria assistita ai suoi lacchè del politburò, ai milioni di dipendenti pubblici che ci danno il solo servizio di romperci l’anima intralciando il libero mercato, di pagare noi il sostegno al reddito dei contadini (quote PAC = rendita) e le consulenze d’oro delle regioni.
Per sviluppare l’economia occorre liberarla dalla predazione fiscale e contributiva, e da tutti i vessatori obblighi normativi, burocratici e amministrativi.
Chi si azzarda oggi a intraprendere un’attività produttiva, sapendo che dovrà pagare immediatamente migliaia di euro ai vari inutili INPS, INAIL, ecc. , che metà del costo dei dipendenti consisterà in tasse e contributi, e che buona parte del suo profitto se lo papperanno le famiglie padrone di questo stato che nessuno vuole, eccetto chi ci mangia sopra, sulle spalle dei ceti produttivi. 
LO STATO NON DEVE FARE... meno lo stato fa meglio sta il popolo; lo stato non risolve i problemi del popolo, glieli crea...
PAGARE PIU’ TASSE OGGI VUOL DIRE PAGARNE ANCORA DI PIU’ DOMANI: dare soldi a chi ha il potere di tassarti vuol dire far aumentare ancora il suo potere, così il tiranno predatore, domani, ancora più potente grazie ai TUOI soldi, che TU imbelle gli hai dato senza reagire, potrà tassarti ancora di più, fino a proletarizzare e schiavizzare te e la tua famiglia, facendoti dipendere dall’assistenza dello stato.
Il debito pubblico, comincino a pagarlo i ceti parassitari, quelli che per decenni hanno vissuto sulle tasse pagate da noi e sui debiti che facevano contrarre allo stato e che ora vogliono far ripagare a noi. 
Le borse mondiali oggi vanno giù, domani vanno su, questo è il loro NORMALE divenire, le perdite di oggi si trasformeranno nei guadagni di domani, borse basse sono un’ottima occasione per investire, i periodi di calo in borsa non sono mai preoccupanti e SONO SEMPRE REVERSIBILI.
INVECE LE TASSE UNA VOLTA MESSE NESSUNO LE TOGLIERA’ MAI PIU’, una volta aumentate nessuno le diminuirà mai più. BISOGNA AVER PAURA DELLE TASSE, NON DELLE BORSE. Nell’ultimo secolo di “riformismo”, la pressione fiscale non ha fatto altro che salire, depredando i cittadini, i lavoratori, le famiglie, squilibrando il mercato, soffocando l’economia, distorcendo la libera concorrenza, foraggiando apparati pubblici clientelari, parassiti e vessatori. L’economia è strangolata da tasse, contributi previdenziali obbligatori, inflazione, vessazioni burocratiche e amministrative.
Oggi, se vogliamo rimanere un paese produttivo, libero e democratico, dobbiamo assolutamente invertire tale tendenza, seguendo fedelmente un unico semplice principio: nessuna nuova tassa deve essere creata, nessuna tassa esistente deve essere aumentata, tutte le tasse esistenti devono essere diminuite o, se possibile, abolite. Meno spesa pubblica e meno sprechi, e non più tasse a questo o a quello. 

FATECI VOTARE!
LADRI DI DEMOCRAZIA, LADRI DI SOLDI ALTRUI. 

Filippo Matteucci  -  Economista
Tea Party Federazione Liberista  (Founder)
 



Le proposte di Filippo Matteucci nella loro cinica freddezza offrono una prospettiva realistica alla soluzione dei problemi italiani.
Nella palude di moralismo ideologico spesso foriero di danni peggiori del male che si propongono di curare, rappresentano una eccezione che proprio per la sua razionale efficacia non verrà adottata ma anzi irrisa o ignorata.” (Walter Monici)