Donna in un Tratto di Penna - di Antonio Attinà

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Donna in un tratto di penna

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Friday, January 20, 2012

Default Italia


L'abbiamo scampata bella... per ora!
1.923.417.572.745 € di debito pubblico
31.687,27 € di debito per abitante

Fallo sapere a tutti

Meno di 100 giorni al fallimento

Se ancora non lo sapete, il prossimo 11/11/2011 l'Italia fallirà. Non siamo noi a dirlo in preda a isterismi catastrofici e apocalittici, ma economisti ed esperti del settore. E, siamo sicuri, le loro fonti sono decisamente più autorevoli e credibili delle nostre!
Ma cosa vuol dire "fallire" per una nazione? Qual è il significato preciso della parola "default" che da un po' di giorni affolla giornali, siti internet e informazione televisiva?
L'Italia ha il quarto debito pubblico mondiale. Il suo ammontare è pari alla cifra fantasmagorica di 2mila miliardi di euro, qualcosa che nemmeno la migliore manovra finanziaria del miglior ministro dell'economia è in grado di scongiurare. Fallire per il nostro Paese vorrebbe dire azzerare in un solo colpo tutto il progresso che nei decenni è stato reso possibile dal lavoro di intere generazioni. E vuol dire, ovviamente, un futuro che più nero non si può per i giovani. Se riuscite a leggere tra le righe dell'informazione, parole e termini come IVA sociale, prelievi coatti della tredicesima, abrogazione dell'articolo 18, prelievi coatti di mensilità e pensioni, eliminazione dell'assistenza sanitaria diretta: sono tutti campanelli d'allarme che dovrebbero far capire che qualcosa, di certo, non va come dovrebbe andare.
Ma il fallimento è così vicino? Questo fantomatico "default" è un fantasma o è un meteorite che ancora non riusciamo a vedere ma che presto si scaglierà sull'Italia distruggendo in quattro e quattr'otto anche il falso benessere della nostra società?
A guardare bene, i presupposti e gli ingredienti per il fallimento ci sono tutti:
  • debito pubblico esagerato;
  • crescita praticamente pari a zero da quasi vent'anni;
  • situazione politica ingessata;
  • deficit crescente;
  • sfiducia della grande finanza nei confronti della banche italiane;
  • immagine poco credibile del nostro Paese all'estero;
  • fuga di cervelli e di aziende
Non sappiamo se effettivamente l'Italia fallirà il prossimo 11 novembre 2011 come predetto da moltissimi economisti.
Questo sito, quindi, non rappresenta un pronostico, ma una sorta di reminder.
Della serie: ricordati che devi morire.
O anche Fallire.

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