Donna in un Tratto di Penna - di Antonio Attinà

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Friday, December 16, 2011

CHIUDI IL CONTO – DAY


Anti & Politica Economia Libertarismo Varie — 14 dicembre 2011 — 2.432 visite
OkNotizie DI LEONARDO FACCO
L’Italia è irriformabile. Ergo, è iniziata la fuga di individui e capitali, da questo paese culturalmente fondato sul “nazi-comunismo”. Da due anni, gli imprenditori seri e perbene chiudono e se ne vanno altrove. Dal mese di giugno scorso, i capitali fuggono dall’inferno fiscale edificato da Monti, con l’avallo del parassita Bersani e dello statalista Berlusconi,  più la complicità di ogni altra fetida casta. Da oggi, anche il singolo cittadino, la persona fisica, inizia il suo percorso di libertà, aderendo al “CHIUDI IL CONTO DAY” (c’è un gruppo anche su Facebook), un’iniziativa lanciata ieri dal Movimento Libertario, con la collaborazione di altre associazioni e movimenti politici, e tutti i suggerimenti del caso che verranno forniti da chiunque.
Grazie all’infame bocconiano, essere titolare di un conto corrente significa assumere le sembianze di un “prolet” da spennare e controllare, fino al punto da conoscere i suoi gusti e le sue inclinazioni. Tracciabilità, tasse aggiuntive, fine del segreto bancario, intrusioni di default dell’Agenzia delle Entrate sono scelte intollerabili. Questa mattina, più di un amico è andato in un altro paese dell’Unione europea ad aprire il proprio conto. Altri ci andranno domani e dopodomani. Altri ancora a seguire, sottoscritto compreso ovviamente. C’è chi sta portando la residenza all’estero, considerato che “l’imbecille qualunque” che ricopre il ruolo di premier ha intenzione di tassare attività finanziarie e proprietà all’estero.
Per chi volesse azzerare il proprio conto bancario, eccovi la lettera che l’amico Andrea Benetton presenterà al suo istituto bancario.

CONSIGLIO: COPIATELA ED ADATTATELA

“La presente per comunicarVi la decisione irrevocabile di estinguere il conto corrente ‘000000’ a me intestato. La decisione a seguito delle norme introdotte dal governo Monti che:
- introducono uno stato di polizia tributaria dando libero accesso ai dati dei conti correnti agli apparati di governo senza che sia stata prevista alcuna norma per impedire abusi. In un paese dove la corruzione regna sovrana, gli impiegati della Agenzia delle entrate non ne sono immuni. Tale norma è a mio giudizio incostituzionale in quanto viola l’articolo 15 della carta fondamentale che recita: “La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.”;
- introducono una discriminazione non giustificata nella rivalutazione dei estimi catastali a favore delle banche (20% contro il 60% dei normali cittadini), in sostanza un ex-banchiere primo ministro di un governo di banchieri non democraticamente eletto impone sacrifici ai comuni cittadini ma introduce un trattamento di favore per gli istituti bancari;
- introducono un limite alla circolazione dei contanti per indurre forzosamente i cittadini a mantenere il proprio denaro sul conto corrente in modo da garantirvi quella liquidità che fate fatica a raccogliere sul mercato in quanto i bilanci delle banche indicano gestioni irresponsabili con sovraesposizioni debitorie. Come istituzioni bancarie avete perso la credibilità per operare e ora, attraverso l’azione governativa, volete impedire ai risparmiatori che temono un crac degli Istituti di credito di ritirare il loro denaro e imporre a quelli che lo hanno già fatto di rimettercelo. Devono rimanere ostaggio delle banche. L’articolo 1834 del codice civile rende le banche proprietarie del denaro in giacenza sui conti correnti dei cittadini. I soldi non sono “depositati”, sono un prestito. Su questo abuso della credulità popolare il governo sta costringendo le persone ad accettare di finanziarvi forzosamente. Anche il vergognoso provvedimento che obbliga i pensionati a ricevere la pensione su un conto è iscrivibile alla stessa logica perversa nonchè la cancellazione della tassa sugli estratti conto annuali dei conti correnti bancari;
- introducono una garanzia sui vostri titoli di debito da parte dello stato e della collettività. Ora le banche sono attività imprenditoriali al pari delle altre. Nel capitalismo chi sbaglia paga e nel caso chiude i battenti. Se l’attività bancaria non viene più sottoposta a questo principio, si crea una situazione di moral hazard in cui le istituzioni bancarie possono correre rischi come uno scommettitore che punta tutti i suoi averi perché tanto non pagano i vostri azionisti, pagano i contribuenti. Se il problema è che le società bancarie sono diventate too big too fail, la soluzione è un intervento antitrust sulla falsariga di quello che è capitato alle compagnie petrolifere americane di inizio secolo, non il collettivizzare le vostre perdite. Che ciascuno è responsabile del proprio rischio deve valere per tutti, anche per quei risparmiatori che “depositano” somme di denaro su conti di banche insolventi;
Alla luce di queste considerazioni non si capisce per quali ragioni un cittadino dovrebbe continuare a rendersi complice di questa truffa legalizzata ai propri danni mantenendo un conto aperto presso una istituzione bancaria”.
Ammoniva Frédéric Bastiat: Private l’uomo della sua proprietà e lo priverete della sua libertà, della sua individualità e della sua personalità”.

Signor Monti, quelli come noi non sono nati per vivere da schiavi!

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