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Wednesday, November 16, 2011

UN MINISTRO PER INTERNET



Anti & Politica Economia Libertarismo — 16 novembre 2011 — 379 visite
OkNotizie DI LEONARDO FACCO
In un articolo che ho scritto per “il Giornale” ho sostenuto quanto segue: “Internet non ha rappresentato solamente un’innovazione tecnologica dalle applicazioni più disparate. La Rete è molto di più, essa rappresenta il modello socio-politico che centinaia di anni di teoria libertaria hanno immaginato, dibattuto, elaborato, proposto. Il Web è il prototipo del mondo che un anarco- capitalista vorrebbe vivere, è l’insieme delle comunità volontarie per antonomasia, è la prova provata che «la società senza Stato» non è un’utopia”.
In Rete si fanno affari, si discute, si sceglie con chi stare, si costituiscono società volontarie senza che il parlamento ci metta il becco. E tutto funziona perfettamente. Quando un legislatore qualsiasi vuol censurare, regolamentare, vietare, nasce una coalizione “fra diversi” pronta a far muro affinché si ricaccino al mittente le interferenze governative.
Ma come sappiamo, la mamma degli statalisti è sempre incinta e i suoi pargoletti finiscono per vergare commenti sui “giornaloni” itagliani, vere e proprie vetrine del peggio conservatorismo.
Oggi, sul sito corriere.it, è arrivato il turno di tale Massimo Sideri, che non ho idea chi sia e tantomeno mi interessa saperlo. In vista della lista dei ministri che Monti leggerà stamane “urbi et orbi”, ecco a voi la pensata del nostro articolista: “Il web è ormai il 2% del nostro Pil. È ora di un ministro di Internet? Un’industria con tassi di crescita del 18% annuo. Serve qualcuno che sappia dialogare con il mondo delle start up”.
Il genio della penna fa anche lo spiritoso e sostiene: “Oggi l’Agricoltura – che ha un proprio ministero – rappresenta il 2,63% del Pil (dati Istat). E dunque è probabile che nella prossima legislatura avvenga il sorpasso: più Internet, meno cabernet, rielaborando un vecchio e famoso graffito popolare”. Qualcuno glielo ha detto che l’Agricoltura è il settore più in crisi e più sussidiato d’Italia (grazie proprio all’efficienza della sequela di ministri che si sono alternati, nonostante il popolo sovrano avesse chiesto l’abolizione di quel dicastero), mentre il web vive di libertà, ingegno ed intrapresa?
Ma non è finita: “Non è un caso – insiste il Sideri – che ormai il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, passi più tempo con il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, che con la dinastia Ford”. E allora? Il fatto che Obama frequenti Zuckerberg significa ben poco in termini politici, se non per il fatto che il presidente Usa ha davanti a sé un anno di campagna elettorale e, magari, spera di spillare qualche dollaro al più giovane miliardario del mondo, no?.Oppure Sideri pensa che Zuck verrà fatto “Web-minister”, visto che suona bene quasi come “web-master”?
Per come la vedo io, stando a quel che opina Sideri noi saremmo dei “poveri scemi” che lavoriamo, dialoghiamo, scambiamo online, creiamo ricchezza, ma abbiamo bisogno di una “Gelmini digitale” che regoli la nostra azione. Le sue stesse parole, signor Sideri, le si ritorcono contro, e mi spiego: se – come lei ha giustamente ha notato infilando qualche numero nell’articolo che le hanno pubblicato – Internet rappresenta il 2% del PIL e prevede di crescere del 18% all’anno da qui al 2015 (nonostante la crisi) è proprio perché lì dentro non c’è alcun legislatore stupido e canagliesco che si permette di decidere come noi imprenditori dobbiamo fare il nostro lavoro.
Per dirgliela con Benjamin Tucker: “La vita, la libertà e la proprietà di ciascun individuo sono messe a repentaglio ogni volta che si riunisce il parlamento”.
La libidine di Internet è che del parlamento e del governo non sa che farsene!
QUI L’ARTICOLO ORIGINALE DEL CORRIERE:

http://www.corriere.it/economia/11_novembre_16/sideri-ministro-internet_25c3d1d8-101a-11e1-a756-4c2fd73eac66.shtml

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